Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzione nei confronti di Ammiro Partners s.r.l.

PROVVEDIMENTO DEL 15 MARZO 2012

Registro dei provvedimenti
n. 100 del 15 marzo 2012

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATIPERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, deldott. Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott. Mauro Paissan e deldott. Giuseppe Fortunato, componenti e del dott. Daniele De Paoli, segretariogenerale;

ESAMINATOil rapporto dell'Ufficio del Garante per la protezione dei dati personalipredisposto ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689,relativo all'atto di contestazione di violazioni amministrative del 10 dicembre2009 nei confronti di Ammiro Partners s.r.l. (di seguito "Ammiro"),con sede in Milano, via Pietrasanta n. 12, in persona del legale rappresentantepro-tempore, per le violazioni delle disposizioni di cui agli artt. 13, 23,154, comma 1, lett. d), 157, 161, 162, commi 2-bis e 2-ter, 164, 164-bis, comma2 e 167 del Codice in materia di protezione dei dati personali (d. lg. 30giugno 2003, n. 196, di seguito denominato Codice);

VISTOl'atto di contestazione delle violazioni di cui sopra, n. 27002/61789, che quisi intende integralmente richiamato, con il quale Ammiro è stata informatadella facoltà di effettuare, laddove previsto, il pagamento delle sanzioni inmisura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981 (eccetto che perla violazione prevista e sanzionata dall'art. 164-bis, comma 2, del Codice);

RILEVATOdal predetto rapporto che non risulta essere stato effettuato il pagamento inmisura ridotta;

VISTIgli scritti difensivi del 10 febbraio 2010, inviati ai sensi dell'art. 18 dellalegge n. 689/1981, che qui si intendono integralmente richiamati;

RITENUTOche le argomentazioni addotte da Ammiro non risultano idonee ad escludere leresponsabilità in relazione a quanto contestato per le motivazioni di seguitoriportate:

a.con riferimento alla contestazione circa l'inosservanza del provvedimento delGarante del 26 giugno 2008 per i trattamenti di dati personali svolti conl'utilizzo del database denominato "DB Consensi", Ammiro fa rilevareche il database oggetto del citato provvedimento inibitorio è "un benegiuridico totalmente diverso" dal DB Consensi e che quindi l'utilizzo diquest'ultimo database non configurerebbe un'inosservanza del provvedimentomedesimo.

Taleaffermazione non appare condivisibile: il provvedimento del 26 giugno 2008,notificato il 3 settembre 2008, ha vietato ad Ammiro "di effettuare altritrattamenti di ulteriori dati personali provenienti da elenchi telefonicipubblicati prima del 1° agosto 2005, utilizzati senza idonea informativa e,nelle ipotesi in cui sia previsto per legge, senza consenso". Ilprovvedimento, pertanto, ha individuato una specifica categoria di datipersonali che Ammiro non avrebbe più dovuto utilizzare senza aver resopreventivamente l'informativa di cui all'art. 13 del Codice e senza averacquisito, laddove previsto, il correlato consenso di cui al successivo art.23. Nel corso dell'accertamento ispettivo svolto presso la società (verbale del3 febbraio 2009) è emerso che "Ammiro aveva costituito nel tempo undata-base denominato DBTF 2005, per attività di marketing. Tale data-base eracostituito ed alimentato dai dati provenienti dagli elenchi telefonici 'ante 1°agosto 2005' contenente circa 15.600.000 record che recavano l'indicazionerelativa alla ricezione di comunicazioni commerciali telefoniche ("flagchiamabile") o postali ("flag scrivibile"). Tale data-base, aseguito del provvedimento del Garante del 26 giugno 2008, è stato posto 'off-line'e non è stato più utilizzato (Š). Dal settembre 2008, la società Ammiro haquindi utilizzato il cd. nuovo DB Consensi, realizzato in precedenza". Iresponsabili della società hanno poi dichiarato che il nuovo DB Consensi ècostituito da 14.400.000 record di cui circa "11.000.000 provenienti dalvecchio DBTF 2005 (a cui è stato annullato il campo 'telefono' a seguito delcitato provvedimento del Garante)".

Lecircostanze sopra richiamate confermano che Ammiro, destinataria di un provvedimentoinibitorio emesso dal Garante il 26 giugno 2008 e notificato alla medesimasocietà il 3 settembre 2008, ha, successivamente a tale data, svoltotrattamenti finalizzati all'effettuazione di comunicazioni telefonichepromozionali, utilizzando dati personali provenienti da elenchi telefonicipubblicati prima del 1° agosto 2005. Tali dati, poiché attinti dal databaseDBTF 2005, sono stati registrati nel database DB Consensi senza aver fornitoagli interessati un'informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice e in carenzadel correlato consenso di cui all'art. 23. I predetti dati rientrano pertantonella tipologia individuata dal provvedimento inibitorio del 26 giugno 2008.

Conriferimento alla contestazione relativa all'inosservanza del citato provvedimentodel Garante per la cessione di dati a Fastweb S.p.A., Ammiro sostiene che talecessione di dati "è avvenuta precedentemente al provvedimento di bloccodei dati notificato nel settembre 2008. Ogni ulteriore attività di trattamentosvolta in relazione a Fastweb S.p.A. dopo la data di notifica del provvedimentodi blocco è stata effettuata con la precisazione formulata da parte di FastwebS.p.A. che sarebbe stata cura di tale società verificare preventivamentel'effettiva possibilità di proseguire l'attività di trattamento (Š). La nostrasocietà si è quindi attenuta, in buona fede, a tali indicazioni fornite daFastweb S.p.A. lungi dal porre in essere trattamenti senza verificarel'osservanza del provvedimento del 26 giugno 2008".

Laricostruzione, in ordine cronologico, delle operazioni effettuate da Ammiro inrelazione alle attività svolte nell'interesse di Fastweb, così come descrittenel verbale delle operazioni ispettive del 4 febbraio 2009, contraddice quantoasserito dalla società nelle memorie difensive.

Comerisulta dal verbale "il 30 settembre [2008] Ammiro e Fastweb hannostipulato un contratto per la fornitura da parte di Ammiro partners s.r.l. aFastweb S.p.A. delle attività di promozione commerciale tramite contattotelefonico (Š); fra il 18 e il 21 ottobre 2008 Ammiro ha materialmentetrasferito il file contenente i record del nuovo DB Consensi nel data-server diFastweb (Š); il 22 ottobre 2008 Ammiro ha provveduto a nominare i call-centersegnalati da Fastweb quali responsabili del trattamento (Š); il 14 gennaio 2009Fastweb ha comunicato tramite e-mail ai call-center il blocco delle attività ditelemarketing effettuate in esecuzione del contratto sopra richiamato, bloccoconfermato il 20 gennaio 2009 da Ammiro ai call-center. (Š) La porzione delnuovo DB Consensi trasferita nel data-server di Fastweb reca i numeritelefonici in sovrapposizione con quelli già presenti nel DBTF 2005 e ilconsenso per il contatto telefonico valorizzato a "sì" (Š).L'operazione che ha determinato l'annullamento del valore "numero ditelefono" nel nuovo DB Consensi, effettuata a seguito del provvedimentoinibitorio sopra richiamato, non è stata applicata ai record trasferiti neldata server di Fastweb".

Ammiroha altresì rappresentato nel corso dell'ispezione che nelle attività sopradescritte la società ha operato in qualità di titolare del trattamento.
Risultapertanto confermato che Ammiro ha posto in essere, dall'ottobre 2008 al gennaio2009, in esecuzione del contratto stipulato con Fastweb, una serie di operazioni(trasferimento dei dati personali acquisiti da elenchi telefonici pubblicatiprima del 1° agosto 2005 nei database di Fastweb, designazione qualiresponsabili dei call-center individuati da Fastweb e, attraverso questi,svolgimento delle attività di telemarketing) assumendo la qualificazionesoggettiva di titolare del trattamento e, pertanto, tutti gli oneri che talequalificazione comporta, i quali non sono venuti meno a seguito dell'accordostipulato con Fastweb. Non è pertanto ipotizzabile che la società si sollevidalle responsabilità mediante una clausola contrattuale con la quale deleghidecisioni sulla liceità del trattamento dei dati di cui è titolare a terzi,derogando a quanto previsto dalla legge agli articoli 4, 28, 29 e 30 delCodice;

b.con riferimento alla contestazione relativa all'omessa informativa per laraccolta di dati personali presso terzi, riguardante i trattamenti di datipersonali provenienti da elenchi telefonici pubblicati prima del 1° agosto2005, Ammiro fa presente che tale contestazione trae origine dalla"mancata disponibilità fisica di elementi idonei a provare la puntualeesecuzione di tale adempimento" dovuta peraltro alla circostanza che"all'epoca dei trattamenti durante i quali l'informativa veniva resa nonera prescritto alcun obbligo di documentare tale attività". Ammiro precisacomunque che "la nostra società nel corso degli anni ha sempre dato agliinteressati la prescritta informativa" e di avere, al riguardo, fornito"parziali riscontri in sede ispettiva".

Ledichiarazioni di Ammiro sul punto non possono essere condivise. In primo luogodeve osservarsi che il Codice pone un obbligo generale ai titolari ditrattamenti di dati personali di rendere l'informativa agli interessati con lemodalità previste dall'art. 13. Trattandosi di obbligo sanzionatoamministrativamente da una specifica disposizione di legge (art. 161 delCodice), è onere del titolare fornire la prova dell'avvenuto adempimentonell'ambito di procedimenti o verifiche ispettive. La libertà di forma chel'art. 13 prevede per il rilascio dell'informativa non può certo tradursinell'assenza di un idoneo strumento per dimostrare di aver compiutamenteassolto all'obbligo.

Siaggiunga inoltre che, all'epoca dell'accertamento ispettivo presso Ammiro, iltrattamento dei dati personali presenti in elenchi telefonici pubblicati primadel 1° agosto 2005 poteva essere legittimamente effettuato, in carenza di unospecifico consenso, solamente nel caso in cui fosse stato possibile dimostraredi aver reso agli interessati un'idonea informativa entro la predetta data.Tale principio è stato peraltro espressamente ribadito nel provvedimentoinibitorio del 26 giugno 2008 che, individuando le categorie di dati personaliutilizzabili per attività di carattere promozionale, pubblicitario ocommerciale, vi ha ricompreso "quelli presenti nelle banche daticostituite utilizzando anche dati estratti da elenchi telefonici formatiprecedentemente al 1° agosto 2005, sempre che il titolare del trattamento siain grado di dimostrare di aver fornito effettivamente, prima di tale data,l'informativa agli interessati ai sensi dell'art. 13 del Codice".

Nelcorso delle attività ispettive del 4 febbraio 2009 è stato esaminato ilcontenuto del database denominato DB Consensi e si è rilevato che nessunaannotazione in ordine alle modalità e alla data di eventuale rilasciodell'informativa era presente in correlazione ai dati personali degliinteressati. Inoltre è stato verificato che molti dei nominativi ricercati nelDB Consensi risultavano già presenti nel DBTF 2005, come del resto ammessoanche da Ammiro la quale ha dichiarato di aver riversato 11.000.000 di dati delDBTF 2005 nel DB Consensi. A tale proposito si deve rappresentare che ilprovvedimento inibitorio del 26 giugno 2008 emesso nei confronti di Ammiroproprio con riferimento alla tipologia di dati contenuti nel DBTF 2005 haaccertato che "Ammiro partners s.r.l. non ha fornito elementi a sostegnodelle proprie dichiarazioni con riguardo alla presenza di un'effettivainformativa agli interessati prima del 1° agosto 2005, dichiarando anzi che inrelazione alla data di spedizione dell'informativa, essa non è in grado difornire puntuale prova rispetto a tale data, che non risulta essere annotatanegli elenchi individualmente in relazione ad ogni singolo interessato".

Sullabase di tutte le circostanze sopra richiamate risulta confermato che Ammiro nonha provveduto a rilasciare agli interessati un'idonea informativa, con lemodalità previste dall'art. 13 del Codice, per il trattamento di dati personaliprovenienti da elenchi telefonici pubblicati prima del 1° agosto 2005;

c.con riferimento alla contestazione relativa alla mancata acquisizione delconsenso per la comunicazione dei dati personali, riguardante i dati presentinel DB Consensi, Ammiro ha rappresentato che tali dati "sono in partemuniti del consenso raccolto presso l'interessato ed in parte da elenchipubblici raccolti in vari periodi e avendo fornito l'informativa agliinteressati all'atto della raccolta".

Premessoche Ammiro, nel corso dell'accertamento ispettivo, ha potuto documentarel'acquisizione di un consenso al contatto telefonico solamente per circa1.000.000 di nominativi rispetto ai 14.400.000 presenti nel DB Consensi, deveevidenziarsi che la contestazione dell'Ufficio si riferisce alla mancataacquisizione del consenso per lo specifico trattamento consistente nellacomunicazione di dati personali a terzi.

Anorma dell'art. 23 del Codice, il trattamento di dati personali da parte deisoggetti privati è ammesso solo con il consenso dell'interessato. Il consensosi intende validamente prestato solo se espresso liberamente, documentato periscritto e riferito ad un trattamento chiaramente individuato. Inoltre, primadell'acquisizione del consenso il titolare del trattamento deve rendere leinformazioni di cui all'art. 13 del Codice.

Perquanto riguarda i dati presenti nel DB Consensi, in nessun caso è statopossibile per Ammiro documentare di aver acquisito dagli interessati unospecifico consenso per le comunicazioni di dati ad altri titolari, mentrerisulta in atti che tali comunicazioni sono state effettivamente poste inessere (oltre al già richiamato trasferimento di dati a Fastweb, all'attodell'accertamento vi erano due forniture cd. "attive" – contrattiin corso di esecuzione – con le società Sky Italia s.r.l. e WindTelecomunicazioni S.p.A.).

Perquanto riguarda l'osservazione di Ammiro relativa all'adempimento dell'obbligodi informativa, che avrebbe, per talune porzioni di dati personali consentitola comunicazione a terzi, ci si deve riportare a quanto rilevato al punto b);

d.con riferimento alla contestazione relativa al mancato riscontro alle richiestedel Garante, riguardante le informazioni sulla acquisizione di 33.500.000anagrafiche tratte da liste elettorali fornite dalla società Addressvitts.r.l., Ammiro sostiene che tali anagrafiche "al momento della richiestanon erano più nella materiale disponibilità della Società stessa" e che"le suddette liste elettorali non erano presenti nel server della nostraSocietà". Ammiro rappresenta inoltre che il database fornito daAddressvitt s.r.l. è stato utilizzato "solo per conto di soggetti titolatia tale utilizzo ai sensi dell'art. 177 [del Codice]".

Nelcorso dell'accertamento presso la società Addressvitt s.r.l. è stata acquisitala fattura relativa al trasferimento dei dati da questa ad Ammiro per unammontare di ¤ 86.400.

Lanumerosità del database acquisito da Addressvitt, la somma dell'investimentooperato da Ammiro e la circostanza che tale database è stato destinato agliutilizzi previsti dall'art. 177 del Codice evidenziano che i dati in essocontenuti rivestivano un valore considerevole nell'attività imprenditorialesvolta da Ammiro.
Inoltre, si deve osservare che l'Ufficio del Garante haeffettuato l'accertamento ispettivo nei confronti di Ammiro sulla basedell'ordine di servizio n. 2222 del 2 febbraio 2009, consegnato in copia allaparte in data 3 febbraio 2009, nel quale era chiaramente esplicitato chel'oggetto dell'accertamento era la verifica dell' "osservanza delledisposizioni in materia di protezione dei dati personali nell'ambito deiservizi di marketing, formazione, gestione e cessione di banche dati e elenchianagrafici nonché delle altre informazioni utilizzabili per l'effettuazione dicampagne promozionali".  Nel corso dell'attività ispettiva è statochiesto ad Ammiro "di illustrare le modalità di gestione e utilizzo dellebasi di dati a disposizione di Ammiro", di fornire "un elenco dellediverse liste presenti sui server di Ammiro" e "un elenco deisoggetti a cui sono stati ceduti dati a partire dal 1° gennaio 2007".

Dall'ordinedi servizio e dalle domande rivolte nel corso dell'accertamento, risultapertanto evidente che l'accertamento ispettivo era teso ad acquisire informazionisul complesso delle attività di trattamento poste in essere da Ammiro inrelazione all'acquisizione di banche di dati ed elenchi anagrafici utilizzabiliper campagne promozionali.

L'avertaciuto dell'esistenza di elenchi anagrafici contenenti oltre 30 milioni didati personali e acquisiti con notevole esborso economico per lo svolgimento diattività di trattamento non marginali con riferimento all'oggettodell'ispezione, configura la violazione sanzionata dall'art. 164 del Codice;

e.con riferimento alla circostanza che Ammiro ha commesso più violazioni inrelazione a banche-dati di particolare rilevanza, la società ribadisce quantogià riportato al punto a) della presente ordinanza e, in particolare, che talicontestazioni "in realtà riguardano un data base diverso da quello oggettodel provvedimento del 26 giugno 2008" e che l'utilizzo del database,effettuato da Fastweb, sarebbe "avvenuto secondo le indicazioni cheFastweb stessa si era assunta l'onere di verificare con Codesto Garante".

Leaffermazioni di Ammiro appaiono del tutto inconferenti rispetto allacontestazione mossa e, comunque, ci si deve riportare a quanto osservato alpunto a) della presente ordinanza. Deve inoltre evidenziarsi che il Garante,con provvedimento del 12 marzo 2009, pubblicato su G.U. n. 66 del 20 marzo 2009, ha dettato delle "prescrizioni ai titolari dibanche dati costituite sulla base di elenchi telefonici formati prima del 1°agosto 2005". In tale provvedimento si richiama la sanzione di cuiall'art. 164-bis, comma 2, ritenendo pertanto che le banche dati formate sullabase degli elenchi telefonici "ante 2005" siano da considerare diparticolare rilevanza.

Inordine all'elemento dimensionale della banca-dati di cui alle contestazioni adAmmiro, si ribadisce che la stessa contiene circa 14.000.000 di anagrafiche, dicui circa 11.000.000 provenienti da elenchi telefonici "ante 2005";

f. Ammiro infine lamenta che "la contestazione amministrativa è intervenutadopo molti mesi dall'accertamento dei fatti (certamente ben oltre il termine dinovanta giorni dall'accertamento previsto dall'art. 14 della Legge 689/1981) eche questo ritardo diventa rilevante sul piano sostanziale perché ha reso piùdifficile la posizione della Società e la formulazione di una idoneareplica".

Alriguardo si evidenzia che, diversamente da quanto ritenuto, le violazioni inargomento sono state accertate con la nota del Dipartimento comunicazioni ereti telematiche n. 21106/61789 del 29 settembre 2009, i cui contenuti sonostati portati a conoscenza di Ammiro con nota n. 21105/61789 in pari data. E' atale data (riportata nel verbale di contestazione) che deve farsi riferimento pervalutare il rispetto dei principi di tempestività di cui all'art. 14 dellalegge n. 689/1981 (Cass. Civ., Sez. lav. n. 5467/2008), in quanto solo a quelladata, dall'esame del complesso dei documenti e delle dichiarazioni acquisite, èstato possibile qualificare oggettivamente e soggettivamente, da parte delcompetente Dipartimento attività ispettive e sanzioni, le violazioni inargomento. Al riguardo si evidenzia che la contestazione risulta notificata il21 dicembre 2009, ovvero entro il termine di 90 giorni dalla datadell'accertamento;

RILEVATO,quindi, che Ammiro, sulla base delle considerazioni sopra richiamate, risultaaver commesso:

a) laviolazione di cui all'articolo 162, comma 2-ter del Codice, per aver violato ilprovvedimento del Garante in data 26 giugno 2008, adottato ai sensidell'articolo 154, comma 1, lettera c), del Codice, sotto un duplice profilo,ovvero:

- per aver utilizzato i dati personali contenuti nel cd. "DB Consensi"in violazione a quanto disposto dal provvedimento;

- per aver ceduto i dati personali contenuti nel cd. "DB Consensi" e idati relativi a utenze telefoniche contenuti nel cd. "DBTF 2005";

b) laviolazione di cui all'articolo 161 del Codice per aver raccolto e registratonel cd. "nuovo DB Consensi" dati provenienti dal DBU, da Telextras.r.l. e da altri soggetti, senza avere reso l'informativa di cui all'art. 13del Codice nel termine previsto dal comma 4 del medesimo articolo;

c) laviolazione di cui all'articolo 162, comma 2-bis, in relazione all'art. 167 delCodice, per aver effettuato comunicazioni di dati personali tratti dal "DBConsensi" senza aver acquisito dagli interessati uno specifico consenso aisensi dell'art. 23 del Codice;

d) laviolazione di cui all'art. 164 del Codice, per non aver fornito un pienoriscontro alle richieste di informazioni ed esibizione di documenti effettuatadal Garante ai sensi dell'art. 157 del Codice, in relazione all'acquisizione didati personali tratti da liste elettorali;

e) laviolazione di cui all'art. 164-bis, comma 2, del Codice, per aver commesso leviolazioni sub a), b) e c) in relazione a banche di dati di particolarerilevanza e dimensioni;

VISTOl'art. 161 del Codice che punisce la violazione delle disposizioni di cuiall'art. 13 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma daseimila euro a trentaseimila euro; l'art. 162, comma 2-bis, (nella formulazionevigente all'epoca dei fatti e quindi antecedente alle modifiche di cui all'art.20-bis, comma 1, lettera c), punto 1, del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, convertito dalla legge 20 novembre 2009, n. 166) che punisce la violazionedell'art. 23 con la sanzione da ventimila a centoventimila euro; l'art. 162,comma 2-ter, che punisce l'inosservanza di un provvedimento inibitorio delGarante con la sanzione da trentamila a centottantamila euro; l'art. 164, chepunisce l'omesso riscontro alle richieste del Garante con la sanzione dadiecimila a sessantamila euro; l'art. 164-bis, comma 2, che, in caso di piùviolazioni di una o più di una delle disposizioni sopra richiamate, a eccezionedi quelle di cui all'art. 164,  commesse anche in tempi diversi inrelazione a banche di dati di particolare rilevanza o dimensioni, prevedel'applicazione di una sanzione da cinquantamila a trecentomila euro;

CONSIDERATOche, ai fini della determinazione dell'ammontare della sanzione pecuniaria,occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24 novembre 1981 n.689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuare le conseguenzedella violazione, della gravità della violazione, della personalità e dellecondizioni economiche del contravventore;

RITENUTOche, nel caso in cui l'infrazione non abbia caratterizzazioni specifiche chepossano portare a valutazioni di maggiore o minor rigore, nella determinazionedella sanzione può ritenersi corretta l'individuazione di un importo pari alterzo del massimo o, se più favorevole, al doppio del minimo, in linea conquanto previsto dall'art. 16 della L. n. 689/1981, ferma restando lavalutazione degli ulteriori elementi previsti dall'art. 11 della medesima legge[cfr. Cass. civ., sez. I, 4 novembre 1998, n. 11054];

CONSIDERATOche, nel caso in esame:

a) inordine all'aspetto della gravità, la violazione, riguardo gli elementidell'entità del pregiudizio o del pericolo e dell'intensità dell'elementopsicologico, risulta connotata da elementi specifici dettati dalla circostanzache Ammiro era a conoscenza, a seguito della comunicazione del provvedimentoinibitorio del 26 giugno 2008, di quali fossero le condotte illecite inrelazione ai trattamenti di dati personali aventi finalità promozionali oggettodel presente procedimento e le ha comunque portate a compimento;

b) aifini della valutazione dell'opera svolta dall'agente, deve essere valutato intermini favorevoli il fatto che Ammiro abbia dichiarato di aver "operatouna profonda revisione della propria attività che ha comportato il sostanzialeabbandono delle pratiche di commercializzazione di liste destinate ad attivitàdi marketing diretto ed in particolare di telemarketing";

c) circala personalità dell'autore della violazione, deve essere positivamenteconsiderata la circostanza che Ammiro non risulti avere precedenti specifici intermini di violazioni delle disposizioni del Codice;

d) inmerito alle condizioni economiche dell'agente, si rileva che Ammiro risultaavere conseguito, nell'anno 2009, una perdita di esercizio pari a circa unquarto del fatturato;

RITENUTOdi dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n. 689/1981, l'ammontaredella sanzione pecuniaria,  in ragione dei suddetti elementi valutati nelloro complesso, nella misura di:

- euro 80.000,00 (ottantamila) per le violazioni di cui all'art. 162, comma2-ter;

- euro 20.000,00 (ventimila) per la violazione di cui all'art. 161;

- euro 60.000,00 (sessantamila) per la violazione di cui all'art. 162, comma2-bis;

- euro 20.000,00 (ventimila) per la violazione di cui all'art. 164;

- euro 70.000,00 (settantamila) per la violazione di cui all'art. 164-bis, comma2;

TENUTOCONTO che Ammiro, nelle memorie difensive, ha fatto richiesta di rateizzazionedell'importo delle sanzioni;

VISTAla documentazione in atti;

VISTAla legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni e integrazioni;

VISTEle osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato con deliberazionedel 28 giugno 2000;

RELATOREil dott. Giuseppe Chiaravalloti;

ORDINA

adAmmiro Partners s.r.l., con sede in Milano, via Pietrasanta n. 12, in personadel legale rappresentante pro-tempore, di pagare la somma di euro 250.000,00(duecentocinquantamila) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per leviolazioni previste dagli artt. 161, 162, commi 2-bis e 2-ter, 164 e 164-bis, comma 2, del Codice, frazionandola, in accoglimento della richiesta dirateizzazione, in 25 rate mensili dell'importo di 10.000 (diecimila) euro, icui versamenti saranno effettuati a partire dal giorno 15 del mese successivo aquello in cui avverrà la notifica della presente ordinanza;

INGIUNGE

allamedesima azienda di pagare la somma di euro 250.000,00 (duecentocinquantamila),secondo le modalità indicate in allegato, pena l'adozione dei conseguenti attiesecutivi a norma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689,prescrivendo che, entro il termine di giorni 10 (dieci) da ogni versamento, siainviata a questa Autorità, in originale o in copia autentica, quietanzadell'avvenuto versamento.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 15 marzo 2012

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Chiaravalloti

Il segretario generale reggente
De Paoli