Garante per la protezione
    dei dati personali


Dati sanitari:verificare l'identità dell'interessato prima di consegnare il referto medico

PROVVEDIMENTO DEL 1MARZO 2012

Registro dei provvedimenti
n. 86 del 1°marzo 2012

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti,presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del dott. MauroPaissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti, e del dott. Daniele DePaoli, segretario generale;

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. 30giugno 2003, n. 196, di seguito "Codice");

VISTA la documentazione in atti;

VISTE le osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generaleai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000 del 28 giugno 2000;

Relatore il dott. Giuseppe Fortunato;

PREMESSO

A seguito della pubblicazione di una notizia stampa, l'Ufficio delGarante ha appreso la vicenda di un paziente che, dopo aver eseguito unaelettromiografia agli arti inferiori presso l'Ospedale civile di Legnano, avevaricevuto, al posto del referto relativo all'esame clinico dallo stessoeseguito, quello riguardante la prestazione sanitaria resa ad un altropaziente. Successivamente, l'Ospedale aveva contattato il paziente invitandoloa distruggere il referto che gli era stato erroneamente consegnato in quantorelativo ad una prestazione sanitaria erogata ad un altro paziente e a tornarepresso la struttura ospedaliera per ritirare il proprio referto.

Il predetto Ospedale, nella risposta alla richiesta di informazionidell'Ufficio in merito alla suddetta vicenda, ha precisato che la notiziariportata dalla stampa riferisce un avvenimento realmente accaduto e che "inquesto caso è stata consegnata copia del referto di un paziente ricoveratopresso la (Š) struttura" ad altro paziente.

Nella suddetta risposta, inoltre, viene precisato che nell'Ospedale "siapplicano delle procedure per la corretta identificazione del paziente (cheritira il referto) che però nel caso specifico non hanno prodotto il risultatoatteso".

A seguito di tale vicenda, l'Ospedale ha avviato un audit specifico inmerito alle procedure di consegna dei referti in atto presso l'ambulatoriocoinvolto dalla suddetta vicenda "al fine di identificare tutte leopportune azioni correttive".

OSSERVA

La disciplina in materia di protezione dei dati personali prevede chegli esercenti le professioni sanitarie debbano informare il solo interessato inmerito al suo stato di salute. La comunicazione a soggetti diversi dall'interessatodei suoi dati sanitari può avvenire solo qualora quest'ultimo abbia manifestatouna specifica volontà in tal senso. In tale quadro, la consegna dei referti aterzi può essere consentita solo su espressa delega dell'interessato e mediantela consegna degli stessi in busta chiusa (v. anche Provvedimento del 9 novembre 2005 "Strutturesanitarie: rispetto della dignità").

Il titolare del trattamento deve fornire al personale designatoincaricato apposite istruzioni anche in ordine alle modalità di consegna aterzi dei documenti contenenti dati idonei a rivelare lo stato di salutedell'interessato, quali i referti.

Agli incaricati, infatti, devono essere impartite istruzioni scrittein merito al controllo ed alla custodia, per l'intero ciclo necessario allosvolgimento delle operazioni di trattamento, degli atti e dei documenticontenenti dati personali di natura sensibile (punto 28 del disciplinaretecnico allegato al Codice).

Il titolare del trattamento deve, inoltre, adottare idonee epreventive misure di sicurezza, al fine di ridurre al minimo i rischi diperdita dei dati o di accesso non consentito agli stessi, nonché instaurareprocedure idonee a garantire la custodia di atti e documenti che sianoconservati anche senza l'ausilio di strumenti elettronici (artt. 31, 33 e35 delCodice).

La consegna ad un paziente del referto relativo ad una prestazionesanitaria eseguita su un altro paziente da parte dell'Ospedale civile di Legnanorisulta, pertanto, illecita in quanto effettuata in violazione delledisposizioni sopra richiamate (artt. 31, 33 e 35 del Codice).

Il Garante, ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. b) e 154, comma1, lett. c), del Codice, ha il compito di prescrivere al titolare le misureopportune o necessarie per rendere il trattamento conforme alle disposizionivigenti.

Pertanto, si ritiene necessario prescrivere all'Ospedale civile diLegnano di fornire agli incaricati del trattamento apposite istruzioni affinchéconsegnino i referti all'interessato solo dopo aver verificato la sua identitàsulla base di idonei elementi di valutazione (ad es. mediante l'esibizione diun documento di riconoscimento); nel caso in cui l'interessato abbia delegatoun soggetto terzo al ritiro del referto, devono essere adottate analoghecautele al fine di verificare l'identità del soggetto delegato consegnando ireferti a quest'ultimo in busta chiusa.

L'Autorità si riserva, infine, di verificare, con autonomoprocedimento, la sussistenza dei presupposti per contestare le violazioni delledisposizioni di cui agli artt. 33 e 35 del Codice e la conseguente applicazionedelle sanzioni di cui all'art. 162, comma 2 bis del Codice.

Si evidenzia che, ai sensi dell'art. 170 del Codice, chiunque,essendovi tenuto, non osserva il presente provvedimento è punito con lareclusione da tre mesi a due anni e che, ai sensi dell'art. 162, comma 2-ter,del Codice, in caso di inosservanza, è altresì applicata in sedeamministrativa, in ogni caso, la sanzione del pagamento di una somma datrentamila a centottantamila euro.

PER QUESTI MOTIVI ILGARANTE

a) ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. b) e 154, comma 1,lett. c) del Codice, accertata l'illiceità della consegna del referto di unpaziente ad un altro soggetto da parte dell'Ospedale civile di Legnano,prescrive al suddetto Ospedale di fornire agli incaricati del trattamentoapposite istruzioni affinché consegnino i referti all'interessato solo dopoaver verificato la sua identità sulla base di idonei elementi di valutazione(ad es. mediante l'esibizione di un documento di riconoscimento); nel caso incui l'interessato abbia delegato un soggetto terzo al ritiro del referto,devono essere adottate analoghe cautele al fine di verificare l'identità delsoggetto delegato consegnando il referto a quest'ultimo in busta chiusa.

Ai sensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011,avverso il presente provvedimento può essere proposta opposizione all'autoritàgiudiziaria ordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogoove ha la residenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine ditrenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero disessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 1° marzo 2012

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Fortunato

Il segretario generale reggente
De Paoli