Garante per la protezione
    dei dati personali


Prescrizioni per ilcorretto impiego di un sistema di videosorveglianza all'interno di un hotel

PROVVEDIMENTO DEL 14APRILE 2011

Registro dei provvedimenti
n.  142 del14 aprile 2011

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

In data odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente,del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del dott. Mauro Paissan edel dott. Giuseppe Fortunato, componenti, e del dott. Daniele De Paoli,segretario generale;

VISTO il d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezionedei dati personali);

VISTO il provvedimento del Garante dell'8 aprile 2010 (doc. web n.1712680), in materia di trattamento di dati personali effettuato mediantesistemi di videosorveglianza;

VISTA la segnalazione del 20 gennaio 2009, con cui la Poliziamunicipale del Comune di Firenze, a seguito di un controllo effettuato pressola struttura ricettiva "Hotel Four Seasons" di Firenze, ha informatoil Garante dell'avvenuta istallazione di un impianto di videosorveglianza inviolazione della disciplina di protezione dei dati personali;

ESAMINATA la documentazione in atti;

VISTE le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATORE il dott. Mauro Paissan;

PREMESSO

1. Con nota pervenuta il 2 marzo 2009, la Polizia municipale delComune di Firenze ha segnalato al Garante che, in occasione di un controlloeffettuato presso la struttura ricettiva "Hotel Four Seasons" diFirenze, di proprietà di Cu.Gi.Mi S.p.A., aveva verificato l'avvenutainstallazione "sulle facciate dell'immobile di cinque telecamere,puntate verso gli ingressi", senza che risultasse affissa alcunainformativa al riguardo.

Disposti dall'Autorità appositi accertamenti ispettivi, il 30settembre 2009 il "Nucleo speciale privacy" della Guardia di finanzaha rilevato che presso la struttura in questione è stato installato un sistemadigitale di videosorveglianza, costituito da 45 telecamere (quattro delle qualibrandeggianti e dotate di zoom), provvisto di sei monitor e di "serverdedicati utilizzati per la registrazione" e "custoditi sottochiave", ove le immagini sono conservate "per circa sessantaore, decorse le quali si autocancellano con sovrascrittura di nuoveimmagini".

La titolarità del trattamento dei dati è risultata essere in capo aCu.Gi.Mi S.p.A., la quale ha rappresentato che la struttura alberghiera haun'estensione di circa quattro ettari e che ad essa si può accedere da cinquediverse vie di collegamento cittadine (per complessivi n. 10 ingressi). Secondola società, l'installazione dell'impianto si sarebbe resa necessaria, "findall'apertura al pubblico dell'Hotel", non solo "per garantireelevati standard di sicurezza alla clientela", ma anche per proteggerei negozi di preziosi presenti all'interno della struttura e per scongiurare ilripetersi di eventi criminosi, per reprimere i quali le forze dell'ordine, inpassato, avevano già chiesto di visionare i filmati registrati dal sistema.

Inoltre, la società ha dichiarato di aver appaltato il servizio divigilanza alla Security Consulting Group S.r.l., nominata "responsabileesterna del trattamento", e che "la visione delle telecamere èconsentita solamente agli addetti alla sorveglianza", regolarmentedesignati "incaricati" dalla stessa società appaltatrice.

2. Ciò premesso, all'esito dell'espletamento delle attività ispettivesono state rilevate alcune anomalie.

In primo luogo è stato appurato che l'informativa minima, "resatramite cartelli metallici affissi in prossimità di alcuni ingressi lungo learee perimetrali esterne", non era integrata "da almeno unavviso circostanziato riportante gli elementi di cui all'art. 13 D. Lgs.196/2003", in violazione di quanto stabilito al punto 3.1 dell'alloravigente Provvedimento generale sulla videosorveglianza del 29 aprile 2004.

Tali rilievi hanno formato oggetto di apposita contestazioneamministrativa (n. 60/2009, notificata il 23 novembre 2009), con cui è statoingiunto a Cu.Gi.Mi. S.p.A. di versare la somma di euro 4.800,00 per "omessao inidonea informativa all'interessato" ai sensi degli artt. 161 e164-bis, comma 1 del Codice. Detto procedimento si è ritualmenteconcluso per intervenuto pagamento, in data 23 dicembre 2009, della sanzione inmisura ridotta.

Inoltre, in relazione alle modalità di attuazione delle disposizionidi cui all'art. 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300, il sig. Alfiero Mario,Responsabile della sicurezza di Cu.Gi.Mi. S.p.A., appositamente intervenuto nelcorso delle operazioni ispettive, ha dichiarato che, benché nessuna telecamerainquadri direttamente "postazioni fisse" di lavoro, il personale diservizio può comunque essere ripreso allorché si trovi "in transito"negli ambienti sottoposti a videosorveglianza; inoltre, il predettoResponsabile ha altresì asserito che, "non essendovi rappresentanzesindacali dei dipendenti (perché le riunioni indette dalle organizzazioni dicategoria, seppur concesse, sono andate deserte)",  l'Hotel, "perconto della società", ha acquisito "un'informativa/consensoscritto da parte dei dipendenti () al momento dell'ingresso in struttura",attraverso cui il "personale addetto all'inserimento di nuovidipendenti" ha indicato a questi ultimi non solo "la presenzadi telecamere", ma anche i luoghi rispettivamente interessati alleriprese (cfr. verbale di operazioni compiute del 30 settembre 2009, p.5).

3. Successivamente, nel corso dell'istruttoria, questa Autorità, connota del 2 marzo 2010 (prot. 4770) ha sollecitato Cu.GI.Mi S.p.A. ad adottareogni misura idonea per adeguare il trattamento dei dati personali alladisciplina di protezione dei dati personali, in particolare per emendare leriscontrate carenze dell'informativa e per dare effettiva attuazione alladisciplina sul controllo a distanza dei lavoratori.

Circa il primo dei suddetti profili, Cu.Gi.Mi. S.p.A., con nota del 2aprile 2010 (prot. 9653) a firma del direttore dell'Hotel, ha dichiarato, tral'altro, "di aver provveduto ad esporre presso la reception e l'ingressodipendenti un avviso circostanziato completo di tutti gli elementi previstidall'art. 13 del Codice", così come richiesto dal Provvedimento del 2004.

Alla luce di tale affermazione -della cui veridicità, ai sensi diquanto previsto dall'art. 168 del Codice, il dichiarante può essere chiamato arispondere anche penalmente- questa Autorità ritiene che su tale profilo sianovenute meno le ragioni di provvedere.

Per quanto concerne, invece, l'attuazione delle prescrizioni contenutenell'art. 4 della legge n. 300/1970, è stato ribadito che l'impianto nonsarebbe idoneo a realizzare un controllo a distanza sull'attività lavorativa, "ancheper le misure organizzative adottate per la sua gestione", cheescluderebbero "qualsiasi ipotesi di consultazione delle registrazionio di visione delle immagini da parte di soggetti diversi dal responsabile dellaSicurezza e degli addetti all'attività di sorveglianza, appaltata da dittaesterna". Pertanto, pur riaffermando che il sistema garantirebbel'incolumità del personale e degli ospiti e che la disattivazione o la"radicale modifica del sistema di videosorveglianza" determinerebbe "uninnalzamento dei rischi, anche per l'incolumità dei lavoratori, [] nongiustificabile se dovuto ad ostacoli derivanti da interpretazioni apodittiche enon ad una situazione effettivamente lesiva dei diritti dei lavoratori"(vedi pag. 2 della nota del 2 aprile 2010),  la società ha comunicato diaver comunque modificato l'orientamento delle telecamere suscettibili di poterriprendere anche in modo discontinuo i lavoratori, "in modo da limitarequanto più possibile le aree inquadrate", oscurando "con strumentimeccanici negli orari di lavoro quelle presenti nei punti presidiati da addettialla struttura, fatta eccezione [per i] luoghi ove è previsto un passaggiooccasionale"; infine, la società ha anche fatto presente di averimpartito nuove prescrizioni al Responsabile della sicurezza, ribadendo ildivieto per costui di consentire l'accesso alle immagini a chiunque"non sia" [stato] "designato per le finalità giàrichiamate nella relazione riguardante l'impianto in parola redatta inottemperanza al punto 3.5 del Provvedimento [] del 29 aprile 2004".

Però, le misure di cui sopra, spontaneamente adottate dalla societànel corso del procedimento, per quanto volte a garantire una maggioreriservatezza dei dipendenti sui luoghi di lavoro, non possono essere ritenuteconformi a quanto previsto dall'art. 4, comma 2 della legge n. 300/1970 sulcontrollo a distanza dei lavoratori, soprattutto ove si tenga conto del fattoche, secondo la giurisprudenza, il divieto di controllo a distanza dell'attivitàlavorativa non è escluso dal fatto che lo stesso sia destinato, come nel casoin oggetto, ad essere discontinuo (cfr. Cass. 6 marzo 1986, n. 1490).

Ne consegue che, affinché il trattamento in questione possa reputarsiconforme a legge, si rende necessario che Cu.Gi.Mi. S.p.A. raggiunga unospecifico accordo con le rappresentanze sindacali aziendali riguardoall'installazione ed al funzionamento del sistema di videosorveglianza o, indifetto, ottenga una specifica autorizzazione da parte della direzioneprovinciale del lavoro competente.

Pertanto, stante la riferita insussistenza di un accordo tra la societàe le rappresentanze sindacali, al fine di rendere il trattamento conforme alledisposizioni vigenti, si deve prescrivere alla Cu.Gi.Mi. S.p.A. (artt. 143,comma 1, lett. b), 144 e 154, comma 1, lett. c) del Codice) di chiedereall'Ispettorato del lavoro, nel termine di 30 gg. dalla ricezione del presenteprovvedimento, l'apposita autorizzazione prevista dall'art. 4, comma 2 dellalegge n. 300/1970, volta a definire le corrette modalità per l'usodell'impianto di videosorveglianza attualmente installato presso la strutturaricettiva "Hotel Four Seasons" di Firenze; dell'avvenutapresentazione di tale richiesta dovrà essere data immediata comunicazione alGarante.

Inoltre, allo stato, stante la non conformità a legge del trattamentoin essere (artt. 11, comma 1, lett. a) e 114 del Codice), in attesadell'espletamento delle procedure previste dall'art. 4 della legge n. 300/1970,nei confronti di Cu.Gi.Mi. S.p.A. dev'essere disposto (artt. 143, comma 1,lett. c), 144 e 154, comma 1, lett. d) del Codice) il blocco dell'eventuale usodelle immagini rilevate per finalità di controllo a distanza dell'attività deilavoratori.

Si rammenta altresì che, in caso di inosservanza del presenteprovvedimento, si renderanno applicabili le sanzioni previste dagli artt. 162,comma 2-ter e 170 del Codice.

TUTTO CI PREMESSO, ILGARANTE

ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. b), 144 e 154, comma 1, lett.c) del Codice, al fine di rendere il trattamento conforme alle disposizionivigenti, prescrive a Cu.Gi.Mi S.p.A. di presentare all'Ispettorato del lavoro,nel termine di 30 gg. dalla ricezione del presente provvedimento, l'appositarichiesta di autorizzazione prevista dall'art. 4, comma 2 della legge n.300/1970, volta a definire le corrette modalità per l'uso dell'impianto divideosorveglianza attualmente installato presso la struttura ricettiva "HotelFour Seasons" di Firenze; dell'avvenuta presentazione di tale richiestadovrà essere data immediata comunicazione al Garante.

ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c), 144 e 154, comma 1, lett.d) del Codice, in attesa dell'espletamento delle procedure previste dall'art. 4della legge n. 300/1970, dispone, nei confronti di Cu.Gi.Mi. S.p.A., il bloccodell'eventuale uso delle immagini rilevate per finalità di controllo a distanzadell'attività dei lavoratori.

Avverso il presente provvedimento, ai sensi dell'art. 152 del Codice,può essere proposta opposizione davanti al tribunale ordinario del luogo doveha sede il titolare del trattamento entro il termine di trenta giorni dallanotificazione del presente provvedimento.

Roma, 14 aprile 2011

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Paissan

Il segretario generale reggente
De Paoli