Garante per la protezione
    dei dati personali


Videosorveglianza:divieto del Garante nei confronti del Comune di Reggio Emilia–Comando diPolizia municipale

PROVVEDIMENTO DEL 9FEBBRAIO 2012

Registro dei provvedimenti
n. 56 del 9febbraio 2012

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti,presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del dott. MauroPaissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti, e del dott. Daniele DePaoli, segretario generale;

ESAMINATA la documentazione in atti;

VISTO il d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezionedei dati personali);

VISTO il provvedimento generale del Garante dell'8 aprile 2010,in materia di trattamento di dati personali effettuati tramite sistemi divideosorveglianza (G.U. n. 99 del 29 aprile 2010);

VISTA la segnalazione inviata il 16 febbraio 2011 con cui si lamentaval'illiceità di un sistema di videosorveglianza presso il Comune di ReggioEmilia – Comando di Polizia municipale, installato "al primopiano di uno stabile privato ove sono ubicati anche altri uffici privati edabitazioni civili [] senza alcuna preventiva informativa e tutela sia per chilavora per il Comando di P.M. sia per chiunque si trovi a passare nei corridoidi questi palazzi";

VISTE le dichiarazioni rese dal Comando di Polizia municipale,titolare del trattamento, con nota datata 12 maggio 2011, dalle quali risultache:

- l'installazione del sistema di videosorveglianza "si èresa necessaria a seguito di sporadici episodi di imbrattamento e didanneggiamento delle vetrate di accesso agli uffici del Comando";

- il sistema di controllo degli accessi con telecamere consenteagli agenti addetti alla centrale operativa "di vedere le ported'ingresso dell'immobile e, in particolare, gli ingressi al Comando,all'armeria ed ai garages dove sono parcheggiati i veicolidell'Amministrazione";

- il trattamento effettuato mediante il sistema divideosorveglianza, attivato nel 2003, è finalizzato a "garantire lamassima sicurezza possibile, soprattutto in orario serale e notturno, sia deglioperatori impiegati in centrale operativa, sia dei locali dell'armeria delCorpo a fronte di eventuali illecite intrusioni da parte deimalintenzionati", che è quindi posto a presidio dell'"incolumità delpersonale e [dell']integrità dei beni di proprietà della PubblicaAmministrazione";

- "nessuna delle telecamere è installata a fini diverifica o controllo del personale dipendente" (circostanza ribaditanella successiva comunicazione del 30 settembre 2011);

- nel mese di aprile del 2011 "si è provveduto [] aposizionare anche la segnaletica indicante che le singole zone sonovideosorvegliate e che evidenzia la presenza del controllo accessi",secondo il modello allegato al provvedimento generale del Garante;

- le immagini non formano, allo stato, oggetto di registrazione.

RILEVATO che le telecamere installate risultano dislocate all'esternodel Comando, in corrispondenza degli accessi allo stesso e nei garages, nonchénel corridoio interno di accesso ai locali dell'armeria, aree presso le qualitransitano anche i lavoratori, con conseguente possibilità di riprendernel'attività, ancorché, a detta del titolare del trattamento, l'unica finalitàperseguita sia quella sopra menzionata della tutela dell'incolumità personale edel patrimonio dell'amministrazione;

RILEVATO che, in base agli elementi complessivamente acquisiti, nonrisulta che l'installazione delle menzionate videocamere sia avvenuta nelrispetto della disciplina prevista dall'art. 4, comma 2, l. n. 300/1970;

RILEVATO che il divieto di controllo a distanza dell'attivitàlavorativa – e con esso le garanzie previste dall'art. 4, comma 2, l. n.300/1970 – non viene meno in ragione della circostanza che lo stessopossa essere discontinuo (cfr. Cass., 6 marzo 1986, n. 1490), né per il fattoche i lavoratori siano al corrente dell'esistenza del sistema di videosorveglianzae del suo funzionamento (cfr. Cass., 18 febbraio 1983, n. 1236; Cass., sez.lav., 16 settembre 1997, n. 9211);

RITENUTO, pertanto, che il trattamento di dati personali effettuato amezzo del sistema di videosorveglianza in esame, allo stato degli atti, nonrisulta lecito (artt. 11, comma 1, lett. a) e 114 del Codice; cfr. Provv.ti 10 novembre 2011 e  Provv. 17 novembre 2011; 14 aprile 2011; 24 giugno 2010; 26 febbraio 2009; v. altresì Cass., sez. lav., 17luglio 2007, n. 15892);

CONSIDERATO che, ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c) e 154,comma 1, lett. d) del Codice, il Garante ha il compito di disporre il divietoin caso di trattamento di dati illecito o non corretto;

RITENUTO, nelle more dell'eventuale espletamento degli adempimentiprevisti dal menzionato art. 4, comma 2, l. n. 300/1970, di dover disporre neiconfronti del Comune di Reggio Emilia – Comando di Polizia municipale ildivieto del trattamento dei dati personali effettuato a mezzo del sistema divideosorveglianza, invitando lo stesso ad adottare, medio tempore, adeguatemisure alternative per garantire l'incolumità del personale operante presso ilComando e la salvaguardia del patrimonio, nonché la sicurezza dell'accesso ailocali destinati ad armeria;

CONSIDERATO inoltre che, con riguardo al sistema di videosorveglianza,in funzione dal 2003 in base a quanto dichiarato dal legale rappresentantedell'Ente, solo nel 2011 sarebbe stata apposta la segnaletica recantel'informativa semplificata relativa al trattamento effettuato ora prevista alpunto 3.1. del menzionato provvedimento dell'8 aprile 2010 (e già oggetto diprescrizione al punto 4 del Provv. 29 novembre 2000, nonché al punto 3.1. del Provv. 29 aprile 2004);

RITENUTO, pertanto, rispetto a tale profilo di fare riserva circa lacontestazione della violazione di cui agli artt. 13 e 161 del Codice;

RILEVATO che, in caso di inosservanza del presente provvedimento, sirenderanno applicabili le sanzioni di cui agli artt. 162, comma 2-ter e 170 delCodice;

RITENUTO di dover disporre la trasmissione degli atti e di copia delpresente provvedimento all'autorità giudiziaria per le valutazioni dicompetenza in ordine agli illeciti penali che riterrà eventualmenteconfigurabili (cfr. Cass. pen., sez. III, 18 ottobre 2010, n. 37171; Cass.pen., sez. III, 24 settembre 2009, n. 40199);

VISTE le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATORE il dott. Giuseppe Chiaravalloti;

TUTTO CI PREMESSO, ILGARANTE

nei confronti del Comune di Reggio Emilia – Comando di Poliziamunicipale:

1. dichiara illecito il trattamento effettuato a mezzo delsistema di videosorveglianza, con la conseguente inutilizzabilità dei datitrattati in violazione di legge ai sensi dell'art. 11, comma 2 del Codice;

2. ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c), 144 e 154, comma1, lett. d) del Codice, nelle more dell'espletamento delle procedure all'uopopreviste dall'art. 4 della legge n. 300/1970, vieta il trattamento dei datipersonali effettuato a mezzo videosorveglianza, invitando lo stesso adadottare, medio tempore, adeguate misure alternative per garantire l'incolumitàdel personale operante presso il Comando e la salvaguardia del patrimonio,nonché la sicurezza dell'accesso ai locali destinati ad armeria;

3. dispone la trasmissione degli atti e di copia del presenteprovvedimento all'autorità giudiziaria per le valutazioni di competenza inordine agli illeciti penali che riterrà eventualmente configurabili.

Ai sensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011,avverso il presente provvedimento può essere proposta opposizione all'autoritàgiudiziaria ordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogoove ha la residenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine ditrenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero disessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 9 febbraio 2012

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Chiaravalloti

Il segretario generale reggente
De Paoli