Garante per la protezione
    dei dati personali


Videosorveglianza:prescrizioni e divieto del Garante all'Assessorato Regionale dei Beni Culturalie dell'Identità siciliana-Dipartimento dei Beni culturali e dell'Identitàsiciliana

PROVVEDIMENTO DEL 2FEBBRAIO 2012

Registro dei provvedimenti
n. 44 del 2febbraio 2012

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti,presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del dott. MauroPaissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti, e del dott. Daniele DePaoli, segretario generale;

ESAMINATA la documentazione in atti;

VISTO il d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezionedei dati personali);

VISTO il provvedimento generale del Garante dell'8aprile 2010, in materia di trattamento di dati personali effettuati tramitesistemi di videosorveglianza (G.U. n. 99 del 29 aprile 2010);

VISTA la segnalazione del 21 aprile 2011 con cui si lamentaval'illiceità del trattamento di dati personali effettuato mediante un impiantodi videosorveglianza installato presso l'Assessorato Regionale dei BeniCulturali e dell'Identità siciliana - Dipartimento dei Beni culturali edell'Identità siciliana, ritenuto in violazione della normativa di settorenonché della disciplina di protezione dei dati personali;

VISTE le dichiarazioni rese dal titolare del trattamento con notadatata 1° giugno 2011 – alle quali trovano applicazione l'art. 168 delCodice (e rispetto alle quali non sono pervenute ulteriori osservazioni daparte del segnalante) – e la documentazione alla stessa allegata, dallequali risulta che:

- il trattamento effettuato mediante il sistema divideosorveglianza, attivato nel 2000 (con due telecamere originariamente privedella possibilità di videoregistrazione e collocate in corrispondenza di unaccesso carraio e di un'uscita di emergenza, di regola interdetti al pubblicocome pure ai dipendenti) e rimodernato nel 2010 – con la possibilità diregistrare le immagini riprese nonché con l'aggiunta di una telecamera posta ariprendere l'accesso principale all'immobile (cfr. fermo immagine di cuiall'allegato 9 e planimetria di cui all'allegato 10) –, è finalizzatoalla protezione dell'incolumità personale e alla tutela del patrimonio, anchealla luce di "episodi di aggressione del personale di accoglienza e difurti di attrezzatura e oggetti di arredo" (cfr. informativa resa aidipendenti dal Dipartimento con nota del 31 gennaio 2011);

- di tale installazione è stata data notizia alle rappresentanzesindacali con comunicazione del 25 gennaio 2011, mettendo a disposizione dellestesse il "manuale della privacy" – redatto ai sensi dellaregola 19 dell'all. B al Codice e non contenente indicazioni espresse conriguardo al sistema di videosorveglianza –, nonché rendendo l'informativaprevista dall'art. 13 del Codice a tutti i dipendenti del Dipartimento"per il tramite dei dirigenti responsabili dei Servizi", nella qualesi precisa che "le immagini registrate possono essere utilizzate dalpersonale incaricato esclusivamente per finalità di sicurezza o di indaginidell'autorità giudiziaria";

- le immagini registrate formano oggetto di cancellazioneautomatica decorsi 4 giorni;

RILEVATO tuttavia che, in particolare grazie alla telecamerainstallata ex novo nel 2010 in corrispondenza dell'accesso principaleall'edificio, risulta possibile riprendere e registrare l'attività di quanti,ivi compresi i lavoratori, abitualmente transitano in tale area, ancorché (adetta del titolare del trattamento) le uniche finalità perseguite siano quelle(sopra menzionate) della protezione di beni e persone (cfr. nota del 31 gennaio2011, cit.);

RILEVATO che, in base agli elementi complessivamente acquisiti, nonrisulta che l'installazione delle telecamere sia avvenuta nel rispetto delladisciplina prevista dall'art. 4, comma 2, l. n. 300/1970, ancorché un'attivitàinformativa nei confronti delle rappresentanze sindacali sia stata svolta;

RILEVATO che il divieto di controllo a distanza dell'attivitàlavorativa – e con esso le garanzie previste dall'art. 4, comma 2, l. n.300/1970 – non viene meno in ragione della circostanza che lo stessopossa essere discontinuo (cfr. Cass. 6 marzo 1986, n. 1490), né per il fattoche i lavoratori siano al corrente dell'esistenza del sistema divideosorveglianza e del suo funzionamento (cfr. Cass., 18 febbraio 1983, n.1236; Cass., sez. lav., 16 settembre 1997, n. 9211);

RITENUTO, pertanto, che il trattamento di dati personali effettuato amezzo del sistema di videosorveglianza in esame, come rimodernato nel 2010,allo stato degli atti, non risulta lecito (artt. 11, comma 1, lett. a) e 114del Codice; cfr. Provv.ti 10 novembre 2011; 14 aprile 2011; 24 giugno 2010; 26 febbraio 2009; v. altresì Cass., sez. lav., 17luglio 2007, n. 15892);

CONSIDERATO che, ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c) e 154,comma 1, lett. d) del Codice, il Garante ha il compito di disporre il divietoin caso di trattamento di dati illecito o non corretto;

RITENUTO, nelle more dell'eventuale espletamento degli adempimentiprevisti dal menzionato art. 4, l. n. 300/1970 – che, allo stato, nonconsta abbiano trovato attuazione, né sul punto il Dipartimento ha fornitochiarimenti a questa Autorità, nonostante le espresse richieste formulate alriguardo dall'Ufficio del Garante nelle note del 12 maggio, 18 agosto e 5ottobre 2011 –, di dover disporre nei confronti dell'AssessoratoRegionale dei Beni Culturali e dell'Identità siciliana - Dipartimento dei Beniculturali e dell'Identità siciliana il divieto del trattamento dei datipersonali effettuato a mezzo della telecamera posta in corrispondenzadell'accesso principale all'immobile;

CONSIDERATO inoltre che, più in generale con riguardo all'interosistema di videosorveglianza, non consta (nonostante anche tale profilo abbiaformato oggetto di specifica richiesta da parte dall'Ufficio del Garante nellenote del 18 agosto e 5 ottobre 2011) che in corrispondenza delle aree ripresedal sistema di videosorveglianza, talune delle quali soggette anche al transitodel pubblico (e non solo dei dipendenti) siano stati affissi avvisi sintetici,né consta che sia stato reso disponibile un testo dell'informativa completo,contenente tutti gli elementi di cui all'art. 13, comma 1, del Codice secondole modalità previste dal provvedimento dell'8 aprile 2010;

RITENUTO pertanto di dover prescrivere alla società, ai sensi degliartt. 143, comma 1, lett. b), e 154, comma 1, lett. c), del Codice, al fine direndere il suddetto trattamento conforme alla disciplina in materia diprotezione dei dati personali, una volta espletate le procedure previstedall'art. 4 della legge n. 300/1970, di integrare l'informativa resa aidipendenti con gli avvisi recanti l'informativa "semplificata"contenente le informazioni indicate nel provvedimento generale dell'8 aprile2010, salvo rendere anche disponibile un eventuale altro avviso circostanziatoche riporti gli elementi di cui all'art. 13 del Codice secondo le modalitàpreviste dallo stesso provvedimento generale, riservandosi di valutare conautonomo procedimento la sussistenza della violazione di cui all'art. 161 delCodice (cfr. punto 3.1.);

RILEVATO che, in caso di inosservanza del presente provvedimento, sirenderanno applicabili le sanzioni di cui agli artt. 162, comma 2-ter e 170 delCodice;

RITENUTO di dover disporre la trasmissione degli atti e di copia delpresente provvedimento all'autorità giudiziaria per le valutazioni dicompetenza in ordine agli illeciti penali che riterrà eventualmenteconfigurabili (cfr. Cass. pen., sez. III, 18 ottobre 2010, n. 37171; Cass.pen., sez. III, 24 settembre 2009, n. 40199);

VISTE le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATORE il dott. Giuseppe Fortunato;

TUTTO CIŅ PREMESSO, ILGARANTE

nei confronti l'Assessorato Regionale dei Beni Culturali edell'Identità siciliana - Dipartimento dei Beni culturali e dell'Identitàsiciliana:

1. dichiara illecito il trattamento effettuato a mezzo delsistema di videosorveglianza, con la conseguente inutilizzabilità dei datitrattati in violazione di legge ai sensi dell'art. 11, comma 2 del Codice;

2. ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c), 144 e 154, comma1, lett. d) del Codice, nelle more dell'espletamento delle procedure all'uopopreviste dall'art. 4 della legge n. 300/1970, vieta il trattamento dei datipersonali effettuato a mezzo della telecamera installata in corrispondenzadell'accesso principale all'immobile;

3. prescrive, ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. b), 144 e154, comma 1, lett. c) del Codice, una volta espletate le procedure previstedall'art. 4 della legge n. 300/1970, di integrare l'informativa resa aidipendenti con gli avvisi recanti l'informativa "semplificata"contenente le informazioni indicate nel provvedimento generale dell'8 aprile2010, eventualmente rendendo anche disponibile altro avviso circostanziato cheriporti gli elementi di cui all'art. 13 del Codice secondo le modalità previstedallo stesso provvedimento generale;

4. si riserva di valutare con autonomo procedimento lasussistenza della violazione di cui all'art. 161 del Codice;

5. dispone la trasmissione degli atti e di copia del presenteprovvedimento all'autorità giudiziaria per le valutazioni di competenza inordine agli illeciti penali che riterrà eventualmente configurabili.

Ai sensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011,avverso il presente provvedimento può essere proposta opposizione all'autoritàgiudiziaria ordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogoove ha la residenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine ditrenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero disessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 2 febbraio 2012

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Fortunato

Il segretario generale reggente
De Paoli