Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza diingiunzione nei confronti di Manage Consulting International s.r.l.

PROVVEDIMENTO DEL 20GENNAIO 2012

Registro dei provvedimenti
n. 19 del 20gennaio 2011

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, alla presenza del prof. Francesco Pizzetti,presidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componentie del dott. Daniele De Paoli, segretario generale;

ESAMINATO il rapporto dell'Ufficio del Garante predisposto ai sensidell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, relativo al verbale dicontestazione di violazione amministrativa redatto in data 26 febbraio 2010,nei confronti di Manage Consulting International s.r.l., con sede in Limena(PD), Via delle Industrie n. 13, in persona del legale appresentantepro-tempore, per violazione degli artt. 13, 23 e 130 del Codice in materia diprotezione dei dati personali (di seguito denominato Codice);

RILEVATO che, a fronte della segnalazione della sig.ra Catherine Magnidatata 26 luglio 2009 con cui si lamentava la ricezione di comunicazionipromozionali indesiderate via fax da parte di Manage Consulting Internationals.r.l. (di seguito "Manage Consulting"), il Dipartimentocomunicazioni e reti telematiche formulava una richiesta di informazioni inmerito alla predetta società che, con la nota pervenuta in data 20 ottobre 2009dichiarava di aver raccolto il dato della segnalante dall'elenco Pagine Gialledell'anno 1999/2000 e di aver reso l'informativa ai sensi dell'art. 13 delCodice in data 23 giugno 2005, come risultava dai propri registri;

CONSIDERATO che, a seguito di una successiva nota datata 30 ottobre2009 la segnalante dichiarava di non avere ricevuto alcuna informativa né diaver manifestato il proprio consenso alla ricezione dei messaggi promozionalida parte della società Manage Consulting, l'Ufficio del Garante concludeval'istruttoria evidenziando che la suddetta società, in qualità di titolare deltrattamento, aveva utilizzato l'utenza fax della segnalante, inviando tremessaggi di natura promozionale, senza dimostrare di avere reso l'informativa edi avere raccolto un esplicito consenso, ai sensi degli artt. 13, 23 e 130 delCodice;

VISTO il verbale n. 4428/65381 del 26 febbraio 2010 con cui sono statecontestate alla predetta società le violazioni amministrative previste dagliartt. 161 e 162, comma 2-bis, del medesimo Codice, in relazione agli artt. 13,23 e 130 del Codice, informandola della facoltà di effettuare il pagamento inmisura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981;

RILEVATO dal predetto rapporto che non risulta essere stato effettuatoil pagamento in misura ridotta;

VISTO lo scritto difensivo inviato ai sensi dell'art. 18 della leggen. 689/1981, con il quale la società ha ribadito di aver raccolto il dato dellasegnalante dall'elenco Pagine Gialle, circostanza che lascerebbe intendere daparte dell'interessata la "manifesta volontà di essere visibile e diraccogliere proposte o richieste di carattere commerciale" e chedeterminerebbe l'applicazione al caso di specie della disciplina di cuiall'art. 24 del Codice; è stata inoltre prodotta la dichiarazione di unadipendente della società con cui si attesta che la segnalante "prestavain data 23 giugno 2005 alle ore 18 il proprio assenso verbale all'invio diinformative". La parte ha inoltre sostenuto l'insussistenzadell'illecito trattamento dei dati in quanto i fax inviati non avrebberocarattere commerciale bensì descrittivo e per gli stessi non sarebbe necessariorichiedere il consenso. La parte ha, infine, chiesto una rideterminazionedell'importo delle sanzioni, sia in applicazione dell'art. 164-bis, comma 1,del Codice, sia in applicazione dell'art. 8 della legge n. 689/1981, posto chele infrazioni commesse risulterebbero riferite ad un unico comportamento;

LETTO il verbale dell'audizione delle parti, tenutasi in data 10 marzo2011 ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981, nel corso della quale laparte ha prodotto ulteriori scritti con cui, oltre a ribadire quantoprecedentemente dichiarato, ha sostenuto l'inapplicabilità dell'art. 162, comma2-bis, del Codice al caso di specie, in quanto "il primo fax inviato daManage Consulting International risalirebbe al dicembre 2007" ovveroquando la norma sanzionatoria non era ancora entrata in vigore;

CONSIDERATO che le argomentazioni addotte non consentono di escluderela responsabilità della società in relazione a quanto contestato perché,diversamente da quanto ritenuto, le comunicazioni inviate dalla società allasegnalante rientrano con evidenza nella categoria delle comunicazioni di naturapromozionale, essendo finalizzate alla commercializzazione di corsi formativi.Ne discende che al caso di specie non trova applicazione la disciplina di cuiall'art. 24 del Codice, che condiziona l'utilizzo dei dati provenienti dapubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque alrispetto di limiti e modalità stabilite dalla legge, tra cui il vincolo difinalità che non ricorre nel caso di specie; l'art. 130, comma 2, del Codicecon riferimento al tipo di strumento utilizzato (fax) per l'invio dellecomunicazioni promozionali richiede invece in ogni caso il preliminare consensodell'interessato. Tale consenso deve essere manifestato nelle forme indicatenell'art. 23, ovvero deve essere specifico, documentato per scritto e raccoltoprevia informativa. Posto che il consenso dell'interessato costituisce unpresupposto essenziale che non viene meno neanche nel caso in cui i dati sianostati ricavati da elenchi categorici o da elenchi pubblici e ciò è stato piùvolte confermato da questa Autorità (tra tutti il provvedimento del 29 maggio2003, doc. web n. 29840), si evidenzia che, dalla documentazionein atti, non risulta in alcun modo dimostrato che la società abbia raccoltovalidamente il consenso dell'interessata a ricevere le comunicazionipromozionali nelle forme su indicate. Al riguardo, si osserva che ladichiarazione della dipendente prodotta in atti, con la quale si asserisce chela segnalante "ha acconsentito all'invio di informative", non puòessere ritenuta idonea a dimostrare che siano stati effettivamente adempiutitali obblighi, come tra l'altro è stato confermato dall'Autorità conprovvedimento del 30 maggio 2007 [doc. web n. 1412598], laddove ha precisato che il consensoall'attività di marketing deve risultare da una documentazione verificabile.Diversamente da quanto sostenuto dalla parte, inoltre, si osserva che non èapplicabile al caso di cui si tratta l'istituto del concorso formale diilleciti, posto che le condotte attinenti ai due illeciti contestati sonoevidentemente distinte. Ciò rende di fatto inapplicabile la rideterminazionedell'importo della sanzione secondo il disposto dell'art. 8, comma 1, dellalegge n. 689/1981. Per quanto concerne, infine, l'argomentazione relativaall'inapplicabilità dell'art. 162, comma 2-bis, sul presupposto che tale normanon era ancora in vigore al tempo in cui il primo fax è stato inviato, siosserva che, pur escludendo l'invio del primo fax dall'applicazione della normasanzionatoria, la condotta illecita è caratterizzata dall'invio di ulterioridue fax, avvenuto invece in epoca nella quale l'art. 162, comma 2-bis, eraentrato in vigore. Tale circostanza è pienamente idonea a configurare lacondotta antigiuridica sanzionata da tale norma. Ciò tenendo conto che non èstata contestata una violazione in riferimento ad ogni singolo fax inviato, male tre condotte, pur autonome e distinte, hanno formato oggetto di unavalutazione complessiva sotto il profilo sanzionatorio;

RILEVATO, pertanto, che la società ha effettuato un trattamento didati personali (art. 4 comma 1, lett. a) e b) del Codice) inviando trecomunicazioni promozionali via fax, senza rendere la dovuta informativa agliinteressati ai sensi dell'art. 13 del Codice e in carenza di un esplicitoconsenso ai sensi degli artt. 23 e 130 del Codice;

VISTO l'art. 161 del Codice che punisce la violazione delledisposizioni di cui all'art. 13 con la sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da seimila euro a trentaseimila euro;

VISTO l'art. 162, comma 2-bis, del Codice, così come introdotto dalD.L. n. 207 del 30 dicembre 2008, convertito con modificazioni, nella legge n.14 del 27 febbraio 2009, e nella formulazione antecedente alla modificaintrodotta con la legge 20 novembre 2009, n. 166, che punisce la violazionedelle disposizioni di cui all'art. 167, tra le quali quella di cui agli artt.23 e 130 del medesimo Codice, con la sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da ventimila a centoventimila euro;

RILEVATO, altresì, che le predette violazioni risultano, allo stato esulla base degli atti del procedimento, commesse con riferimento all'invio ditre fax di natura promozionale nei confronti di un unico interessato e che,pertanto, tale circostanza è idonea a configurare uno dei casi di minore gravitàprevisto dall'art. 164-bis, comma 1, del Codice;

VISTA la legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni eintegrazioni;

CONSIDERATO che, ai fini della determinazione dell'ammontare dellasanzione pecuniaria, occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24novembre 1981 n. 689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuarele conseguenze della violazione, della gravità della violazione, dellapersonalità e delle condizioni economiche del contravventore;

RITENUTO che, nel caso in cui l'infrazione non abbia caratterizzazionispecifiche che possano portare a valutazioni di maggiore o minor rigore, nelladeterminazione della sanzione può ritenersi corretta l'individuazione di unimporto pari al terzo del massimo o, se più favorevole, al doppio del minimo,in linea con quanto previsto dall'art. 16 della L. n. 689/1981, ferma restandola valutazione degli ulteriori elementi previsti dall'art. 11 della medesimalegge [cfr. Cass. civ., sez. I, 4 novembre 1998, n. 11054];

CONSIDERATO che, nel caso in esame:

a) in ordine all'aspetto della gravità, relativamente alle duecontestazioni, gli elementi dell'entità del pregiudizio o del pericolo, dellemodalità concrete della condotta e dell'intensità dell'elemento psicologicodevono essere valutati alla luce del fatto che la parte non ha fornito alcun elementoche permetta di accertare che sia stata resa l'informativa e raccolto ilconsenso dell'interessato a ricevere messaggi promozionali;

b) ai fini della valutazione dell'opera svolta dall'agente, lasocietà ha dichiarato di aver eliminato il nominativo del segnalante perl'invio di comunicazioni promozionali;

c) circa la personalità dell'autore della violazione, deve esserepositivamente considerata la circostanza che la società non risulti avereprecedenti specifici in termini di violazioni alle disposizioni del Codice;

d) in merito alle condizioni economiche dell'agente, al fine dicommisurare l'importo della sanzione alla reale capacità economica deltrasgressore nel rispetto del principio di uguaglianza, deve rilevarsi che lasocietà ha conseguito una perdita di esercizio per l'anno 2010;

RITENUTO di dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n.689/1981, l'ammontare della sanzione pecuniaria, nella misura del minimo per unimporto complessivo di euro 26.000,00 (ventiseimila);

RITENUTO, inoltre, che nel caso di specie ricorrono le condizioni perapplicare la diminuzione a due quinti, prevista dall'art. 164-bis del Codiceper i casi di minore gravità, nella misura complessiva di euro 10.400,00(diecimilaquattrocento);

VISTA la documentazione in atti;

VISTE le osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generaleai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato condeliberazione del 28 giugno 2000;

RELATORE  il dott. Giuseppe Fortunato;

ORDINA

a Manage Consulting International s.r.l., con sede in Limena (PD), Viadelle Industrie n. 13, in persona del legale appresentante pro-tempore, dipagare la somma complessiva di euro 10.400,00 (diecimilaquattrocento) a titolodi sanzione amministrativa pecuniaria per le violazioni previste dagli artt.161 e 162, comma 2-bis, del Codice ridotte a due quinti ai sensi dell'art.164-bis, del medesimo Codice, come indicato in motivazione;

INGIUNGE

alla medesima società di pagare la somma di euro 10.400,00(diecimilaquattrocento) secondo le modalità indicate in allegato, entro 30giorni dalla notificazione del presente provvedimento, pena l'adozione deiconseguenti atti esecutivi a norma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981,n. 689, prescrivendo che, entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento,sia inviata a questa Autorità, in originale o in copia autentica, quietanzadell'avvenuto versamento.

Ai sensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011,avverso il presente provvedimento può essere proposta opposizione all'autoritàgiudiziaria ordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogoove ha la residenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine ditrenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero disessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 20 gennaio 2012

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Fortunato

Il segretario generale reggente
De Paoli