Garante per la protezione
    dei dati personali


Trattamento di datisensibili del lavoratore: i soggetti pubblici devono rispettare il principio dipertinenza e indispensabilità

PROVVEDIMENTO DEL 12GENNAIO 2012

Registro dei provvedimenti
n. 12 del 12gennaio 2012

IL GARANTE PER LA PROTEZIONEDEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti,presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del dott. MauroPaissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti, e del dott. Daniele DePaoli, segretario generale;

VISTA la segnalazione presentata il 4 settembre 2010 da XY neiconfronti della Direzione didattica KW Circolo di ZZ (SA);

VISTO il d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezionedei dati personali);

VISTO il d.P.R. 29 ottobre 2001, n. 461, Regolamento recantesemplificazione dei procedimenti per il riconoscimento della dipendenza delleinfermità da causa di servizio, per la concessione della pensione privilegiataordinaria e dell'equo indennizzo, nonché per il funzionamento e la composizionedel comitato per le pensioni privilegiate (nella G.U. 7 gennaio 2002, n. 5);

VISTO il decreto del Ministero della pubblica istruzione emanato il 7dicembre 2006, n. 305, Regolamento recante identificazione dei dati sensibili egiudiziari trattati e delle relative operazioni effettuate dal Ministero dellapubblica istruzione, in attuazione degli articoli 20 e 21 del decretolegislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante "Codice in materia di protezionedei dati personali" (pubblicato nella G.U. n. 11 del 15 gennaio 2007);

VISTE le "Linee guida in materia di trattamento di dati personalidi lavoratori per finalità di gestione del rapporto di lavoro in ambitopubblico", adottate con provvedimento del 14 giugno 2007 (pubblicato nellaG.U. 13 luglio 2007, n. 161);

VISTI gli elementi in atti;

VISTE le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensidell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATORE il dott. Mauro Paissan;

PREMESSO

1. XY, insegnante già in servizio presso la Direzione didatticastatale XY ha segnalato che, nell'ambito di una procedura volta ad ottenere ilriconoscimento delle patologie da mobbing dipendenti da causa di servizio,sarebbero stati trattati dalla dirigente della menzionata Direzione, e quindidalla stessa comunicati alla Commissione medica di Salerno, anche datisensibili relativi alla sorella, in precedenza acquisiti nell'ambito di undiverso procedimento attivato dalla segnalante per conseguire i benefici previstidalla l. n. 104/1992. Più precisamente, nelle note informative predispostedalla Direzione didattica nell'ambito del procedimento per il riconoscimentodelle patologie da causa di servizio è stato menzionato che la sorella dellasegnalante "è affetta da psicosi cronica ossessiva", allegandocopia del verbale recante la diagnosi a suo tempo consegnato dalla segnalantemedesima alla Direzione didattica.

2. Al fine di verificare la liceità del trattamento di dati personalieffettuato e di acquisire elementi idonei ad accertarne la conformità alCodice, sono state chieste alla Direzione didattica informazioni volte aconoscere i presupposti – in particolare normativi – che avrebberolegittimato il segnalato trattamento, con particolare riguardo a quellorelativo ai dati idonei a rivelare le condizioni di salute della sorella dellasegnalante.

3.1. Nel fornire il riscontro (cfr. nota 20.6.2011), la Direzionedidattica ha dichiarato (allegando documentazione al riguardo) che:

a. nel corso dell'istruttoria per il riconoscimento di infermitàper causa di servizio è stata redatta a vantaggio della Commissione di verificauna "relazione illustrativa sulla scorta della documentazione rinvenutanel fascicolo personale dell'istante [Š]";

b. "in tale prospettiva [Š] è stata allegata allarelazione istruttoria la certificazione di cui viene lamentato l'invio,acquisita al fascicolo personale dell'insegnante in data 29.3.2003 in quanto daquest'ultima consegnata in uno ad una sua richiesta di permessi ex lege104"; ciò, considerato che "gli stati ansiosi possono avere originesia da situazioni mobbizzanti che da ereditarietà";

c. la comunicazione di tali dati sensibili alle Commissioni diverifica sarebbe consentita, a detta del titolare del trattamento, "nelrispetto del principio di indispensabilità, laddove, nulla essendosi precisatocirca la trasmissione dei dati sensibili indispensabili di persone terze, si èritenuto corretto il comportamento adottato".

3.2. Nelle proprie controdeduzioni, oltre a ribadire i fatti oggettodi segnalazione, la segnalante contesta la pertinenza dei dati trattati nelprocedimento volto al riconoscimento delle proprie infermità per causa diservizio, affermando che "non può essere la dirigenza ad asserire unnesso di ereditarietà per la mia condizione psichica attuale, ma specialistidel settore, secondo i quali peraltro l'esacerbazione di disturbi ereditariavviene entro la prima età adulta e non in età presenile, come è accaduto nelmio caso" (cfr. nota del 10.7.2011).

4. Alla luce delle risultanze istruttorie, si ritiene che, nell'ambitodel procedimento volto al riconoscimento di infermità per causa di servizioattivato dalla segnalante, la Direzione didattica abbia effettuato untrattamento di dati sensibili (con la loro successiva comunicazione) –segnatamente, del giudizio diagnostico espresso dalla Commissione medicarispetto alla sorella della stessa – non conforme ai principi di necessità(punti 5.1 e 5.2), finalità (punto 6) e liceità (punto 7), ai sensi degli cfr.artt. 11, comma 1, lett. a), b) e d) nonché 22, commi 3, 5 e 9 del Codice.

5.1. Deve in anteparte rilevarsi che, già con riferimento altrattamento dei dati contenuti nella diagnosi riferita alla sorella dellasegnalante effettuato dalla Direzione didattica prodotti al fine di conseguirei benefici previsti dalla l. n. 104/1992 – prima ancora che in relazionealle ulteriori operazioni di trattamento effettuate con gli stessi nell'ambitodel procedimento di riconoscimento dell'infermità per causa di servizio dellasorella –, è stato violato il principio di necessità ed indispensabilitàstabilito dall'art. 11, comma 1, lett. d) del Codice e, con specificoriferimento ai soggetti pubblici, ribadito dall'art. 22 del Codice, secondo ilquale:

a. possono essere trattati "solo i dati sensibili [Š]indispensabili per svolgere attività istituzionali che non possono essereadempiute, caso per caso, mediante il trattamento di dati anonimi o di datipersonali di natura diversa" (comma 3);

b. deve essere verificata la "pertinenza [Š] noneccedenza e indispensabilità rispetto alle finalità perseguite nei singolicasi, anche con riferimento ai dati che l'interessato fornisce di propriainiziativa. Al fine di assicurare che i dati sensibili e giudiziari sianoindispensabili rispetto agli obblighi e ai compiti loro attribuiti, i soggettipubblici valutano specificamente il rapporto tra i dati e gli adempimenti. Idati che, anche a seguito delle verifiche, risultano eccedenti o non pertinentio non indispensabili non possono essere utilizzati, salvo che per l'eventualeconservazione, a norma di legge, dell'atto o del documento che li contiene.Specifica attenzione è prestata per la verifica dell'indispensabilità dei datisensibili e giudiziari riferiti a soggetti diversi da quelli cui si riferisconodirettamente le prestazioni o gli adempimenti" (comma 5).

5.2. Con le "Linee guida in materia di trattamento di dati personalidi lavoratori per finalità di gestione del rapporto di lavoro in ambitopubblico" (Provv. 14 giugno 2007, cit., punto 8), il Garante hagià chiarito, in termini generali che, "in attuazione dei princìpi diindispensabilità, pertinenza e non eccedenza, in occasione di istanze volte adusufruire dei congedi a favore dei lavoratori con familiari disabili insituazione di gravità, l'amministrazione di appartenenza non deve venire aconoscenza di dati personali del congiunto portatore di handicap relativi alladiagnosi o all'anamnesi accertate dalle commissioni mediche indicate dall'art.4 della l. 5 febbraio 1992, n. 104. A tal fine, infatti, il lavoratore devepresentare al datore di lavoro una certificazione dalla quale risultiesclusivamente l'accertata condizione di handicap grave per opera dellecommissioni mediche di cui all'art. 1 della legge 15 ottobre 1990, n. 295"(nel senso dell'eccedenza in caso di trattamento dei dati relativi alladiagnosi nei certificati rilasciati ai sensi della l. n. 104/1992 v. pure, infattispecie diverse, Provv. 16 febbraio 2011, punto 4.2; Provv. 13 maggio 2010, punto 4.2; v. altresì, con riguardo allecertificazioni dell'invalidità civile, Provv. 21 marzo 2007).

Ove, come accaduto nel caso di specie, a seguito della consegna delcertificato da parte dell'odierna segnalante, dati non indispensabili venganocomunque messi a disposizione dell'amministrazione, quest'ultima non puòutilizzarli "salvo che per l'eventuale conservazione, a norma di legge,dell'atto o del documento che li contiene" (art. 22, comma 5, delCodice). Comportamento, questo, che non è stato tenuto dalla Direzionedidattica che:

a. delle informazioni sensibili riferite alla sorella dellasegnalante ha fatto uso in un diverso procedimento, dandone altresìcomunicazione alla Commissione medica;

b. non ha usato le particolari cautele previste dalla legge inrelazione ai dati sensibili riferiti a soggetto diverso da quello cui siriferiscono gli adempimenti.

6. Nel caso in esame risulta altresì violato il principio di finalità,attesa la diversa destinazione dei dati sensibili rispetto a quella che neaveva determinato l'originaria raccolta (il riconoscimento dei beneficiprevisti dalla l. n. 104/1992), con violazione dell'art. 22, comma 9 del Codicesecondo il quale "rispetto ai dati sensibili [Š], i soggetti pubblicisono autorizzati ad effettuare unicamente le operazioni di trattamentoindispensabili per il perseguimento delle finalità per le quali il trattamento èconsentito, anche quando i dati sono raccolti nello svolgimento di compiti divigilanza, di controllo o ispettivi".

7. Deve infine ritenersi violato anche il principio di liceità deltrattamento (art. 11, comma 1, lett. a) del Codice), atteso che in base allascheda n. 1 del menzionato D.M. 7 dicembre 2006, n. 305, è consentitoall'amministrazione il trattamento di dati inerenti allo stato di salute deifamiliari del lavoratore in vista della "fruizione di assenze,particolari esenzioni o permessi lavorativi per il personale", non però invista dell'adozione di provvedimenti di verifica dell'infermità per causa diservizio, nei quali, peraltro, gli elementi informativi che devono essereraccolti sono quelli "relativi al nesso causale tra l'infermità o lalesione e l'attività di servizio" (cfr. art. 7, comma 1, d.P.R. n.461/2001).

8. Alla luce delle considerazioni svolte, deve pertanto dichiararsiillecito il trattamento effettuato dalla Direzione didattica statale KWcon la conseguente inutilizzabilità dei dati trattati in violazione di legge aisensi dell'art. 11, comma 2 del Codice. Ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett.d), del Codice deve inoltre essere disposto nei confronti della Direzionemedesima il divieto di trattare ulteriormente i dati relativi alle condizioni disalute della sorella della segnalante contenuti nella diagnosi presentatanell'ambito del procedimento volto al riconoscimento dei benefici di cui allalegge n. 104/1992.

Atteso che la violazione dell'art. 22 del Codice rientra tra lefattispecie previste dall'art. 167, comma 2 del Codice, impregiudicata ognivalutazione circa la sussistenza di violazioni penalmente rilevanti in capoall'autore della condotta oggetto di segnalazione, l'Autorità si riserva diverificare, con autonomo procedimento, i presupposti per l'eventualecontestazione della violazione amministrativa di cui all'art. 162, comma 2-bisdel Codice.

9. In caso d'inosservanza del presente provvedimento, si renderannoapplicabili le sanzioni (rispettivamente penale e amministrativa) di cui agliartt. 170 e 162, comma 2-ter del Codice.

TUTTO CIÒ PREMESSO ILGARANTE

a. ai sensi dell'art. 11, comma 1 del Codice, dichiara illecitoil trattamento dei dati relativi alle condizioni di salute della sorella dellasegnalante effettuato dalla Direzione didattica statale KW con laconseguente inutilizzabilità dei dati trattati in violazione di legge (art.11,comma 2, del Codice);

b. ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c), 144 e 154, comma1, lett. d) del Codice, vieta alla Direzione didattica statale 3° Circolo di ZZ(SA) di trattare ulteriormente i dati relativi alle condizioni di salute dellasorella della segnalante contenuti nella diagnosi presentata nell'ambito delprocedimento volto al riconoscimento dei benefici di cui alla legge n.104/1992.

Ai sensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lg. n. 150/2011,avverso il presente provvedimento può essere proposta opposizione all'autoritàgiudiziaria ordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogoove ha la residenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine ditrenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero disessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 12 gennaio 2012

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Paissan

Il segretario generale reggente
De Paoli