Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza diingiunzione nei confronti di Casa di cura Villa Domelia s.r.l.

PROVVEDIMENTO DEL 15DICEMBRE 2011

Registro dei provvedimenti
n. 483 del 15dicembre 2011

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, alla presenza del prof. Francesco Pizzetti,presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott.Giuseppe Fortunato e del dott. Mauro Paissan, componenti e del dott. Daniele DePaoli, segretario generale;

ESAMINATO il rapporto del Comando Nucleo speciale funzione pubblica eprivacy della Guardia di finanza predisposto ai sensi dell'art. 17 della legge24 novembre 1981, n. 689, relativo al verbale di contestazione per violazioneamministrativa redatto in data 1° febbraio 2010 nei confronti di Casa di curaVilla Domelia s.r.l., con sede in Roma, via Alessandro Trotter n. 3 per laviolazione dell'art. 37, comma 1, lett. b), del Codice in materia di protezionedei dati personali (d. lg. 30 giugno 2006, n. 196, di seguito denominato"Codice");

RILEVATO che il predetto Comando, in attuazione della richiesta diinformazioni ex art. 157 del Codice (n. 20001/U datata 16 settembre 2009), hasvolto gli accertamenti di cui al verbale di operazioni compiute del 21dicembre 2009 dai quali Ź risultato che la predetta casa di cura effettuava, daepoca anteriore al 1° gennaio 2004, dei trattamenti di dati personali previstidall'art. 37, comma 1, lett. b), del Codice, a fronte dei quali avevaprovveduto ad eseguire la notificazione al Garante solo in data 13 novembre2008;

VISTO il verbale n. 7/2010 del 1° febbraio 2010 con cui Ź statacontestata alla predetta casa di cura la violazione prevista dall'art. 163 delCodice in relazione all'art. 37, informandola della facoltą di effettuare ilpagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981;

RILEVATO dal predetto rapporto che non risulta essere stato effettuatoil pagamento in misura ridotta;

VISTO lo scritto difensivo inviato ai sensi dell'art. 18 della leggen. 689/1981, con il quale la casa di cura ha motivato l'applicabilitą al casodi specie della disciplina dell'errore scusabile di cui all'art. 3 della leggen. 689/1981 in ragione del fatto che"(…) pur avendo adottato la massimadiligenza al fine di conoscere e applicare le norme che regolano la propriaattivitą, si Ź attenuta all'interpretazione della norma stessa da partedell'Autoritą Garante, cosď come ufficialmente riportata dall'AIOP (note del 10maggio 2004 e del 3 marzo 2008)". Inoltre, la contestazione in argomento"(…) non fa riferimento ad alcun documento riferibile alla sottoscritta(casa di cura Villa Domelia) che contenga dati per i quali la norma, comunqueinterpretata, impone l'invio della notificazione";

VISTO il verbale di audizione delle parti redatto, ai sensi dell'art.18 della legge n. 689/1981, in data 22 febbraio 2011 con cui la casa di cura,ribadendo quanto dedotto nello scritto difensivo, ha precisato che "Labuona fede (…) Ź altresď rilevabile dal fatto che la citata circolare (notadell'AIOP datata 10 maggio 2004), nell'asserire la non applicabilitą degliobblighi previsti dall'art. 37 del Codice, non rappresenta un semplice parerereso dall'associazione di categoria, ma, diversamente, riporta delleindicazioni asseritamente fornite dal Garante. Sul punto si rileva altresď comela Casa di Cura, a fronte dell'ultima circolare del 3 marzo 2008, (…) abbiaprovveduto tempestivamente alla notifica di cui all'art. 37 del Codice";

RITENUTO che le argomentazioni addotte non risultano idonee inrelazione a quanto contestato. I trattamenti di dati del tipo di quelli postiin essere da casa di cura Villa Domelia s.r.l., cosď come debitamente accertatoai sensi dell'art. 13 della legge n. 689/1981 dalla Guardia di finanza nel verbaledi operazioni compiute, rientrano tra quelli idonei a rivelare lo stato disalute trattati al fine di rilevazione di malattie mentali, infettive ediffusive ai sensi dell'art. 37, comma 1, lett. b), del Codice, cosď comechiarito con nota dell'Ufficio del Garante, n. 16898, inviata all'AIOP il 10maggio 2004. Per effetto di  tale circostanza, si osserva come,diversamente da quanto argomentato nel verbale di audizione,  quellefornite dall'AIOP ai propri associati con la nota del 10 maggio 2004, non sonoindicazioni fornite dall'Autoritą, ma, evidentemente, solo pareridell'associazione. Ne consegue che la richiamata disciplina di cui all'art. 3della legge n. 689/1981 risulta inapplicabile al caso di specie, atteso chel'errore sulla liceitą del fatto, comunemente indicato come buona fede, puėrilevare come causa di esclusione della responsabilitą solo quando esso risultiincolpevole. A tal fine occorre un elemento positivo (come, ad es.,un'assicurazione di liceitą da parte della Pubblica Amministrazione) idoneo adindurre un errore siffatto, non ovviabile dall'interessato con l'ordinariadiligenza ( Cass. Civ. sez. I del 21 febbraio 1995 n. 1873; Cass. Civ. sez IIdel 13 marzo 2006, n. 5426). Sul punto si rileva, altresď, come in tema di"buona fede" in materia di illecito amministrativo, Ź sancito ilprincipio di massima secondo cui "(…) le associazioni di categoria (…) chesono e restano organismi privati (…)" non hanno "(…) il compito diillustrare agli associati il senso della legge, esonerandoli dall'incombenza diverificare personalmente la consistenza dei loro doveri. Non Ź, pertanto,ravvisabile errore scusabile circa gli adempimenti da assolvere nella ipotesiin cui la inosservanza di tali adempimenti sia determinata da chiarimentiforniti dalle predette associazioni (…)" (Cass. Civ. sez. III del 21 marzo2001, n. 4015). Peraltro, sempre in riferimento alla scriminante della buonafede, si evidenzia come la casa di cura abbia ottemperato all'obbligo dinotificazione solo in data 13 novembre 2008 ovvero piĚ di otto mesi dopo lacitata nota del 3 marzo 2008 con la quale l'AIOP ha comunicato ai suoi iscrittil'opportunitą di effettuare la notificazione al Garante ai sensi dell'art. 37del Codice, ciė determinando l'inapplicabilitą della citata disciplina di cuiall'art. 3 della legge n. 689/1981;

RILEVATO che l'attivitą svolta dalla casa di cura configura untrattamento di dati personali (art. 4, comma 1, lett. a) e b), del Codice) peril quale doveva essere assolto tempestivamente l'obbligo di effettuare lanotificazione del trattamento ai sensi e nei modi previsti dagli artt. 37,comma 1, lett. b), e 38 del Codice;
VISTO l'art. 163 del Codice, nellaformulazione antecedente alla modifica apportata con la legge n. 14 del 27febbraio 2009 di conversione, con modificazioni, del D.L. n. 207 del 30dicembre 2008, che punisce la violazione delle disposizioni di cui all'art. 37e 38 con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da diecimilaeuro a sessantamila euro e con la sanzione amministrativa accessoria dellapubblicazione dell'ordinanza-ingiunzione;

RITENUTO che, nel caso in cui l'infrazione non abbia caratterizzazionispecifiche che possano portare a valutazioni di maggiore o minore rigore, nelladeterminazione della sanzione puė ritenersi corretta l'individuazione di unimporto pari al terzo del massimo o, se piĚ favorevole, al doppio del minimo,in linea con quanto previsto dall'art. 16 della legge 24 novembre 1981 n.689,ferma restando la valutazione degli ulteriori elementi previsti dall'art. 11della medesima legge (cfr. Cass. civ., sez. I, 4 novembre 1998, n. 11054);

CONSIDERATO che, ai fini della determinazione dell'ammontare dellasanzione pecuniaria, occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24novembre 1981 n. 689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuarele conseguenze della violazione, della gravitą della violazione, dellapersonalitą e delle condizioni economiche del contravventore;

CONSIDERATO che, nel caso in esame:

a) in ordine all'aspetto della gravitą, gli elementi dell'entitądel pregiudizio o del pericolo, dell'intensitą dell'elemento psicologico edella modalitą concreta della condotta devono essere favorevolmente apprezzatiin funzione del fatto che il trasgressore, nel momento in cui veniva svoltal'attivitą di controllo da parte della Guardia di finanza, aveva gią adempiuto,seppur tardivamente, all'obbligo di notificazione;

b) ai fini della valutazione dell'opera svolta dall'agente, siribadisce quanto asserito al punto a);

c) circa la personalitą dell'autore della violazione, deve esserepositivamente considerata la circostanza che la casa di cura non risulti avereprecedenti specifici in termini di violazioni alle disposizioni del Codice;

d) in merito alle condizioni economiche dell'agente, al fine dicommisurare l'importo della sanzione alla reale capacitą economica deltrasgressore nel rispetto del principio di uguaglianza, si rileva che la societą,per l'anno 2010, ha realizzato un consistente valore della produzione;

RITENUTO di dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della legge n.689/1981, l'ammontare della sanzione pecuniaria per la violazione dell'art. 163del Codice nella misura del doppio del minimo pari a un importo di euro20.000,00 (ventimila);

RITENUTO, altresď, di dover applicare la sanzione accessoria dellapubblicazione, avuto riguardo alla gravitą della violazione valutata alla lucedei predetti parametri e circostanze, nella misura ritenuta congrua della solapubblicazione per estratto, per una sola volta, su una testata giornalisticaidentificata ne " Il Messaggero";

VISTA la documentazione in atti;

VISTA la legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni eintegrazioni;

VISTE le osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generaleai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato condeliberazione del 28 giugno 2000;

RELATORE il dott. Mauro Paissan;

ORDINA

a Casa di cura Villa Domelia s.r.l., con sede in Roma, via AlessandroTrotter n. 3, in persona del legale rappresentante pro-tempore, di pagare lasomma di euro 20.000,00 (ventimila) a titolo di sanzione amministrativapecuniaria per la violazione dell'art. 163 del Codice, indicata in motivazione;

DISPONE

la pubblicazione a cura dell'Ufficio della presenteordinanza-ingiunzione a titolo di sanzione amministrativa accessoria previstadall'art. 163 del Codice, per estratto e per una sola volta, sulla testatagiornalistica "Il Messaggero";

INGIUNGE

alla medesima casa di cura di pagare la somma di euro 20.000,00(ventimila) secondo le modalitą indicate in allegato, entro 30 giorni dallanotificazione del presente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti attiesecutivi a norma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689,prescrivendo che, entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, siainviata a questa Autoritą, in originale o in copia autentica, quietanzadell'avvenuto versamento.

Si precisa che avverso il presente provvedimento, ai sensi dell'art.152 del Codice, puė essere proposta opposizione davanti al tribunale ordinariodel luogo ove ha sede il titolare del trattamento entro il termine di trentagiorni dalla notificazione del presente provvedimento.

Roma, 15 dicembre 2011

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Paissan

Il segretario generale
De Paoli