Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza di ingiunzionenei confronti di Remida srl

PROVVEDIMENTO DEL 26OTTOBRE 2011

Registro dei provvedimenti
n. 404 del 26ottobre 2011

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, alla presenza del prof. Francesco Pizzetti,presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott. MauroPaissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti e del dott. Daniele DePaoli, segretario generale;

ESAMINATI i rapporti amministrativi predisposti dall'Ufficio delGarante per la protezione dei dati personali e dalla Guardia di finanza, GruppoMonza, ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, relativi aiverbali di contestazione per violazione amministrativa redatti,rispettivamente, in data 29 settembre 2009 e 26 novembre 2009 nei confronti diRemida srl, con sede in Monza, Via Carlo Alberto n. 26, in persona del legalerappresentante pro tempore, per la violazione degli articoli 157 e 13 delCodice in materia di protezione dei dati personali (di seguito denominato"Codice");

CONSIDERATO che, a seguito della segnalazione pervenuta il 21 ottobre2008 con cui la sig.ra Maddalena Bartesaghi lamentava l'installazione di unavideocamera nel proprio condominio da parte della Remida srl, esercente attivitàcommerciale nello stesso stabile, orientata verso l'ingresso di proprietàcomune e in assenza di un'idonea informativa, l'Autorità formulava unarichiesta di informazione ai sensi dell'art. 157 del Codice (prot. n.13526/60454 del 12 giugno 2009) diretta a conoscere le modalità con cui si eradato adempimento a quanto disposto dal Codice e dal Provvedimento sullavideosorveglianza del 29 aprile 2004, in vigore all'epoca dei fatti;

CONSIDERATO che la citata richiesta di informazioni risultaregolarmente notificata mediante raccomandata il cui avviso di ricevimento èagli atti del fascicolo;

VISTO il verbale n. 21113/60454 del 29 settembre 2009 con cui è statacontestata a Remida s.r.l. la violazione prevista dall'art. 164 del Codice, inrelazione all'art. 157, per non aver fornito nessun chiarimento in ordine allavicenda segnalata;

CONSIDERATO, altresì, che la Guardia di finanza, Gruppo Monza, inesecuzione della delega del Garante (prot. n. 21115/U del 29 settembre 2009) ein attuazione della medesima richiesta di informazioni, ha svolto gliaccertamenti di cui ai verbali di operazioni compiute in data 25 e 26 novembre2009 da cui è risultato che presso la sede della società Remida è installato unsistema di videosorveglianza composto di 6 telecamere, posizionate siaall'interno che all'esterno del negozio, a fronte del quale non è stata fornitaidonea informativa agli interessati, ai sensi dell'art. 13 del Codice;

VISTO il verbale del 26 novembre 2009 con cui è stata contestata allapredetta società la violazione amministrativa prevista dall'art. 161 delCodice, in relazione all'art. 13, informandola della facoltà di effettuare ilpagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981;

RILEVATO dai predetti rapporti che non risultano essere statieffettuati i pagamenti in misura ridotta;

VISTI gli scritti difensivi inviati ai sensi dell'art. 18 della leggen. 689/1981 con cui la società ha dichiarato che, con riferimento allacontestazione della violazione amministrativa per omessa informazione alGarante, non ha potuto fornire i chiarimenti richiesti a causa del"disordine nella gestione delle pratiche amministrative" dovutoall'apertura di una nuova sede, che ha comportato frequenti assenze deltitolare dalla sede di Monza. Secondo la parte, inoltre, "il personale chele ha ricevute non si è reso conto dell'importanza di tali richieste",perché nella citata richiesta di informazioni mancava ogni indicazione dellesanzioni di cui all'art. 164 del Codice, che, altrimenti, avrebbe determinatouna sollecita risposta. A testimonianza della buona fede la società ha allegatocopia di una e-mail, datata 23 luglio 2008, con cui chiedeva all'Ufficio delGarante un parere sulla corretta installazione del sistema di videosorveglianzae a cui non è stata fornita alcuna risposta. Quanto alla contestazione peromessa informativa, la parte ha preliminarmente osservato che il sistemainstallato presso l'esercizio commerciale non consente la registrazione delleimmagini, ma una "visualizzazione differita", in grado, cioè, di"posticipare di qualche ora l'eventuale visione di filmati nel caso in cuisi accorga che qualcosa è stato indebitamente sottratto dal negozio". Inconsiderazione del tipo di registrazione effettuata, la parte ha ritenuto chefosse sufficiente indicare, nel cartello posto all'ingresso del locale, lafinalità del trattamento e il richiamo all'art. 13 del Codice;

LETTO il verbale di audizione delle parti, redatto in data 17 giugno2010 ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981, con cui la società haribadito quanto affermato negli scritti difensivi;

RITENUTO che le argomentazioni addotte non risultano idonee adescludere la responsabilità della società in ordine a quanto contestato. Conriguardo alla contestazione di cui all'art. 164, si rileva che la richiesta diinformazione formulata ai sensi dell'art. 157 del Codice, e notificata allaparte il 16 giugno 2009, diversamente da quanto sostenuto, contienel'avvertimento dell'eventuale applicazione della sanzione amministrativa incaso di mancato riscontro nel termine prescritto. Pertanto, non è scusabile ilcomportamento posto in essere dalla società, che è stata debitamente informatadi tutte le conseguenze connesse alla mancata risposta alla citata richiesta diinformazioni. La omessa informazione al Garante ha, peraltro, richiesto unsupplemento istruttorio, effettuato mediante ispezione delegata alla Guardia difinanza, all'esito del quale è stata accertata la violazione dell'art. 13 delCodice per inidonea informativa agli interessati in relazione al sistema divideosorveglianza installato. La contestazione è stata elevata, in particolare,per l'inidoneità dell'informativa minima, posizionata all'esterno del locale, eper l'assenza di un avviso circostanziato, riportante tutti gli elementidell'art. 13, all'interno dello stesso. Sul punto, si rileva che ilprovvedimento sulla videosorveglianza, adottato dal Garante l'8 aprile 2010,pur auspicando l'apposizione di un'informativa completa, dispone che nelle areevideosorvegliate sia comunque resa l'informativa minima, da cui risultinoesplicitamente il titolare e le finalità del trattamento. Nel caso di specie,considerato che la telecamera è posta all'esterno del locale, la mancataindicazione del titolare del trattamento può costituire, per gli interessati,un impedimento alla corretta individuazione dell'effettivo titolare deltrattamento. Quanto, infine, alla e-mail  inviata al Garante e diretta aottenere un parere sulla corretta installazione del sistema divideosorveglianza, si rileva che la suddetta e-mail, inviata a installazione giàeffettuata, non esclude la responsabilità della società rispetto allaviolazione commessa;

RILEVATO, quindi, che la società non ha fornito alcun riscontro allarichiesta di informazioni formulata dal Garante in violazione di quantodisposto dall'art. 157 del Codice e che la stessa ha effettuato un trattamentodi dati personali per mezzo di un sistema di videosorveglianza senza rendereun'idonea informativa ai sensi dell'art. 13 del Codice;

VISTO l'art. 164 del Codice, che punisce chiunque omette di fornire leinformazioni o di esibire i documenti richiesti dal Garante ai sensi dell'art.157, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da diecimilaeuro a sessantamila euro;

VISTO l'art. 161 del Codice, che punisce la violazione dell'art. 13con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila atrentaseimila euro;

VISTA la legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni eintegrazioni;

CONSIDERATO che, ai fini della determinazione dell'ammontare dellasanzione pecuniaria, occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24novembre 1981 n. 689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuarele conseguenze della violazione, della gravità della violazione, dellapersonalità e delle condizioni economiche del contravventore;

RITENUTO che, nel caso in cui l'infrazione non abbia caratterizzazionispecifiche che possano portare a valutazioni di maggiore o minor rigore, nelladeterminazione della sanzione può ritenersi corretta l'individuazione di unimporto pari al terzo del massimo o, se più favorevole, al doppio del minimo,in linea con quanto previsto dall'art. 16 della L. n. 689/1981, ferma restandola valutazione degli ulteriori elementi previsti dall'art. 11 della medesimalegge [cfr. Cass. civ., sez. I, 4 novembre 1998, n. 11054];

CONSIDERATO che, nel caso in esame:

a) in ordine all'aspetto della gravità, relativamente allaviolazione di cui all'art. 164 del Codice, la violazione non può essereconsiderata di lieve entità se posta in relazione all'entità del pregiudizio edel pericolo, alle modalità della condotta e all'intensità dell'elementopsicologico, mentre con riguardo alla violazione di cui all'art. 161, glistessi elementi assumono una connotazione meno rilevante considerando che lasocietà aveva comunque predisposto un'informativa, ancorché inidonea;

b) ai fini della valutazione dell'opera svolta dall'agente, sirileva che la società ha fornito i chiarimenti richiesti solo a seguito dellarichiesta di informazioni delegata alla Guardia di finanza e che, con gliscritti difensivi, ha dichiarato di aver integrato le informative;

c) circa la personalità dell'autore della violazione, deve esserepositivamente considerata la circostanza che la società non risulta avereprecedenti specifici in termini di violazioni alle disposizioni del Codice;

d) in merito alle condizioni economiche dell'agente, al fine dicommisurare l'importo della sanzione alla reale capacità economica deltrasgressore nel rispetto del principio di uguaglianza, si rileva che la societàha conseguito per l'anno 2010 una rilevante perdita di esercizio;

RITENUTO di dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n.689/1981, l'ammontare della sanzione pecuniaria nella misura di euro 6.000,00(seimila) per la violazione di cui all'art. 161, nella misura di euro 20.000,00(ventimila) per la violazione di cui all'art. 164;

RITENUTO, inoltre, che, con riferimento alla violazione di cuiall'art. 161, ricorrano le condizioni per applicare la diminuzione previstadall'art. 164-bis, comma 1, del Codice nella misura pari a 2.400,00 euro(duemilaquattrocento);

VISTA la documentazione in atti;

VISTE le osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generaleai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato condeliberazione del 28 giugno 2000;

RELATORE prof. Francesco Pizzetti;

ORDINA

a Remida srl, con sede in Monza, Via Carlo Alberto n. 26, in personadel legale rappresentante pro tempore, di pagare la somma di euro 22.400,00(ventiduemilaquattrocento) a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria perle violazioni previste dagli artt. 161 e 164 del Codice, indicate inmotivazione frazionandole, in accoglimento alla richiesta di rateizzazione, in20 rate mensili dell'importo di 1120,00 euro (millecentoventi) i cui versamentisaranno effettuati a partire dal giorno 15 del mese successivo a quello in cuiavverrà la notifica della presente ordinanza

INGIUNGE

alla medesima società di pagare la somma di euro 22.400,00 (ventiduemilaquattrocento)secondo le modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazionedel presente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi anorma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che,entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questaAutorità, in originale o in copia autentica, quietanza dell'avvenutoversamento.

Avverso il presente provvedimento, ai sensi dell'art. 152 del Codice,può essere proposta opposizione davanti al tribunale ordinario del luogo ove hasede il titolare del trattamento entro il termine di trenta giorni dallanotificazione del presente provvedimento.

Roma, 26 ottobre 2011

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Pizzetti

Il segretario generale
De Paoli