Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza diingiunzione nei confronti di Il Marmo s.r.l.

PROVVEDIMENTO DEL 4OTTOBRE 2011

Registro dei provvedimenti
n. 368 del 4ottobre 2011

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, alla presenza del prof. Francesco Pizzetti,presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott. MauroPaissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti e del dott. Daniele DePaoli, segretario generale;

ESAMINATO il rapporto predisposto dalla Guardia di finanza di Verona,ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, relativo al verbaledi contestazione di violazione amministrativa redatto in data 25 novembre 2009nei confronti di Il Marmo s.r.l. con sede legale in San Martino Buon Albergo(VR), Via Scimmia n. 15, in persona del legale appresentante pro-tempore, perviolazione dell'art. 13 del Codice in materia di protezione dei dati personali(di seguito denominato Codice);

RILEVATO che il predetto Comando, in esecuzione della richiesta diinformazioni ex art. 157 del Codice (n. 16688/53969 datata 27 luglio 2009), hasvolto gli accertamenti di cui al verbale di operazioni compiute del 25novembre 2009 dai quali è risultato che la società effettua una raccolta didati personali (tra cui nome dell'azienda, n. telefono, città e indirizzoe-mail) tramite un form denominato "Contatti" presente alla paginaweb del proprio sito Internet www.ilmarmo.it, a fronte dei quali è statariscontrata la presenza della dicitura "Autorizzo il trattamento dei mieidati ai sensi della legge 196/2003", senza che venisse riportatal'informativa di cui all'art. 13 del Codice;

VISTO il verbale del 25 marzo 2009 con cui è stata contestata allapredetta società la violazione amministrativa prevista dall'art. 161 delCodice, in relazione all'art. 13, informandola della facoltà di effettuare ilpagamento in misura ridotta ai sensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981, inrelazione all'omessa informativa agli interessati;

RILEVATO dal predetto rapporto che non risulta essere stato effettuatoil pagamento in misura ridotta;

VISTO lo scritto difensivo inviato ai sensi dell'art. 18 della leggen. 689/1981, con il quale la società, senza negare l'esistenza della violazioneaccertata, ha chiesto che venisse attenuata la sanzione amministrativacomminata, in considerazione della minima gravità della violazione commessa.Infatti, secondo la parte, il form di raccolta dati è stato scarsamenteutilizzato dagli utenti del sito, tanto da poter quantificare i contatti inpoco più di una decina. Inoltre, la società ha fatto presente che laprogettazione del sito Internet era affidata a uno studio di consulenzaspecializzato e confidava che questi avesse provveduto ad inserire unriferimento completo alla normativa sulla protezione dei dati personali. Soloal momento dell'ispezione della Guardia di finanza, ha potuto constatarel'assenza di ogni riferimento alla normativa in materia e, a dimostrazionedella propria buona fede, ha già provveduto ad inserire un'adeguatainformativa;

RITENUTO che, nel caso di specie, non è possibile escludere laresponsabilità della società in ordine al fatto contestato sul presuppostodella buona fede. Si deve rilevare, infatti, che la documentazione prodotta erelativa al rapporto con la società Poisson Web Consulting Sas, si riferiscealla rielaborazione tecnica del sito e non anche alla predisposizione del suocontenuto, atteso, tra l'altro, che nel sito in questione si legge cheResponsabile del trattamento è il sig. Martini Luciano, legale rappresentantede Il Marmo. Pertanto, sulla base di tale documentazione e in assenza di unaformale designazione della società Poisson Web Consulting Sas come responsabiledel trattamento, la responsabilità per l'inidoneità o l'omissionedell'informativa va imputata alla società Il Marmo s.r.l., in quanto titolaredel trattamento dei dati. Tale responsabilità non verrebbe meno, comunque,anche in presenza di una clausola contrattuale che prevedesse in capo allasocietà fornitrice del servizio il compito di inserire nel sito web l'informativaex art. 13 del Codice. Ne consegue, pertanto, l'inapplicabilità al caso dispecie della disciplina sulla buona fede, prevista dall'art. 3 della legge689/1981. La disciplina sull'informativa, in vigore all'epoca dell'accertamentodella violazione, è quella fissata nell'art. 13 del D. Lgs. 196/2003, cheindividua una serie di requisiti di cui l'interessato deve avere conoscenza almomento del conferimento dei propri dati, e tali requisiti sono del tuttoassenti nella formula posta in calce al form di raccolta dati;

RILEVATO, pertanto, che la società ha effettuato un trattamento didati personali ai sensi dell'art. 4, comma 1, lett. a) e b) del Codice, senzarendere l'informativa agli interessati ai sensi dell'art. 13 del medesimoCodice;

VISTO l'art. 161 del Codice che punisce la violazione delledisposizioni di cui all'art. 13 con la sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da seimila euro a trentaseimila euro;

VISTA la legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni eintegrazioni;

CONSIDERATO che, ai fini della determinazione dell'ammontare dellasanzione pecuniaria, occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24novembre 1981 n. 689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuarele conseguenze della violazione, della gravità della violazione, dellapersonalità e delle condizioni economiche del contravventore;

RITENUTO che, nel caso in cui l'infrazione non abbia caratterizzazionispecifiche che possano portare a valutazioni di maggiore o minor rigore, nelladeterminazione della sanzione può ritenersi corretta l'individuazione di unimporto pari al terzo del massimo o, se più favorevole, al doppio del minimo,in linea con quanto previsto dall'art. 16 della L. n. 689/1981, ferma restandola valutazione degli ulteriori elementi previsti dall'art. 11 della medesimalegge [cfr. Cass. civ., sez. I, 4 novembre 1998, n. 11054];

CONSIDERATO che, nel caso in esame:

a) in ordine all'aspetto della gravità, la violazione non risultaconnotata da elementi specifici se valutata in relazione all'entità delpregiudizio o del pericolo, alle modalità concrete della condotta eall'intensità dell'elemento psicologico;

b) ai fini della valutazione dell'opera svolta dall'agente, lasocietà ha provveduto ad inserire un'idonea informativa conforme alledisposizioni del Codice;

c) circa la personalità dell'autore della violazione, deve esserepositivamente considerata la circostanza che la società non risulti avereprecedenti specifici in termini di violazioni alle disposizioni del Codice;

d) in merito alle condizioni economiche dell'agente, al fine dicommisurare l'importo della sanzione alla reale capacità economica deltrasgressore nel rispetto del principio di uguaglianza, si rileva che la societàha conseguito un utile di esercizio per l'anno 2010;

RITENUTO di dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n.689/1981, l'ammontare della sanzione pecuniaria, nella misura di euro 10.000,00(diecimila);

VISTA la documentazione in atti;

VISTE le osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generaleai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato condeliberazione del 28 giugno 2000;

RELATORE il dott. Mauro Paissan;

ORDINA

a Il Marmo s.r.l., con sede legale in San Martino Buon Albergo (VR),Via Scimmia n. 15, in persona del legale appresentante pro-tempore,, di pagarela somma di euro 10.000,00 (diecimila) a titolo di sanzione amministrativapecuniaria per la violazione prevista dall'art. 161 del Codice indicata inmotivazione;

INGIUNGE

alla medesima società di pagare la somma di euro 10.000,00 (diecimila)secondo le modalità indicate in allegato, entro 30 giorni dalla notificazionedel presente provvedimento, pena l'adozione dei conseguenti atti esecutivi anorma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981, n. 689, prescrivendo che,entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento, sia inviata a questaAutorità, in originale o in copia autentica, quietanza dell'avvenutoversamento. Si avvisa che avverso il presente provvedimento, ai sensi dell'art.152 del Codice, può essere proposta opposizione davanti al tribunale ordinariodel luogo ove ha sede il titolare del trattamento entro il termine di trentagiorni dalla notificazione del presente provvedimento.

Roma, 4 ottobre 2011

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Paissan

Il segretario generale
De Paoli