Garante per la protezione
    dei dati personali


Ordinanza diingiunzione nei confronti di  D.E.V.A.S. snc

PROVVEDIMENTO DEL 15SETTEMBRE 2011

Registro dei provvedimenti
n. 329 del 15settembre 2011

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, alla presenza del prof. Francesco Pizzetti,presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott. MauroPaissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti e del dott. Daniele DePaoli, segretario generale;

ESAMINATO il rapporto dell'Ufficio del Garante predisposto ai sensidell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, relativo al verbale dicontestazione di violazione amministrativa redatto in data 1 settembre 2009,nei confronti di D.E.V.A.S. snc di Distante Vincenzo e Venza Vito, già con sedelegale in Chiuduno (BG), Via Passerera n. 2/D, e attualmente con sede inMartinengo (BG), Via Gromaglie snc, in persona del legale appresentantepro-tempore, per violazione degli artt. 13 e 23 del Codice in materia diprotezione dei dati personali (di seguito denominato Codice);

VISTO che, a seguito della segnalazione pervenuta in data 27 maggio2009 da parte di Inoxveneta che lamentava la ricezione di una comunicazionepromozionale indesiderata via e-mail da parte della società D.E.V.A.S., ilDipartimento comunicazioni e reti telematiche formulava una richiesta diinformazioni (prot. n. 12255/63812 datata 29 maggio 2009) diretta a conoscerele modalità con cui erano stati raccolti i dati del segnalante, nonché lamodalità con cui era stata resa l'informativa e raccolto il consenso ai finidell'invio dei messaggi promozionali;

VISTA la nota della D.E.V.A.S., datata 10 giugno 2009, con cui lasocietà ha dichiarato di aver raccolto il dato della segnalante dal catalogoon-line della Fiera di Milano, pubblicata sul sito Internet www.expopage.net;

VISTO il verbale n. 18893/63812 del 1 settembre 2009 con cui sonostate contestate alla predetta società le violazioni amministrative previstedagli artt. 161 e 162, comma 2-bis, del Codice, in combinato disposto conl'art. 164-bis, del medesimo Codice, in relazione agli artt. 13 e 23 delCodice, informandola della facoltà di effettuare il pagamento in misura ridottaai sensi dell'art. 16 della legge n. 689/1981;

RILEVATO dal predetto rapporto che non risulta essere stato effettuatoil pagamento in misura ridotta;

VISTO lo scritto difensivo inviato ai sensi dell'art. 18 della leggen. 689/1981, con il quale la società ha dichiarato che, in calce al messaggiopromozionale inviato alla Inoxveneta, era inserita l'informativa ai sensidell'art. 13 del Codice, con l'indicazione, tra l'altro, che i dati erano statitratti da elenchi e servizi di pubblico dominio in Internet. In particolare,l'indirizzo e-mail della segnalante era stato attinto dal sito Internet diExpopage che costituisce un elenco pubblico, conoscibile a tutti. Talecircostanza, secondo la parte, la solleverebbe dal richiedere il consensodell'interessato, ai sensi dell'art. 24 del Codice;

CONSIDERATO che le argomentazioni addotte non consentono di escluderela responsabilità della società in relazione a quanto contestato. L'art. 13 delCodice dispone, infatti, che il titolare fornisca agli interessati leinformazioni relative al trattamento dei dati personali"previamente", ovvero prima che abbiano inizio le operazioni relativeal trattamento stesso, a nulla rilevando che tali informazioni vengano reseall'interessato successivamente. Nel caso di specie, inoltre, poiché i datipersonali non sono stati raccolti presso l'interessato, l'informativa avrebbedovuto essere resa al momento della registrazione dei dati stessi, comeprevisto dall'art. 13, comma 4, del Codice. Quanto, poi, alla richiesta delconsenso, si rileva che nel Provvedimento del Garante del 29 maggio 2003 [doc.web n. 29840] è evidenziato come il consenso "da documentare per iscritto,deve essere manifestato liberamente, in modo esplicito e in forma differenziatarispetto alle diverse finalità []", debba essere raccolto, primadell'inoltro dei messaggi, a prescindere dal fatto che i dati relativi agliindirizzi di posta elettronica siano pubblici, perché acquisiti da pubbliciregistri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque. Nel caso dispecie, diversamente da quanto sostenuto dalla società, non trovandoapplicazione la disposizione di cui all'art. 24 del Codice, per il tipo dimezzo utilizzato (e-mail) l'invio dei messaggi promozionali poteva essereeffettuata solo previa acquisizione del consenso di cui agli artt. 23 e 130 delCodice;

RILEVATO, pertanto, che la società ha effettuato un trattamento didati personali (art. 4 comma 1, lett. a) e b) del Codice) inviandocomunicazioni promozionali via e-mail, senza rendere la dovuta informativa agliinteressati ai sensi dell'art. 13 del Codice e in carenza di un esplicito consensoai sensi degli artt. 23 e 130 del Codice;

VISTO l'art. 161 del Codice che punisce la violazione delledisposizioni di cui all'art. 13 con la sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da seimila euro a trentaseimila euro;

VISTO l'art. 162, comma 2-bis, del Codice, così come introdotto dalD.L. n. 207 del 30 dicembre 2008, convertito con modificazioni, nella legge n.14 del 27 febbraio 2009, e nella formulazione antecedente alla modificaintrodotta con la legge 20 novembre 2009, n. 166, che punisce la violazionedelle disposizioni di cui all'art. 167, tra le quali quella di cui agli artt.23 e 130 del medesimo Codice, con la sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da ventimila a centoventimila euro;

RILEVATO, altresì, che le predette violazioni risultano, allo stato esulla base degli atti del procedimento, commesse con riferimento all'invio diuna e-mail di natura promozionale nei confronti di un unico interessato e che,pertanto, tale circostanza è idonea a configurare uno dei casi di minore gravitàprevisto dall'art. 164-bis, comma 1, del Codice;

VISTA la legge 24 novembre 1981 n. 689, e successive modificazioni eintegrazioni;

CONSIDERATO che, ai fini della determinazione dell'ammontare dellasanzione pecuniaria, occorre tenere conto, ai sensi dell'art. 11 della legge 24novembre 1981 n. 689, dell'opera svolta dall'agente per eliminare o attenuarele conseguenze della violazione, della gravità della violazione, dellapersonalità e delle condizioni economiche del contravventore;

RITENUTO che, nel caso in cui l'infrazione non abbia caratterizzazionispecifiche che possano portare a valutazioni di maggiore o minor rigore, nelladeterminazione della sanzione può ritenersi corretta l'individuazione di unimporto pari al terzo del massimo o, se più favorevole, al doppio del minimo,in linea con quanto previsto dall'art. 16 della L. n. 689/1981, ferma restandola valutazione degli ulteriori elementi previsti dall'art. 11 della medesimalegge [cfr. Cass. civ., sez. I, 4 novembre 1998, n. 11054];

CONSIDERATO che, nel caso in esame:

a) in ordine all'aspetto della gravità, la violazione non risultaconnotata da elementi specifici se valutata in relazione all'entità delpregiudizio o del pericolo, alle modalità concrete della condotta eall'intensità dell'elemento psicologico;

b) ai fini della valutazione dell'opera svolta dall'agente, lasocietà ha dichiarato di aver rimosso e/o di essersi adoperata per eliminare leconseguenze della violazione;

c) circa la personalità dell'autore della violazione, deve esserepositivamente considerata la circostanza che la società non risulti avereprecedenti specifici in termini di violazioni alle disposizioni del Codice;

d) in merito alle condizioni economiche dell'agente, al fine dicommisurare l'importo della sanzione alla reale capacità economica deltrasgressore nel rispetto del principio di uguaglianza, deve rilevarsi che lasocietà è in fallimento dal 18 gennaio 2011;

RITENUTO di dover determinare, ai sensi dell'art. 11 della L. n.689/1981, l'ammontare della sanzione pecuniaria, nella misura del minimo per unimporto complessivo di euro 26.000,00 (ventiseimila);

RITENUTO, inoltre, che nel caso di specie ricorrono le condizioni perapplicare la diminuzione a due quinti, prevista dall'art. 164-bis del Codiceper i casi di minore gravità, nella misura complessiva di euro 10.400,00(diecimilaquattrocento);

VISTA la documentazione in atti;

VISTE le osservazioni dell'Ufficio, formulate dal segretario generaleai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000, adottato condeliberazione del 28 giugno 2000;

RELATORE il dott. Giuseppe Chiaravalloti;

ORDINA

a D.E.V.A.S. di Distante Vincenzo e Venza Vito, già con sede legale inChiuduno (BG), Via Passerera n. 2/D, e attualmente con sede in Martinengo (BG),Via Gromaglie snc, in persona del legale appresentante pro-tempore, di pagarela somma complessiva di euro 10.400,00 (diecimilaquattrocento) a titolo di sanzioneamministrativa pecuniaria per le violazioni previste dagli artt. 161 e 162,comma 2-bis, del Codice ridotte a due quinti ai sensi dell'art. 164-bis, delmedesimo Codice, come indicato in motivazione;

INGIUNGE

alla medesima società di pagare la somma di euro 10.400,00(diecimilaquattrocento) secondo le modalità indicate in allegato, entro 30giorni dalla notificazione del presente provvedimento, pena l'adozione deiconseguenti atti esecutivi a norma dall'art. 27 della legge 24 novembre 1981,n. 689, prescrivendo che, entro il termine di giorni 10 (dieci) dal versamento,sia inviata a questa Autorità, in originale o in copia autentica, quietanzadell'avvenuto versamento. Si avvisa che avverso il presente provvedimento, aisensi dell'art. 152 del Codice, può essere proposta opposizione davanti altribunale ordinario del luogo ove ha sede il titolare del trattamento entro iltermine di trenta giorni dalla notificazione del presente provvedimento.

Roma, 15 settembre 2011

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Chiaravalloti

Il segretario generale
De Paoli