Garante per la protezione
    dei dati personali


Articoli pubblicati sul web: vietata la diffusione di dati sensibili

PROVVEDIMENTO DEL 1í LUGLIO 2010

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti e del dott. Daniele De Paoli, segretario generale;

VISTA la segnalazione del 12 gennaio 2010, presentata dal signor XY in relazione all'intervista raccolta nell'YY, a cura di "Martini", dal titolo "KW" pubblicata sul sito Internet www.allarmescientology.it, di cui risulta responsabile la signora Simonetta Po;

VISTO il contenuto della predetta intervista che ricostruisce la lunga esperienza (circa venti anni) maturata nell'ambito di Scientology dalla signora ZQ sino al raggiungimento di un livello definito "OT VIII" e terminata con la denuncia, da parte della stessa, di asserite violenze psico-fisiche, manipolazioni ed intromissioni nella sua sfera privata ad opera dello staff di Scientology, oltre che dell'esborso di rilevanti somme di denaro;

RILEVATO che, a seguito delle informazioni acquisite dal Garante, Ć stato possibile appurare che la signora Simonetta Po risulta essere anche l'autrice, con lo pseudonimo di "Martini," dell'intervista in esame;

RILEVATO, in particolare, che nella predetta intervista, vengono richiamati anche i decessi e le relative cause, di altri seguaci di Scientology che avevano raggiunto i cd. livelli OT e riportate integralmente le generalitł delle persone decedute;

RILEVATO che il segnalante, che dichiara di essere parente di una delle persone decedute, lamenta il richiamo per esteso di nome e cognome del familiare, XZ, in un contesto che non giustificherebbe la diffusione di tali informazioni;

RILEVATO che l'istruttoria svolta dall'Autoritł ha coinvolto anche l'internet provider Alicom s.r.l. al fine di escluderne il coinvolgimento nella gestione del dominio web "allarme scientology.it" e dei relativi contenuti;

RILEVATO che, dall'esame delle risposte e della documentazione tecnica fornite da Alicom S.r.l., non Ć emerso alcun profilo di responsabilitł dell'internet provider;

CONSIDERATO che il richiamo nel suddetto articolo del nome e del cognome di diverse persone, unitamente all'indicazione delle cause dei relativi decessi e, in diversi casi, delle patologie mediche da cui tali decessi sono scaturiti configura un trattamento di dati sensibili;

CONSIDERATO che nella diffusione di notizie idonee a rivelare lo stato di salute di una persona devono essere osservate particolari garanzie a tutela della persona medesima (art. 139, comma 1, del d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (di seguito "Codice"); art. 5 del codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attivitł giornalistica, allegato A1 del Codice; provvedimenti del Garante del 7 febbraio 2002, del 23 novembre 2005, del 29 novembre 2007, del 6 dicembre 2007, del 5 marzo 2008); considerato, in particolare, che il giornalista nel far riferimento allo stato di salute di una determinata persona, identificata o identificabile, Ć tenuto a rispettarne la dignitł, il diritto alla riservatezza e al decoro personale (art. 10 del codice di deontologia cit.);

CONSIDERATO che la tutela della sfera privata e della dignitł della persona, prevista dal Codice, non viene meno con la morte della persona (provvedimenti del Garante del 15 luglio 2006, 29 novembre e 6 dicembre 2007) e che i diritti di coloro che sono deceduti possono essere fatti valere da chiunque abbia un interesse proprio o agisca per la tutela dell'interessato, ovvero per ragioni familiari meritevoli di protezione (art. 9, comma 3 del Codice);

CONSIDERATO che, sebbene dagli ultimi riscontri effettuati a seguito della richiesta di informazioni rivolta alla responsabile del sito Internet "www.allarmescientology.it" emerga che nell'articolo in esame non risulti piŁ riportato per esteso il nome di battesimo dei menzionati soggetti, ma solo l'iniziale dello stesso accanto al cognome, tale accorgimento, in considerazione dei rilievi sopra formulati, non appare sufficiente a garantire il rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali;

RILEVATO, in particolare, che la diffusione delle generalitł dei soggetti interessati, (seppur con la predetta, successiva, indicazione dell'iniziale del nome di battesimo), sebbene riferita a notizie di rilevante interesse pubblico, risulta contrastante con i principi in materia di trattamento dei dati a fini giornalistici e altre manifestazioni del pensiero, tenuto conto, in particolare, sia del generale principio della non eccedenza del dato oggetto del trattamento rispetto alle finalitł per le quali lo stesso Ć raccolto e trattato (art. 11, lett d) del Codice), sia del principio dell'"essenzialitł dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico" richiamato nell'art. 137 comma 3 del Codice, nonchÄ negli artt. 5, 6, e 8, comma 1, del menzionato codice di deontologia;

RILEVATO, pertanto, che la diffusione nell'articolo in esame dei dati personali delle persone decedute con le predette modalitł, sebbene riferita ad episodi che potevano essere oggetto, in termini piŁ generali, di una legittima attivitł di cronaca, ha determinato e determina una violazione della sfera di riservatezza, del decoro e della dignitł delle stesse;

RITENUTO di dover disporre nei confronti del titolare del trattamento sopra individuato, ai sensi degli artt. 139, comma 5, 143, comma 1, lett. c) e 154, comma 1, lett. d) del Codice, il divieto di ulteriore diffusione, anche tramite il richiamato sito web, del nominativo, anche se con l'indicazione dell'iniziale del nome di battesimo, delle persone decedute alle quali si riferiscono i dati di natura sensibile;

RITENUTO di dover altresô prescrivere al titolare del trattamento sopra individuato, ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. b) e 154, comma 1, lett. c) del Codice, di menzionare le predette persone, nel contesto dell'intervista in esame, con le sole iniziali del nome e cognome, ovvero utilizzando un nome di fantasia;

RILEVATO che, in caso di inosservanza del presente provvedimento, si renderł applicabile la sanzione amministrativa di cui all'art. 162, comma 2 ter del Codice, nonchÄ la sanzione penale di cui all'art. 170 del Codice;

VISTA la documentazione in atti;

VISTE le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

Relatore il dott. Giuseppe Chiaravalloti;

TUTTO CI˝ PREMESSO, IL GARANTE:

a) dispone, nei termini di cui in motivazione, ai sensi degli artt. 139, comma 5, 143, comma 1, lett c) e 154, comma 1, lett. d) del Codice in materia di protezione dei dati personali, nei confronti della signora Simonetta Po, residente a Carpi 41013 (MO) alla Via Campana, 11 in qualitł di titolare del trattamento, il divieto di ulteriore diffusione, anche tramite il sito web "www.allarmescientology.it", del nominativo, anche se con l'indicazione dell'iniziale del nome di battesimo, delle persone decedute alle quali si riferiscono i dati di natura sensibile rilevati nell'intervista dal titolo "KW";

b) prescrive altresô alla stessa, nei termini di cui in motivazione, ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. b) e 154, comma 1, lett. c) del Codice, di menzionare le predette persone, nel contesto dell'intervista in esame, con le sole iniziali del nome e cognome, ovvero utilizzando un nome di fantasia;

Roma, 1í luglio 2010

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Chiaravalloti

Il segretario generale
De Paoli