Garante per la protezione
    dei dati personali


Prescrizioni e divieto del Garante [art. 154, 1 c) e d) del Codice]

[v. Newsletter 29 luglio 2008]

GIORNALISMO: DIFFUSIONE DIDATI SU MINORI, VITTIME DI ABUSI

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza delprof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti,vicepresidente, del dott. Mauro Paissan, del dott. Giuseppe Fortunato,componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

VISTO la segnalazione presentata dallasig.a XY;

VISTE le osservazioni dell'Ufficio,formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento delGarante n. 1/2000 del 28 giugno 2000;

RELATORE il dott. Giuseppe Fortunato;

PREMESSO:

Nei giorni scorsi alcuni organi diinformazione hanno riportato la notizia della condanna di un uomo per atti diviolenza e abusi, anche di natura sessuale, ai danni dei figli.

La segnalazione lamenta che i quotidiani"Il Quotidiano della Calabria", edizione "Tirreno" e"la Gazzetta del Sud", edizione "Cosenza-Provincia"del KW si sono occupati del caso descrivendo in modo dettagliato lavicenda e il genere di abusi subiti dai minori, indicando una pluralitł diinformazioni inerenti all'episodio quali il nome e il cognome del padre, ilpiccolo comune della Calabria in cui vive la famiglia, il sesso delle vittimee, per quanto riguarda "il Quotidiano della Calabria", anchel'iniziale dei loro nomi.

CI˝ PREMESSO, IL GARANTEOSSERVA:

Nonostante la loro mancata individuazionenominativa, i minori interessati nel caso di specie risultano riconoscibiliquanto meno in ambito locale, in particolare all'interno della cerchiafamiliare e amicale, oltre che rispetto ad altri soggetti rientranti nelleordinarie frequentazioni della vita sociale nei vari luoghi indicati dallasegnalante.

Larga parte delle informazioni pubblicateal di lł della loro attitudine a rendere riconoscibili i minori, non rispettanopoi il principio di essenzialitł dell'informazione (art. 137, comma 3, delCodice e art. 6 del codice di deontologia relativo al trattamento dei datipersonali nell'esercizio dell'attivitł giornalistica), trattandosi diinformazioni non indispensabili per rappresentare compiutamente la vicenda chepure, in termini piŁ generali, Ć legittimamente riconducibile all'esercizio deldiritto di cronaca.

La diffusione ha poi riguardato soggettiminori per i quali l'ordinamento appresta anche in tema d'informazione unatutela rafforzata al fine di non pregiudicarne l'armonico sviluppo dellapersonalitł.

Tale tutela, fermo restando quanto previstodall'art. 734-bis c.p.(divulgazione delle generalitł o dell'immagine di persona offesa da atti diviolenza sessuale), si evince da una pluralitł di fonti normative di matricenazionale e internazionale, in particolare dall'art. 13 del d.P.R. 22 settembre1988, n. 448 che preclude la divulgazione di notizie o immagini idonee aconsentire l'identificazione dei minori coinvolti a qualsiasi titolo inprocedimenti penali.

Detto principio Ć rafforzato dagli artt.50 e 52, comma 5, del Codice. La prima disposizione estende il menzionatodivieto a procedimenti giudiziari in materie diverse da quella penale; laseconda, dettata con specifico riferimento ai minori offesi da atti di violenzasessuale, preclude, nella diffusione di provvedimenti giurisdizionali, lapossibilitł di identificare le vittime, anche quando vengono utilizzati dati"relativi a terzi dai quali puś desumersi anche indirettamente l'identitłdei minori". L'art. 13 della Convenzione sui diritti del fanciullo, fattaa New York il 20 novembre 1989 e ratificata con la legge 27 maggio 1991 n. 176,riconosce poi al fanciullo il diritto a essere protetto rispetto a"interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata".

Infine, l'art. 7 del codice dideontologia -anche attraverso il richiamo alla Carta di Treviso- consideraprevalente il diritto del minore alla riservatezza rispetto al diritto dicronaca precludendo, piŁ radicalmente, al giornalista la facoltł di diffonderedati idonei a identificare, anche indirettamente, soggetti minori comunque coinvoltiin fatti di cronaca, sô che identiche garanzie operano, a maggior ragione, conriferimento ai casi in cui le informazioni riguardino addirittura minorivittime di atti di molestie o violenze di natura sessuale.

Alla luce delle osservazioni svolte,tenuto conto della gravitł della violazione dei diritti, anche in ragione dellacircostanza in cui Ć avvenuta, va disposto in via d'urgenza nei confronti delletestate indicate in premessa, ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c) e154, comma 1, lett. d) del Codice, il divieto di ulteriore diffusione delleinformazioni idonee, anche indirettamente, a identificare i minori oggettodella segnalazione. Tale divieto va rispettato anche in sede di eventualeinformazione sui contenuti della presente decisione.

TUTTO CI˝ PREMESSO ILGARANTE:

a) ai sensi degli artt. 143, comma 1,lett. c) e 154, comma 1, lett. d) del Codice, vieta all'editore, titolare deltrattamento, delle testate giornalistiche il "Quotidiano dellaCalabria", e la "Gazzetta del Sud", l'ulteriore diffusione,anche tramite siti web, delle informazioni idonee, pur indirettamente, aidentificare i minori.

b) dispone l'invio di copia del presenteprovvedimento al competente Consiglio regionale e al Consiglio nazionaledell'Ordine dei giornalisti.

Roma, 10 luglio 2008

Il presidente
Pizzetti

Il relatore
Fortunato

Il segretario generale
Buttarelli