Garante per la protezione
    dei dati personali

Prescrizioni e divieto del Garante [art. 154, 1 c) e d) del Codice]

ATTIVIT╦ GIORNALISTICA -CONSENSO ESPLICITO PER LA DIFFUSIONE DEI DATI INDENTIFICATIVI DELLA VITTIMA DIVIOLENZA SESSUALE

 

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Nella riunione odierna, in presenza delprof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti,vicepresidente, del dott. Mauro Paissan, del dott. Giuseppe Fortunato,componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

VISTA la segnalazione presentata dallasig.a XY con riferimento ad un articolo del settimanale Giornale diTreviglio, edizione del ...;

VISTO il Codice in materia di protezionedei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003 n. 196) e l'allegato codicedeontologico relativo al trattamento dei dati personali nell'eserciziodell'attivitł giornalistica (Allegato A 1);

VISTI gli atti d'ufficio e leosservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art 15 delregolamento n. 1/2000;

RELATORE il dott. Mauro Paissan;

PREMESSO:

Il settimanale il Giornale diTreviglio (edizione del ...) hapubblicato un articolo nel quale veniva riportata la notizia di una tentataviolenza sessuale ai danni di una giovane donna.

La vittima dell'aggressione si Ć rivoltaal Garante lamentando che il giornale, nel contesto della notizia, abbia resonota la sua identitł e l'indirizzo dell'abitazione dei propri genitori,indicato come il proprio luogo di residenza. La medesima ha precisato di esserestata contattata, subito dopo l'accaduto, da una giornalista del settimanalealla quale ha solo "descritto" l'episodio senza aver "maiacconsentito, nÄ in modoimplicito nÄ in modo esplicito, alla pubblicazione dei suoi dati personalinell'articolo".

A richiesta dell'Autoritł, il direttoreresponsabile del settimanale, tramite il proprio legale, ha confermato lacircostanza che la vittima aveva descritto alla giornalista l'accaduto, ma haasserito che la vittima stessa aveva prestato il proprio consenso allapubblicazione di quanto narrato, opponendo un rifiuto espresso solo in meritoalla possibilitł di essere fotografata; ha poi invocato l'applicazione dellespecifiche disposizioni riferite ai trattamenti di dati personali effettuatinell'esercizio dell'attivitł giornalistica, le quali consentono al giornalistadi trattare dati personali, anche senza il consenso dell'interessato, nelrispetto del principio dell'essenzialitł dell'informazione riguardo a fatti diinteresse pubblico, nonchÄ di trattare i dati relativi a fatti che sono resinoti direttamente dall'interessato (art. 137 del Codice in materia diprotezione dei dati personali).


CI˝ PREMESSO, ILGARANTE OSSERVA:

La pubblicazione della notizia in esametrova giustificazione nel diritto/dovere del giornalista di informare su fattidi interesse pubblico, richiamando l'attenzione su un grave tentativo diviolenza avvenuto in un piccolo comune (art. 137, comma 3 del Codice inmateria di protezione dei dati personali).

Non trova, invece, alcun fondamento, ed Ćpertanto illecita, la pubblicazione delle generalitł e dell'indirizzoriconducibile alla vittima.

Dagli elementi forniti dal settimanalenon risulta provato che la giornalista abbia acquisito il necessario consensodell'interessata. Siffatto consenso non puś infatti desumersi dalla meracircostanza, evidenziata dal direttore responsabile del settimanale, che lavittima dell'aggressione si era semplicemente resa disponibile a descriverealla giornalista l'episodio appena accadutole in quanto il consensodell'interessata doveva riguardare in modo incontrovertibile la diffusione siadelle proprie generalitł e di altri elementi identificativi, sia della propriaimmagine.

Da quanto dichiarato dal settimanale, nonsolo non si evince la prova di tale inequivocabile manifestazione di volontł,ma emergono, al contrario, elementi che testimoniano la riluttanza della donnaa consentire di associare pubblicamente la sua persona al fatto narrato. Ciśemerge, in particolare, dalla circostanza –evidenziata dallo stessodirettore responsabile- che la stessa donna aveva espresso il proprio diniegoad essere fotografata dalla giornalista.

La diffusione delle generalitł dellasegnalante doveva trovare un limite nel dovere del giornalista di tutelarne ladignitł (art. 8 del codice di deontologia), avuto riguardo alla particolarenatura delle informazioni diffuse, attinenti alla sfera sessuale, di naturasensibile, soggette ad una speciale tutela anche quando sono trattatenell'esercizio dell'attivitł giornalistica (art. 139, comma 1, del Codicee art. 11 del codice di deontologia).

Tanto le generalitł dell'interessata,quanto l'indirizzo dell'abitazione, non costituivano dettagli indispensabili aifini del corretto esercizio del diritto di cronaca (art. 6 del codice dideontologia). Tale diritto avrebbe potuto essere esercitato con ugualeefficacia omettendo tali informazioni, tenuto conto anche del fatto che laconoscenza generalizzata di tali dati era idonea ad esporre l'interessata apossibili minacce alla propria incolumitł (art. 8 Raccomandazione delComitato dei ministri del Consiglio d'Europa del 10 luglio 2003 - Principirelativi alle informazioni attraverso i mezzi di comunicazione in rapporto aprocedimenti penali).

A ciś si aggiunga la rafforzataprotezione che l'ordinamento assicura alle vittime di atti di violenzasessuale, le cui generalitł, come l'immagine, non possono essere divulgate senzail consenso, attraverso mezzi di comunicazione di massa (art. 734 bis cod.pen.).

Alla luce delle considerazioni svolte, aisensi degli artt. 143, comma 1, lett. c) e 154, comma 1 lett. d),del Codice il Garante dispone nei confronti di DMedia Group S.p.a, in qualitłdi titolare del trattamento, il divieto di ulteriore diffusione dellegeneralitł dell'interessata e dell'indirizzo riconducibile all'interessata e aisensi degli artt. 143, comma 1, lett. b) e 154, comma 1 lett. c),del Codice prescrive al medesimo soggetto di conformare i trattamenti di datiai principi richiamati nel presente provvedimento.

In caso di inottemperanza alprovvedimento di divieto si renderł applicabile la sanzione di cui all'art. 170del Codice.

Resta impregiudicato il diritto dell'interessatadi rivolgersi all'autoritł giudiziaria per esercitare ogni altra azioneritenuta opportuna a tutela dei propri diritti.

Copia del presente provvedimento Ćinviata, per le valutazioni di competenza, al competente Consiglio regionale eal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.

TUTTO CI˝ PREMESSO ILGARANTE:

a) ai sensi degli artt. 143, comma 1,lett. c) e 154, comma 1, lett. d) del Codice in materia di protezione dei datipersonali, vieta a DMedia Group S.p.a, in qualitł di titolare del trattamento,l'ulteriore diffusione dei dati relativi all'interessata di cui in motivazione;

b) ai sensi degli artt. 143, comma1, lett. b) e 154, comma 1,lett. c) del Codice prescrive almedesimo editore di conformare i trattamenti ai principi richiamati nelladecisione medesima;

c) dispone l'invio di copia del presenteprovvedimento al competente Consiglio regionale e al Consiglio nazionaledell'Ordine dei giornalisti.

Roma, 13 luglio 2005

IL PRESIDENTE
Pizzetti

IL RELATORE
Paissan

IL SEGRETARIO GENERALE
Buttarelli