Garante per la protezione
    dei dati personali

Prescrizioni e divieto del Garante [art. 154, 1 c) e d) del Codice]

Provvedimento del 7 luglio2005

IL GARANTE PER LAPROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza delprof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componentie del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

VISTA la segnalazione concernente lapuntata dell' 8 novembre 2004 della trasmissione televisiva RAI "Chi l'havisto";

VISTO il Codice in materia di protezionedei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196) e l'allegato codice dideontologia relativo al trattamento dei dati personali nell'eserciziodell'attivitł giornalistica (allegato A 1);

VISTO il provvedimento del Garantedel 16 novembre 2004 con cui il Garante ha disposto il bloccotemporaneo dei dati trattati nel corso della predetta puntata;

VISTE le osservazioni dell'Ufficioformulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento n.1/2000;

RELATORE il dott. Mauro Paissan;

PREMESSO:

Con provvedimento del 16 novembre 2004 il Garante ha disposto il blocco (art. 154,comma 1, lett. d), del Codice in materia di protezione dei dati personali) deidati trattati nel corso del programma televisivo di Rai Tre "Chi l'havisto" dell' 8 novembre 2004. In particolare, durante la puntata Ć statotrasmesso un ampio servizio riguardante la vicenda di un uomo di nazionalitł danesele cui tracce si erano perse da diversi anni e di cui erano state avviate direcente nuove ricerche, su sollecitazione di taluni familiari. Nell'ambitodella stessa puntata Ć stato riproposto anche il caso di un uomo senza-tetto diTorino, la cui identitł si ipotizzava potesse corrispondere a quella delloscomparso, diffondendo alcune immagini che lo ritraevano per strada, ovvero chedocumentavano i tentativi effettuati dalla redazione del programma peravvicinarlo allo scopo di conoscere meglio la sua storia.

In relazione al predetto servizio, il 10novembre 2004, Ć stata segnalata al Garante la violazione delle disposizionivigenti in materia di protezione dei dati personali con particolare riferimentoalle immagini diffuse nel corso della citata puntata, ritenute lesive deidiritti e della dignitł dell'uomo ripreso.

Il Garante ha acquisito la registrazionedella puntata riscontrando che alcune fra le immagini diffuse si soffermavanocon insistenza sull'uomo, anche con ripetuti e prolungati primi piani,cogliendolo in un evidente stato di difficoltł fisica e psichica; inoltre,aveva riscontrato che alcune delle immagini predette apparivano raccolte"nonostante il disagio manifestato dall'interessato o senza che ilmedesimo fosse consapevole di essere ripreso da vicino da una telecamera".

L'Autoritł ha quindi disposto il predettoblocco (provvedimento del 16 novembre 2004) evidenziando come siffatto trattamento avesseecceduto i limiti posti al diritto di cronaca, favorendo unaspettacolarizzazione del caso e violando i diritti fondamentali e la dignitłdell'interessato (artt. 2 e 137 del Codice; artt. 8 e 10 del codice dideontologia relativo al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attivitłgiornalistica), riservandosi di effettuare ulteriori accertamenti sul caso.

Contestualmente alla comunicazione delrichiamato provvedimento, il Garante ha chiesto a Rai S.p.a. di fornireelementi sul caso, con particolare riferimento alle misure che erano stateadottate per garantire la correttezza e la trasparenza nella raccolta delleimmagini dell'uomo ripreso per strada.

L'emittente televisiva ha poi fornitoriscontro alle richieste del Garante sostenendo che le immagini e i dati de quoerano stati "acquisiti ed ulteriormente trattati in modo lecito e correttoe nei limiti strettamente indispensabili al raggiungimento della finalitłperseguita dal programma, ossia consentire che qualcuno dei telespettatoripotesse riconoscere la persona ripresa". L'emittente ha anche sottolineatoche le riprese erano state effettuate "rendendo palese la presenza dellatroupe televisiva e in particolare della telecamera, circostanza che trova, tral'altro conferma nell'atteggiamento della stessa persona ripresa che piŁ voltemanifesta chiaramente consapevolezza di essere ripresa".

CI˝ PREMESSO, IL GARANTEOSSERVA

Il caso deve essere inquadratonell'ambito della disciplina dettata con riferimento ai trattamenti di datipersonali effettuati per finalitł giornalistiche, la quale consente algiornalista di raccogliere dati personali nell'esercizio della propria attivitłe di diffonderli, anche senza il consenso dell'interessato, nei limitidell'essenzialitł dell'informazione riguardo a fatti di interesse pubblico,nonchÄ nel rispetto della dignitł della persona (art. 137 del Codice; artt. 6,8 e 10 del codice di deontologia).

Tale disciplina opera anche conriferimento ad attivitł giornalistiche con connotati investigativi quale puśconsiderarsi, in termini generali, quella svolta nel caso di specie dallatestata di Rai Tre "Chi l'ha visto".

I fatti riportati nel servizio televisivopresentano alcuni profili di interesse pubblico. Il servizio documentava uncaso irrisolto di scomparsa e, contestualmente, la vicenda di un uomo che dalungo tempo vive per le strade di un quartiere torinese in evidente stato didisagio economico e psichico. Il servizio testimoniava, fra l'altro, lasolidarietł offerta da numerosi cittadini all'uomo senza-tetto, nonchÄl'iniziativa di un'associazione di volontariato che –come precisato dallamedesima in una nota inviata al Garante- aveva a suo tempo segnalato il casoalla redazione di "Chi l'ha visto" proprio nell'auspicio diconsentire a questo uomo in difficoltł di recuperare la propria identitł econdizioni di vita migliori.

Tali presupposti giustificavano, intermini generali, il trattamento da parte della testata giornalistica dei datirelativi ai soggetti protagonisti delle due storie raccontate, anche mediantela raccolta e la diffusione di immagini che li riguardano.

Tuttavia, come piŁ volte ricordato dalGarante, era dovere dei giornalisti raccogliere le informazioni nel rispettodei principi di correttezza e di trasparenza, evitando artifici e pressioniindebite (art. 11, comma 1, lett. a) del Codice e art. 2 del codice dideontologia), nonchÄ astenendosi dal fornire notizie o pubblicare immagini ofotografie lesive della dignitł della persona interessata (artt. 8 e 10 delcodice di deontologia).

Tali principi non risultano essere statirispettati nel caso di specie. L'istruttoria conferma al riguardo quantorilevato nel provvedimento di blocco, risultando evidente come talune immaginiche ritraggono l'uomo senza-tetto siano state raccolte nonostante il disagio dalui manifestato o senza che il medesimo fosse sempre consapevole –comeinvece sostenuto da Rai S.p.a.- di essere ripreso da vicino da una telecamera.Tale ultima circostanza Ć chiaramente riscontrabile con riferimento ai ripetutie prolungati primi piani dell'interessato effettuati dalla telecamera duranteil sonno di questi.

Se, come sostenuto da RAI s.p.a., scopodelle riprese ravvicinate era quello di acquisire immagini quanto piŁ possibiledettagliate dell'uomo senza-tetto di Torino al fine di consentire ai figlidello scomparso di effettuare un confronto con le fotografie del padre, ovverodi consentire il riconoscimento dell'uomo anche da parte di terzi, talifinalitł avrebbero potuto essere comunque perseguite senza violare spazi diintimitł (quali sono anche i momenti di riposo) e nel rispetto della dignitłdell'uomo, anche tramite eventuali altri contatti con la famiglia ed evitando,in ogni caso, eccessi di spettacolarizzazione anche attraverso l'insistentemessa in onda di dettagli.

Alla luce delle considerazioni svolte, insostituzione del blocco temporaneo di dati disposto con provvedimento del 16 novembre 2004 nei confronti di RAI S.p.a, ai sensi dell'art.143, comma 1, lett. c), e 154, comma 1, lett. d) del Codice, si dispone neiconfronti del medesimo soggetto, in qualitł di titolare del trattamento, ildivieto di ulteriore diffusione dei dati trattati nella puntata dell'8 novembre2004, limitatamente ai primi piani che ritraggono nel sonno l'uomo senza-tettodi Torino. Ai sensi dell'art. 143, comma 1, lett. b) e dell'art. 154, comma 1,lett. c), si prescrive inoltre a RAI S.p.a. di conformare i trattamenti di datiai principi richiamati nel presente provvedimento.

Copia del presente provvedimento Ć inviata,per le valutazioni di competenza, anche al competente Consiglio regionale e alConsiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.

TUTTO CI˝ PREMESSO ILGARANTE:

a) in sostituzione del blocco temporaneodi dati disposto con il provvedimento del 16 novembre 2004, dispone, ai sensidegli artt. 143, comma 1, lett. c) e 154, comma 1, lett. d) del Codice inmateria di protezione dei dati personali, a RAI S.p.a., in qualitł di titolaredel trattamento dei dati oggetto della segnalazione, il divieto di ulteriorediffusione dei dati trattati nella puntata dell'8 novembre 2004, limitatamenteai primi piani che ritraggono nel sonno l'uomo senza-tetto di Torino;

b) ai sensi dell'art. 143, comma 1, lett.b) e dell'art. 154, comma 1, lett. c), del citato Codice prescrive a RAI S.p.a.di conformare i trattamenti ai principi richiamati nel presente provvedimento;

c) dispone l'invio di copia del presenteprovvedimento al competente Consiglio regionale e al Consiglio nazionaledell'Ordine dei giornalisti.

Roma, 7 luglio 2005

IL PRESIDENTE
Pizzetti

IL RELATORE
Paissan

IL SEGRETARIO GENERALE
Buttarelli