Garante per la protezione
    dei dati personali

Prescrizioni e divieto del Garante [art. 154, 1 c) e d) del Codice]

Provvedimento del 7luglio 2005

GARANTE PER LA PROTEZIONEDEI DATI PERSONALI

Nella riunione odierna, in presenza delprof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti,vicepresidente, del dott. Mauro Paissan, del dott. Giuseppe Fortunato,componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

VISTA la segnalazione presentatada XY;

VISTO il Codice in materia di protezionedei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196) e l'allegato codice dideontologia relativo al trattamento dei dati personali nell'eserciziodell'attivitł giornalistica (Allegato A 1);

Visti gli atti d'ufficio e leosservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 delregolamento n. 1/2000;

Relatore il dott. Mauro Paissan;

PREMESSO:

Il quotidiano la Padania (edizioni del zx, ws, wz, yw, zy, jxe xk) ha dedicato ampio spazio ad una complessa vicenda riguardante lecase da gioco di Lugano e Campione e, piŁ specificamente, alla denuncia sportada XY, presidente di un'associazione contro i fenomeni di usura e diestorsione, in ordine ad un possibile giro di usura collegato all'attivitł diuna di tali case.

Il presidente dell'associazione harivolto al Garante una segnalazione lamentando una violazione della disciplinain materia di protezione dei dati personali con riguardo alla pubblicazione dinumerose informazioni che lo riguardavano. In particolare, ha evidenziato,oltre al tono degli articoli ritenuto particolarmente offensivo, la circostanzache il quotidiano avesse pubblicato alcuni dati personali -il suo indirizzo ealtri dati relativi alla propria convivente- considerati eccedenti rispetto alcorretto esercizio del diritto/dovere di cronaca. Il segnalante ha specificatoche la diffusione di tali dati sarebbe stata causa di "numerose e graviminacce, anche di morte", nonchÄ di altre azioni intimidatorie promossenei suoi confronti e denunciate all'autoritł giudiziaria.

OSSERVA:

La disciplina relativa ai trattamentieffettuati nell'esercizio dell'attivitł giornalistica in vigore all'epoca incui il trattamento oggetto della segnalazione Ć stato effettuato (artt. 12,comma 1, lett. e), 20, comma 1,lett. d) e 25 della legge n.675/1996) e ora riprodotta senza sostanziali modifiche nel Codice in materia diprotezione dei dati personali (art. 137), permette al giornalista,nell'esercizio della propria attivitł, di trattare dati personali ancheprescindendo dal consenso dell'interessato. Anche la comunicazione e ladiffusione dei dati devono rispettare i limiti posti al diritto di cronaca, trai quali rileva quello dell'"essenzialitł dell'informazione riguardo afatti di interesse pubblico",oltre che la dignitł della persona (cfr., anche, artt. 5 e 6 del codice dideontologia relativo al trattamento dei dati personali nell'eserciziodell'attivitł giornalistica).

I servizi giornalistici in esameriguardano una vicenda che, in particolare a livello locale, aveva assunto uncerto rilievo, sia per la questione (un possibile giro di usura nell'ambito diuna casa da gioco frequentata anche da italiani), sia per la particolareattenzione che diversi organi di informazione, da tempo, stavano dedicando adessa. Tali elementi rappresentavano un idoneo fondamento ad una trattazionedella vicenda da parte del quotidiano, come pure ad una manifestazione di opinionie rilievi critici su di essa (art. 6, comma 3, del codice di deontologia).

Anche l'attenzione focalizzata sullafigura del segnalante trovava una giustificazione di fondo nella peculiareposizione da questi assunta nell'intera vicenda (cfr. art. 6, comma 1, delcodice di deontologia), sebbene ciś non giustificasse il tenore, ritenutoaggressivo, di talune espressioni. La vicenda riferita dal giornale, infatti,come si evince dagli atti, aveva preso le mosse proprio da alcune dichiarazionirese dallo stesso segnalante, anche attraverso alcune sue interviste rilasciateagli organi di informazione (art. 25, comma 1, della legge n. 675/1996; ora,art. 137, comma 3, del Codice); anche la diffusione di alcune informazionirelative al suo lavoro e a passate vicende finanziarie e giudiziarie sigiustificava nell'ottica di suscitare una piŁ ampia riflessione sullafondatezza delle sue dichiarazioni.

Alla luce di quanto sopra, la contestatadiffusione di taluni dati personali del segnalante non risulta dagli attiillecita, tenuto conto che alcuni di essi erano stati resi noti dallo stessonel corso delle citate interviste, nella sua qualitł di presidente dellamenzionata associazione, mentre altri sono stati dichiaratamente desunti daatti e registri consultabili presso le camere di commercio.

Risulta poi conforme alle disposizioni inmateria di protezione dei dati la scelta di non pubblicare le generalitłcomplete delle persone che sono risultate vittime di usura a seguito di alcuneattivitł di indagine effettuate dalla magistratura locale. Tale misura Ć inlinea con una specifica garanzia disposta dal legislatore con riguardo a talisoggetti (art. 19, comma 5, l. 23-2-1999 n. 44: "Disposizioniconcernenti il Fondo di solidarietł per le vittime delle richieste estorsive edell'usura"), oltre che essereconforme a principi ormai consolidati con riferimento ai dati relativi apersone offese da un reato (art. 8 Raccomandazione del Comitato deiministri del Consiglio d'Europa del 10 luglio 2003-"Principi relativialle informazioni attraverso i mezzi di comunicazione in rapporto aprocedimenti penali";provvedimento del Garante 11 luglio 2002, in Bollettino n. 30/2002, pag. 8).

Risultano eccedenti, invece, i datirelativi al presunto rapporto di convivenza del segnalante accompagnatidall'indicazione delle generalitł, il luogo e la data di nascita diquest'ultima, i suoi mutamenti di residenza, l'indirizzo della sua abitazione,la circostanza di essere proprietaria dell'immobile nel quale vive. Ladiffusione delle predette informazioni, infatti, contrasta con il principio diessenzialitł dell'informazione, il quale si traduce anche nel dovere delgiornalista di evitare riferimenti a congiunti o ad altri soggetti noninteressati ai fatti riportati (art. 5, comma 1, del codice di deontologia).

Alla luce delle considerazioni svolte, aisensi degli artt. 143, comma 1, lett. b) e 154, comma 1 lett. c), del Codiceprescrive a Editoriale Nord Scarl, in qualitł di titolare del trattamento deidati personali oggetto della segnalazione, di conformare i trattamenti aiprincipi sopra richiamati.

Le prescrizioni impartite da questaAutoritł non riguardano gli altri profili, pure evidenziati dal segnalante,concernenti le espressioni ritenute lesive e diffamatorie, rispetto alle qualil'interessato puś far valere i propri diritti dinanzi all'autoritł giudiziaria,ove ne ricorrano i presupposti.

Copia del presente provvedimento Ćinviata, per le valutazioni di competenza, anche al competente Consiglioregionale e al Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.

TUTTO CI˝ PREMESSO ILGARANTE:

a) ai sensi degli artt. 143, comma1, lett. b) e 154, comma 1, lett.c) del Codice in materia diprotezione dei dati personali, prescrive a Editoriale Nord Scarl, in qualitł dititolare del trattamento dei dati personali oggetto della segnalazione, diconformare i trattamenti ai principi richiamati nel presente provvedimento;

b) dispone l'invio di copia dellapresente decisione al competente Consiglio regionale e al Consiglio nazionaledell'Ordine dei giornalisti.

Roma, 7 luglio 2005

IL PRESIDENTE
Pizzetti

IL RELATORE
Paissan

IL SEGRETARIO GENERALE
Buttarelli