Garante per la protezione
    dei dati personali


v. provvedimento del 19 marzo 2003]

Attivitł giornalistica - Divieto diffusione foto segnaletiche

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Nella riunione odierna, in presenza del prof. Stefano Rodotł, presidente, del prof. Giuseppe Santaniello, vice-presidente, del prof. Gaetano Rasi e del dott. Mauro Paissan, componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

Rilevato che nei giorni scorsi diversi organi di informazione hanno diffuso varie immagini di foto segnaletiche riguardanti persone, anche nominativamente indicate, sottoposte a misure restrittive della libertł personale, in relazione ad una indagine su stupefacenti e prostituzione in corso a Roma, immagini poste con evidenza a disposizione di organi di stampa da operatori di polizia, come emerge dalle recenti pagine di quotidiani che mostrano un operatore che esibisce a giornalisti numerose foto segnaletiche;

Constatato in particolare che, dalle prime risultanze acquisite da questa Autoritł, le citate foto segnaletiche risultano, allo stato, pubblicate dai seguenti quotidiani: "la Repubblica" del 21, 22 e 23 novembre 2003, "Il Corriere della sera" del 25 e 26 novembre 2003, "Il Messaggero"del 20 novembre 2003, "Il Giornale" del 21 novembre 2003, il "Tempo" del 20 novembre 2003, "Il Mattino" del 21 novembre 2003 e l'"Avvenire" del 26 novembre 2003;

Rilevato altresô che da segnalazioni pervenute le predette foto segnaletiche risultano essere state diffuse anche da testate televisive in fase di individuazione;

Visti gli artt. 9, 12, 20, 25 e 31 della legge n. 675/1996;

Visto l'art. 8 del codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attivitł giornalistica (provvedimento del Garante 29 luglio 1998, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 179 del 3 agosto 1998), il quale, al comma 2, dispone che "Salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia, il giornalista non riprende nÄ produce immagini e foto di persone in stato di detenzione senza il consenso dell'interessato";

Vista la legge 22 aprile 1941, n. 633, la quale, all'art. 97, dispone che: "Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell'immagine Ć giustificata (╔) da necessitł di giustizia o di polizia (╔) o quando la riproduzione Ć collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.

Il ritratto non puś tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l'esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all'onore, alla reputazione od anche al decoro nella persona ritrattata";

Rilevato che la pubblicazione delle immagini sopra richiamate ha comportato violazioni delle predette disposizioni con pregiudizio per la dignitł delle persone interessate che Ć tutelata dalla legge n. 675/1996 anche in riferimento ai trattamenti di dati personali per scopi di prevenzione, accertamento o repressione dei reati;

Constatato, in particolare, che in relazione ai casi sopra indicati di divulgazione delle immagini fotografiche segnaletiche degli indagati non risultano sussistenti i necessari fini di giustizia e di polizia per la messa a disposizione di giornalisti delle immagini e la loro conseguente diffusione;

Rilevato che il Garante ha gił constatato in altri casi l'illiceitł di siffatto trattamento di dati, da ultimo con provvedimento del 19 marzo 2003;

Considerato che in tema di divulgazione di dati personali concernenti persone coinvolte a vario titolo in indagini o procedimenti penali si Ć peraltro svolto in passato un confronto proficuo tra il Garante e i vertici delle forze dell'ordine, con ampia convergenza di vedute riguardo alla necessitł di garantire una corretta applicazione delle norme vigenti, tenendo presente l'esigenza di assicurare al tempo stesso il perseguimento delle finalitł di accertamento, prevenzione e repressione dei reati e il rispetto dei diritti della personalitł degli interessati; considerato che in tale circostanza si era anche concordato sulla necessitł del rispetto dei principi di liceitł e correttezza, nonchÄ di pertinenza e non eccedenza rispetto alle finalitł per cui i dati sono raccolti e successivamente trattati (art. 9,  1, lett. a) e d) legge n. 675/1996);

Considerato che tale proficuo confronto aveva trovato sbocco in ulteriori istruzioni da parte di forze dell'ordine e, in particolare, in una circolare del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno, trasmessa anche alle questure (circolare N. 123/A/183.B.320 del 26 febbraio 1999), che richiamava anche l'attenzione sulla necessitł che, anche nell'ipotesi di evidente ed indiscutibile "necessitł di giustizia o di polizia" alla diffusione di immagini, "il diritto alla riservatezza ed alla tutela della dignitł personale va sempre tenuto nella massima considerazione";

Constatato che, per effetto della violazione degli obblighi sopra richiamati da parte del personale operante, e del mancato vaglio circa la liceitł della pubblicazione del genere di immagini in questione, sono state divulgate illecitamente in ambito giornalistico immagini relative a persone identificate;

Considerato che il Garante, ai sensi dell'art. 31, comma 1, lett. l), della legge n. 675/1996, come modificato dall'art. 11, comma 2, del d.lg. 28 dicembre 2001, n. 467, ha il compito di vietare anche in parte o di disporre il "blocco" dei dati personali se il trattamento risulta "illecito o non corretto (╔) oppure quando, in considerazione della natura dei dati o, comunque, delle modalitł del trattamento o degli effetti che esso puś determinare, vi Ć il concreto rischio del verificarsi di un pregiudizio rilevante per uno o piŁ interessati";

Ritenuta la necessitł di vietare alle testate sopra indicate l'ulteriore diffusione delle immagini in questione, pena l'applicazione della sanzione di cui all'art. 37, comma 1, della legge n. 675/1996, con effetto dalla data di comunicazione del presente provvedimento, e ritenuta la necessitł di disporre analogo divieto nei riguardi delle testate televisive a carattere nazionale indicate in atti;

Considerata la necessitł di provvedere a contestuale segnalazione alle medesime testate ai sensi dell'art. 31, comma 1, lett. c) della legge n. 675/1996 e di disporre l'invio di copia del presente provvedimento ad autoritł ed organismi per le valutazioni di competenza anche di ordine disciplinare richiamate anche nella predetta circolare;

Viste le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

Relatore il prof. Gaetano Rasi;

TUTTO CI˝ PREMESSO, IL GARANTE:

1) ai sensi dell'art. 31, comma 1, lett. l), della legge n. 675/1996, vieta all'editore e al direttore responsabile dei quotidiani "la Repubblica", "Il Corriere della sera", "Il Messaggero", "Il Giornale", "Il Tempo", "Il Mattino" e l'"Avvenire", nonchÄ delle testate televisive indicate in atti, l'ulteriore diffusione delle immagini indicate in premessa e segnala ai soggetti destinatari del presente provvedimento, ai sensi della lettera c) del medesimo articolo, la necessitł di conformare i trattamenti di dati personali ai principi richiamati nel provvedimento medesimo, astenendosi da ulteriori trattamenti in difformitł dei medesimi principi;

2) dispone l'invio di copia del presente provvedimento ai competenti consigli regionali e al Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, al Capo della Polizia-Direttore generale della pubblica sicurezza.

Roma, 26 novembre 2003

Il presidente
Rodotà

Il relatore
Rasi

Il segretario generale
Buttarelli