Garante per la protezione
    dei dati personali


Comunicato Stampa

GARANTE PRIVACY: LA TRASPARENZA DELLAPA NON DEVE TRASFORMARSI IN UN PREGIUDIZIO PER I CITTADINI PIŁ DEBOLI

Loha affermato la professoressa Licia Califano, Componente dell'Autorità Garanteper la privacy nel seminario organizzato dalla stessa Autorità nell'ambito della XXX Assemblea Anci, in corso a Firenze. Il seminario eradedicato proprio al tema del corretto bilanciamento tra le finalità connessealla pubblicazione delle notizie sull'attività amministrativa e il diritto allariservatezza e alla dignità delle persone.

LiciaCalifano ha messo in guardia dai rischi per la vita privata di una diffusioneindiscriminata e generalizzata di dati personali "basata su unmalinteso e dilatato principio di trasparenza". E ha posto l'accentosulla necessità che l'accessibilità alle informazioni del settore pubblico siconiughi con la tutela della privacy dei cittadini, a partire da quelli chericevono sussidi economici pubblici perché versano in particolari condizioni dibisogno e disagio sociale.

Laprofessoressa ha ricordato i profili problematici sollevati dal Garante e isuggerimenti accolti dal Governo riguardo alle nuove norme sulla pubblicità etrasparenza recentemente entrate in vigore con il Decreto legislativo n.33/2013. L'originario impianto delle norme, infatti, prevedeva l'obbligo dipubblicazione di qualsiasi informazione senza particolari filtri, e si sarebbequindi rivelata fortemente lesiva della dignità degli interessati. L'interventodel Garante ha invece evitato che venissero diffusi dati sullo statoeconomico-sociale dei più bisognosi, ma soprattutto ha imposto il divieto dipubblicare dati "supersensibili", come quelli sulla salute. IlGoverno ha anche accolto il suggerimento del Garante di rendere anonimi datipersonali contenuti nei documenti per i quali è prevista una pubblicazionefacoltativa da parte delle PA.

L'analisiad "impatto privacy" operata dal Garante non è stata tuttaviarecepita in toto. "Permangono - ha sottolineato Califano - fortielementi di criticità". A partire dalla previsione di indicizzare gliatti e i documenti pubblicati on line: di consentire cioè la lororintracciabilità mediante i più comuni motori di ricerca. Questo - ha messo inluce la Componente del Collegio Garante - "svuota di contenuto ildiritto all'oblio cristallizzando nel tempo informazioni spesso superate",lasciando le persone indifese rispetto all'eventualità che notizie del passatopossano riemergere senza alcun controllo o connessione logica. Il Garante avevasollecitato invece il Governo a puntare sulla rintracciabilità di determinatidocumenti solo mediante motori di ricerca interni ai siti web delle singole PA,in modo tale da consentire accessi selettivi e coerenti con gli scopi dellapubblicazione on line.

Ultimoaspetto, ma non meno importante, quello della conservazione dei documenti suisiti istituzionali che di fatto ha come effetto la loro permanenza on line perun tempo illimitato: circostanza che, ha affermato Licia Califano, si pone incontrasto con i principi comunitari stabiliti dalla Direttiva 95/46/CE in materia di protezione dati.

Firenze, 24 ottobre 2013

 

Il testo dell'intervento della Prof.ssa Licia Califano