Garante per la protezione
    dei dati personali


Comunicato Stampa

GIUSTIZIA: ARRIVANO LEREGOLE PER CONSULENTI E PERITI DEI MAGISTRATI

Arrivano le regole per i periti e iconsulenti di giudici e pubblici ministeri. Nelle informative al magistratosolo dati necessari per adempiere all’incarico ricevuto; conservazione a tempodelle informazioni raccolte; incroci di dati solo su autorizzazione dellamagistratura; rigorose misure per evitare che i dati vengano indebitamentedivulgati. Il Garante privacy ha adottato le linee guida, pubblicateoggi sulla Gazzetta Ufficiale, con le quali si danno indicazioni rigorose sullagestione delle informazioni raccolte e degli archivi di questi professionisti,che, operando su incarico di autoritą giudiziaria, talvolta piĚ di una  eper giudizi differenti, vengono a conoscenza e accumulano una grande quantitądi dati personali.

Solo dati necessari
Il consulente eil perito, nominati dal giudice o dal pubblico ministero nell'ambito diprocedimenti civili, penali e amministrativi, possono raccogliere e trattarelecitamente dati personali nei limiti in cui Ź necessario per adempiereall'incarico ricevuto e solo nell'ambito dell'accertamento demandato. Lerelazioni e le informative fornite al magistrato ed eventualmente alle partinon devono né riportare dati, "specie se di natura sensibile o dicarattere giudiziario o comunque di particolare delicatezza", nonpertinenti all'oggetto della perizia, né contenere informazioni personali disoggetti estranei al procedimento.

L'eventuale utilizzo incrociato di dati Źconsentito se chiaramente collegato alle indagini che sono state delegate e seautorizzato dalle singole autoritą giudiziarie interessate.
Conservazionee cancellazione dei dati

Una volta espletato l'incarico,l'ausiliario dei giudice deve consegnare per il deposito agli atti delprocedimento non solo la propria relazione, ma anche la documentazionefornitagli dal magistrato e quella ulteriore acquisita nel corso dell'attivitąsvolta. Al di fuori delle ipotesi stabilite per legge o da specificheautorizzazioni del magistrato, il consulente e il perito non possono, quindi,conservare, in originale o in copia, in formato elettronico o su carta, leinformazioni personali raccolte nel corso dell'incarico.

Comunicazione delle informazioni
Leinformazioni acquisite nel corso dell'accertamento possono essere comunicatealle parti con le modalitą e nel rispetto dei limiti fissati dalle norme sullasegretezza e riservatezza degli atti processuali. Eventuali comunicazioni didati a terzi, se ritenute indispensabili per le finalitą dell'indagine, devonorispettare quanto stabilito per legge o essere preventivamente autorizzate dalmagistrato.

Misure di sicurezza
Fino al momentodella consegna al giudice o al pubblico ministero delle risultanze dell'attivitąsvolta, consulenti e periti sono obbligati ad adottare misure tecniche edorganizzative per evitare una indebita divulgazione delle informazioni o allaloro perdita o distruzione.

Il provvedimento Ź stato inviato alMinistero della giustizia e al C.S.M.

Roma, 31 luglio 2008