Garante per la protezione
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Comunicato Stampa

PAISSAN: I GIORNALISTI MISURINO LA LORO LIBERTÀ CON LA TUTELA DELLA DIGNITÀ DELLE PERSONE

"La privacy non può essere evocata per negare la necessaria trasparenza dei poteri, ma non è vero che ogni notizia deve essere comunque data: il giornalista è chiamato a misurare la propria libertà rispetto al dovere di tutelare la dignità delle persone".

Intervenendo alla tradizionale Conferenza di primavera dei Garanti europei, in corso a Larnaka (Cipro), Mauro Paissan, sintetizza così i punti fermi che devono guidare il delicato rapporto tra tutela della privacy e diritto all'informazione.

Dopo aver ripercorso la specificità del caso italiano riguardo in particolare ai poteri del Garante in materia di informazione, Paissan si è soffermato sulle recenti polemiche che hanno visto protagonista l'Autorità. Esse "hanno posto sotto i riflettori temi cruciali come il confine tra tutela della privacy delle persone note e i criteri per individuare cosa è essenziale per ricostruire fatti di interesse pubblico e cosa no".

Proprio sul concetto fondamentale di essenzialità dell'informazione, il componente del Garante ha ricordato come spetti proprio al giornalista la precisa responsabilità di "valutare se, nel riferire di una notizia, la diffusione di un dato personale è essenziale per l'interesse pubblico" o meno, sottolineando come sia "curiosa la pretesa dei giornalisti di non dover rendere conto a nessuno di come fanno informazione".

Infine, Internet e i motori di ricerca. La Rete fa venire meno ogni limite di spazio e di tempo e ciò "comporta la lesione del diritto all'oblio, cioè del diritto a veder dimenticata una notizia che ci riguarda passato un ragionevole periodo di tempo", mentre i motori di ricerca pongono il problema ancor più rilevante delle notizie errate e incomplete che, girando senza controllo sul web, possono ledere gravemente l'immagine delle persone.

Larnaka, 11 maggio 2007