Garante per la protezione
    dei dati personali


Comunicato Stampa

LE CARTE DI FEDELTÀ NON DEVONO ESSERE RIFATTE

Le aziende della grande distribuzione, alimentare  e non,  che rilasciano le cosiddette carte di fedeltà non dovranno annullare o rifare ex novo le carte.

In riferimento a quanto riportato dall'Ansa riguardo alla presunta necessità di rivedere i 40 milioni di carte di fedeltà rilasciate dalla grande distribuzione, il Garante precisa  che la notizia è destituita di ogni fondamento e chiarisce quanto segue:

1. Le società non devono chiedere ai clienti il consenso per l'uso dei loro dati quando rilasciano carte di fedeltà ai soli fini di sconti, premi, bonus, servizi accessori, facilitazioni di pagamento. É sufficiente una adeguata informativa sull'uso dei dati personali trattati a questo scopo.

2. Il consenso libero ed informato dei clienti deve essere invece richiesto quando i dati personali raccolti tramite la carte di fedeltà vengono usati anche ad altri fini, quali, ad esempio, il marketing personalizzato, lo studio dei comportamenti e delle scelte d'acquisto, l'individuazione di fasce di reddito. I consumatori hanno diritto di non dare il consenso all'uso dei dati per tali scopi, senza per questo dover rinunciare alla carta di fidelizzazione.

3. I dati registrati per scopi diversi da quelli del semplice rilascio della carta, come appunto il marketing e la profilazione dei consumatori, devono essere cancellati rispettivamente dopo un anno e dopo due anni.

4. La cancellazione di questi dati non pregiudica l'utilizzo della carta da parte dei consumatori né impone di annullare o rifare le carte già rilasciate o di richiedere un nuovo consenso. Il consenso validamente acquisito dalle società, sulla base delle regole in vigore da anni, non perde infatti efficacia con il passare del tempo.

Roma,  29 luglio 2005

* v. anche Provvedimento generale:

"Fidelity card" e garanzie  per i consumatori. Le regole del Garante per i programmi di fidelizzazione - 24 febbraio 2005

* v. anche Comunicato stampa del 3 marzo 2005