Garante per la protezione
    dei dati personali


Comunicato Stampa

OMICIDIO CAMPOBASSO: "INFORMARE MA CON SOBRIETÀ, RISPETTANDO LA DIGNITÀ DELLE VITTIME"

"E' doveroso astenersi dal diffondere dettagli non indispensabili su fatti di cronaca gravissimi, specie nel caso le vittime siano minori. La sobrietà nelle cronache non ostacola il giusto dovere di informare su fatti che colpiscono l'opinione pubblica".

Il Garante (composto da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato) interviene sul caso della madre e della figlia uccise a Campobasso, forse vittime anche di violenza sessuale, e invita quanti operano nel mondo dell'informazione, ma anche tutti gli organi pubblici competenti, al rispetto della dignità delle vittime, in particolare della minore uccisa.

Il Garante, come già avvenuto per casi analoghi, pur in presenza di un fatto d'interesse pubblico legittimamente oggetto del diritto di cronaca, richiama l'attenzione di quanti sono tenuti al segreto investigativo o professionale a verificare, già in queste prime fasi, che la eventuale diffusione di dati sanitari avvenga in maniera conforme alle norme.

I giornalisti, da parte loro, valutino, con la massima attenzione e responsabilità, l'effettiva necessità di riferire dettagli e particolari non essenziali ai fini di una corretta informazione sulla vicenda. Anche tenendo presenti le disposizioni penali che tutelano la riservatezza delle vittime di violenza sessuale (art.734 bis del codice penale).

Il Garante ha ricordato che la normativa sulla protezione dei dati personali, tutela la dignità e i diritti della personalità anche nei confronti di coloro che sono deceduti, i diritti dei quali possono essere fatti valere da chiunque vi abbia interesse.

Roma, 2 maggio 2005