Garante per la protezione
    dei dati personali


Comunicato Stampa

RASI: "IL DIRITTO ALLA PRIVACY NON PREGIUDICA IL DIRITTO ALL'INFORMAZIONE"

"Le norme in materia di trattamento di dati personali a fini giornalistici assicurano il rispetto di diritti costituzionalmente garantiti quali la riservatezza, l'identità personale e la protezione dei dati personali senza pregiudicare la libertà di informazione anch'essa tutelata da norme costituzionali".

Lo ha precisato il prof. Gaetano Rasi, componente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, nel suo intervento tenuto oggi alla Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia.

Il bilanciamento tra diritto all'informazione e tutela dei della dignità della persona resta però, secondo Rasi, in larga misura un compito affidato al giornalista, il quale, nella sua autonomia, acquisisce, seleziona e pubblica dati utili ad informare la collettività su fatti di rilevanza generale.

É lo stesso Codice deontologico dei giornalisti del 1998 a ribadire la necessità che sia il giornalista, nell'offrire una corretta informazione al pubblico, a valutare di volta in volta che il suo operato sia rispettoso delle persone, sia direttamente che indirettamente coinvolte in fatti di cronaca.

Nel ripercorrere le tappe di sviluppo del quadro normativo in materia, Rasi ha ricordato, oltre al Codice della privacy, entrato in vigore 1° gennaio di quest'anno, anche il documento messo a punto dall'Autorità nel giugno scorso. Elaborato in risposta ai quesiti dell'Ordine dei giornalisti, esso contiene indicazioni utili per un corretto equilibrio tra diritto di cronaca e tutela della dignità delle persone, valorizzando nel contempo l'autonomia e la responsabilità del giornalista.

Con questo documento — ha concluso Rasi - l'Autorità ha voluto nuovamente sottolineare la grande responsabilità affidata al giornalista nello svolgimento del suo lavoro affinché, nella giusta esigenza di informare su fatti di interesse pubblico, non vi siano però pregiudizi alla dignità delle persone, soprattutto laddove le vicende riportate vedano coinvolti minori o siano trattate notizie riguardanti abusi sessuali o la salute delle persone.

Roma, 21 dicembre 2004