Garante per la protezione
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Comunicato Stampa

SANTANIELLO. LIBERTA' DI INFORMAZIONE "NUOVO DIRITTO" DA TUTELARE

"La Carta dei diritti fondamentali europei non si limita a sancire il diritto di tutti i cittadini alla manifestazione del pensiero, ma tutela in maniera esplicita anche la libertà dei media e del pluralismo dell'informazione. Possiamo dire che è la prima volta che sul vasto orizzonte giuridico delle norme di garanzia una carta fondamentale protegge non solo i diritti inviolabili dei popoli ma anche, quale "nuovo diritto", la libertà dei media e soprattutto quel valore fondamentale che è la linfa vitale della democrazia, cioè il pluralismo dell'informazione".

Lo ha affermato Giuseppe Santaniello, Vice Presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, intervenendo al convegno organizzato dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, per la presentazione dell'Annuario 2002.

Santaniello ha anzitutto posto in rilievo la collocazione di ampia rilevanza dell'Ordine dei Giornalisti nel sistema dell'informazione. Ha ricordato che l'inquadramento più nitido di tale posizione dell'Ordine dei giornalisti è racchiuso nelle numerose pronunce della Corte Costituzionale, la quale ha qualificato l'ordine professionale come strumento per rafforzare la posizione dei giornalisti nei loro rapporti con i datori di lavoro e come strumento per garantire nel modo più pieno la libertà del giornalista di svolgere la propria attività al riparo da ogni indebito condizionamento.

"Con una formula di sintesi - ha ricordato il Vice Presidente del Garante - la Corte ha attribuito all'Ordine dei giornalisti una funzione di garanzia, poiché la vigilanza dell'Ordine non è predisposta a tutela della sola libertà dei giornalisti, ma è strumento sia pure mediato di protezione dell'interesse generale sottostante al diritto riconosciuto dall'art. 21 della Costituzione".

Santaniello ha anche ricordato come lo stesso Codice deontologico rappresenti un momenti di grande valore, rappresentando il punto di incontro, di accorto bilanciamento, di sapiente raccordo tra il diritto di cronaca e la tutela della riservatezza della persona.

"Il Codice deontologico - ha sottolineato Santaniello - è stato accolto con carattere di unanimità dagli operatori del settore e possiamo rilevare che in tutti i numerosi ricorsi decisi dal Garante della Privacy che hanno tratto origine dall'esercizio del diritto di cronaca da parte dei giornalisti, le norme del Codice hanno costituito un punto essenziale di riferimento per le decisioni adottate".

Un altro momento particolarmente rilevante va, infine, individuato nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la quale rappresenta oggi uno dei punti più avanzati, a livello sovranazionale, per la tutela di quei diritti inviolabili della persona umana tra cui va annoverato, con primaria importanza, la libertà di informare e la libertà di essere informati.

Roma, 2 luglio 2002