Garante per la protezione
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Comunicato Stampa

DIRITTO DI CRONACA: SBAGLIATO PUBBLICARE FOTO DI MINORI, ANCHE SE FIGLI DI PERSONAGGI NOTI

Il diritto dei minori alla riservatezza deve essere sempre considerato primario rispetto al diritto di cronaca, anche quando si tratta di figli di personaggi noti. La notorietà di determinate persone o l'esercizio di funzioni pubbliche non può comportare un affievolimento della tutela riconosciuta a familiari e, in particolare, a minori.

I due principi sono stati ribaditi dal Garante (Stefano Rodotà, Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi, Mauro Paissan) nella decisione adottata riguardo alla segnalazione presentata da un personaggio pubblico che si era rivolto all'Autorità dopo aver visto pubblicate su due settimanali le foto del figlio minore in primo piano, all'ingresso di un immobile sede di uno studio medico pediatrico.

Nell'esaminare la questione, il Garante ha rilevato che le immagini pubblicate sono state riprese senza che ricorressero né il diritto di cronaca né, a maggior ragione, il requisito dell'essenzialità dell'informazione rispetto ad un fatto di interesse pubblico. Sulla base, poi, delle modalità con le quali le foto sono state scattate, non poteva ritenersi espresso né un consenso da parte dell'interessato né la volontà di rendere noto direttamente un fatto o una circostanza.

Il trattamento dei dati personali nell'ambito dell'attività giornalistica deve rispettare - ha spiegato il Garante - le prescrizioni della legge sulla privacy e del codice deontologico dei giornalisti che prevedono una tutela più rafforzata per il diritto alla riservatezza dei minori. Tale diritto deve essere sempre considerato come primario rispetto al diritto di critica e di cronaca, anche quando il minore sia coinvolto in fatti di cronaca o sussista un motivo di rilevante interesse pubblico alla conoscenza di determinate notizie: in questi casi, il giornalista deve comunque "farsi carico delle responsabilità di valutare se la pubblicazione sia davvero nell'interesse oggettivo del minore, secondo i principi e i limiti stabiliti dalla Carta di Treviso". La notorietà del personaggio può giustificare - ha precisato l'Autorità - la raccolta di notizie e dati che hanno rilievo sul ruolo o sulla vita pubblica dell'interessato, ma non consente di raccogliere o diffondere informazioni riguardanti la sua vita privata, specialmente - come nel caso in questione - quando queste informazioni non hanno alcun rilievo sul suo ruolo pubblico.

La notorietà o l'esercizio di funzioni pubbliche non può comportare, insomma, un affievolimento della tutela riconosciuta a congiunti ed in particolare a minori. Sebbene le foto pubblicate e le loro didascalie non evidenzino in senso negativo la figura del personaggio pubblico, sussiste il diritto di quest'ultimo a prevenire ogni ulteriore utilizzazione delle immagini.

Il Garante ha, dunque, ritenuto fondata la segnalazione e ha disposto che i due settimanali non utilizzino e diffondano nuovamente le immagini pubblicate.

5.6.2001