Garante per la protezione
    dei dati personali


Comunicato Stampa

LETTERE DEI SINDACI AI CITTADINI

L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, composta da Stefano Rodotà, Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi, Mauro Paissan, ha esaminato le segnalazioni di alcuni cittadini di Roma e di Milano che, avendo ricevuto una lettera da parte dei rispettivi sindaci, avevano chiesto all'Autorità di verificare se l'inoltro della lettera fosse avvenuto nel rispetto della normativa in materia di trattamento dei dati personali.

Il Garante ha osservato che "dall'esame della documentazione trasmessa dai due Comuni possono ravvisarsi alcuni punti incerti, se rigorosamente confrontati con il paradigma normativo, ma non tali da configurare un palese contrasto con le norme che regolano la materia".

Nell'ambito dell'attuale sistema legislativo si è da anni sviluppata un'ampia attività di comunicazione verso i cittadini da parte delle istituzioni comunali (lettere, riviste, giornali inviati nominativamente). Nei tempi più recenti, anche al fine di istituire un rapporto più diretto tra amministratori ed amministrati, sono cresciute in numerosissimi comuni le forme di comunicazione diretta da parte dei sindaci e questo è sicuramente un effetto delle leggi che hanno modificato l'ordinamento degli enti locali e il relativo sistema elettorale. La voluta personalizzazione delle funzioni dei sindaci ha avuto come conseguenza anche una forte personalizzazione delle loro comunicazioni.

Risulta così più difficile tracciare netti confini tra comunicazione "istituzionale" e comunicazione "non istituzionale", la cui labilità può allo stato attuale determinare abusi, generando anche incertezza nell'opinione pubblica e suscitare reazioni da parte dei cittadini.

Emerge, dunque, un problema di chiarimento legislativo che dovrebbe riguardare una più ampia definizione del concetto di comunicazione per pubblica utilità, prevista dalla legge n.150 del 2000, e dei soggetti competenti a valutare il suo carattere istituzionale.

Alla luce di questo, il Garante ritiene che, per quanto riguarda le sue specifiche competenze, non si può escludere che le lettere in questione possano essere riconducibili all'attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni.

20 Aprile 2001