Garante per la protezione
    dei dati personali


Comunicato Stampa

RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO. IL BILANCIO DEL GARANTE A TRE ANNI DALLA LEGGE SULLA PRIVACY

L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, composta da Stefano Rodotà, Giuseppe Santaniello, Ugo De Siervo e Claudio Manganelli, presenta la Relazione sul terzo anno di attività e sullo stato di attuazione della legge n.675 del 1996, riguardante la tutela delle persone e la riservatezza dei dati, integrata dai nove decreti legislativi finora emanati.

La Relazione 1999 traccia il bilancio del lavoro svolto dall'Autorità nei sempre più ampi e variegati ambiti nei quali è stata richiesta la costante e tempestiva azione di bilanciamento tra interessi contrapposti e la vigilanza in difesa della dignità e la libertà delle persone e contro l'uso discriminatorio delle informazioni. Ma documenta anche il consolidarsi del forte significato sociale assunto, in questi anni, dalla protezione dei dati personali nel nostro Paese.

Un anno che ha visto il Garante per la privacy intensamente impegnato anche sul fronte comunitario nell'elaborazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, nell'attività dell'Autorità di Controllo Schengen e soprattutto nell'ambito del Comitato dei Garanti europei: va ricordato, infatti, che il Presidente del Garante italiano è stato di recente nominato Presidente del Comitato, a testimonianza di un ruolo di riferimento rapidamente conquistato tra i partner dell'Unione.

L'attenzione ed il rigore posti su alcune questioni cruciali nella società dell'informazione, in particolare, hanno posto l'Italia all'avanguardia a livello internazionale. Appartengono innanzitutto al Garante italiano, infatti, la prima pronuncia al mondo in materia di dati genetici, a stabilire il delicato bilanciamento tra riservatezza e salute; il monito lanciato nei confronti della incontrollata diffusione delle tecnologie di controllo e sorveglianza, anche a livello planetario; il ruolo di punta assunto nel negoziato Usa - Europa sul livello di protezione da assicurare ai dati dei cittadini e dei consumatori; l'individuazione della privacy come diritto fondamentale per la definizione di un nuovo concetto di cittadinanza e per lo sviluppo della new economy. In settori chiave come la genetica e la videosorveglianza le decisioni del Garante rappresentano a tutt'oggi le uniche regole stabilite.

Nel corso del 1999, l'Autorità ha esaminato oltre 27.000 questioni, tra richieste di parere, richieste di informazioni, quesiti e ricorsi. Tra queste, 24.000 sono state le richieste di informazioni e i quesiti telefonici, 1.946 le segnalazioni e i reclami pervenuti, 615 i quesiti formali, le richieste di pareri sono state 386.

I ricorsi pervenuti sono stati 150 (199 all'aprile 2000). L'Ufficio ha ricevuto, da parte delle amministrazioni pubbliche, 157 comunicazioni previste per poter divulgare dati e 366 comunicazioni relative a trattamenti di dati sensibili e giudiziari.

Le notificazioni sull'esistenza di banche dati, presentate all'Autorità come previsto dalla legge, sono giunte complessivamente a 270.000 dalla data di entrata in vigore della legge. Nel 1999 l'Autorità ha emanato 7 autorizzazioni generali al trattamento dei dati sensibili.

Nello scorso anno l'impegno dell'Autorità è stato rivolto al difficile compito di adattare una complessa normativa alle differenti situazioni prospettate; a sviluppare la conoscenza presso i cittadini della legge sulla privacy; a chiarire le modalità ed i comportamenti da adottare per una sua corretta applicazione; ad imporre, anche attraverso le prime ispezioni, trasparenza e correttezza nella raccolta e nell'uso dei dati personali da parte delle pubbliche amministrazioni e del settore privato; a suggerire a Governo e Parlamento correttivi per adeguare il sistema giuridico italiano alle norme sulla protezione delle informazioni; a garantire ai cittadini e ai consumatori il diritto di decidere in piena libertà e consapevolezza quali informazioni cedere e di essere informati sul loro uso. A promuovere, infine, ricerche ed indagini conoscitive, come quella sulla diffusione di telecamere in Italia. E questo nonostante la precarietà nelle risorse umane e logistiche in una fase di graduale messa a regime della propria organizzazione.

I maggiori interventi si sono avuti nei settori:

  • della sanità (dati genetici, tessera sanitaria, diffusione dati sulla salute, malati di Aids, trapianti);

  • delle pubbliche amministrazioni (anagrafe conti correnti, trattamento dei dati sensibili e giudiziari, interconnessione banche dati, smart cards, sicurezza delle informazioni);

  • del mondo del lavoro (controllo a distanza dei lavoratori, note di qualifica, rilevazione delle presenze);

  • della vita sociale (adozioni, invalidi, registro dei battezzati, tessera elettorale);

  • del sistema impresa (identità degli azionisti delle società, misure di sicurezza);

  • delle settore bancario e assicurativo (modelli di informativa e consenso, "centrali rischi", perizie medico-legali);

  • della scuola (diffusione dei dati dei laureati e dei diplomati, circolari scolastiche);

  • della giustizia (pertinenza e non eccedenza dei dati nelle indagini giudiziarie, accesso al registro delle sentenze);

  • della videosorveglianza (telecamere nei luoghi pubblici, nei posti di lavoro e sui mezzi di trasporto pubblico, varchi elettronici);

  • della profilazione delle persone (telefonate gratuite con spot, coupons);

  • delle telecomunicazioni (intercettazioni telefoniche, conservazione dei dati per un periodo limitato);

  • dell'informazione (essenzialità dell'informazione, rispetto per la dignità delle persone malate, protezione dei minori e delle vittime di violenza sessuale);

  • di Internet (riservatezza e-mail, accesso gratuito, accesso da parte dei lavoratori, diffusione di documenti in rete).

L'avvio delle procedure di consultazione per la redazione dei codici deontologici previsti dalla legge n.675 per determinate categorie, consentirà, inoltre, di adottare e pubblicare entro l'anno codici per storici, ricercatori statistici, operatori sanitari, operatori bancari e finanziari, investigatori privati.

Così come, dopo l'entrata in vigore nel corso del 1999 di ulteriori decreti legislativi integrativi - che hanno disciplinato, in particolare, l'uso dei dati sensibili nella Pubblica Amministrazione, nella sanità, nella ricerca storica, statistica e scientifica - è necessario proseguire nel completamento del quadro normativo in settori fondamentali, primo fra tutti Internet.

La relazione, divisa in cinque sezioni (le novità sul piano normativo, lo stato di attuazione della legge n.675/1996, il Garante, le prospettive, le attività sul piano internazionale) è corredata da una ampio numero di allegati con testi e documenti, anche a carattere internazionale.

3 maggio 2000