Garante per la protezione
    dei dati personali

Comunicato Stampa

Con riferimento alle dichiarazioni rese dal Procuratore nazionaleantimafia Pier Luigi Vigna ad un organo di informazione, relativeal decreto legislativo sulla tutela della vita privata nelle telecomunicazioni,il Garante per la protezione dei dati personali esprime meravigliaper le imprecisioni con le quali, in una materia così delicata,si imputano alle norme vigenti eventuali difficoltà diindagine, creando ingiustificato allarme presso i cittadini

Non è vero che il termine per la conservazione delle chiamatesia brevissimo, essendo previsto in cinque anni. Non èvero che sarebbe stato impossibile indagare sull'assassinio diFalcone perché gli accertamenti sul traffico telefonicovennero fatti al più tardi due anni dopo.

Il Garante ricorda che è stato il decretoa fissare un termine, prima di fatto inesistente, entro il qualei dati relativi al traffico telefonico possono essere trattatida parte dei gestori di servizi di telecomunicazione per finalitàdi fatturazione e per i pagamenti delle interconnessioni. Il termineè stato stabilito tenendo conto dell'art. 2948 del codicecivile ed è quindi di cinque anni, entro i quali l'autoritàgiudiziaria può certamente acquisire a norma di legge idati eventualmente utili per finalità di indagine, propriocome è avvenuto in occasione di gravi fatti di criminalità.E' evidente che una volta iniziate le indagini, i dati restanoacquisiti definitivamente.

Va ricordato, infine, che il nuovo quadro europeo richiede chesi tenga conto dei diritti degli abbonati in passato messi a rischioda comportamenti di fornitori di servizio non sempre aderentialle norme.

12.6.1998