Garante per la protezione
    dei dati personali

Comunicato Stampa

PRIVACY E TRASPARENZA NEGLI ENTI LOCALI

I consiglieri comunali e provinciali possono accedere a tutte le informazioni utili
I consiglieri comunali e provincialipossono continuare ad avere accesso non solo ai documenti formatidall'amministrazione di appartenenza, ma anche a notizie o informazioniutili all'esercizio delle loro funzioni.

Molti consiglieri comunali e provinciali si sonodovuti rivolgere al Garante perché nei loro enti localisi erano visti negare documenti ed informazioni in nome dellaprivacy. Il Garante per la protezione dei dati personali, in unarecente decisione, ha osservato che la legge 675 del 1996non ha apportato modifiche alla normativa sulla trasparenza preesistente(in particolare le leggi 142 e 241 del 1990) e che il dirittodi accesso in essa contenuto è compatibile con le nuovenorme sulla privacy.

In linea con l'orientamento espresso dalla giurisprudenza,in materia, il Garante ha affermato che la concreta individuazioneda parte degli enti locali delle notizie e delle informazioniutili che possono essere apprese dai consiglieri deve avveniretenendo conto della necessità che questi soggetti hannodi accedere a tutto ciò che può essere funzionaleallo svolgimento del proprio mandato. E questo allo scopo di consentireloro di valutare con piena cognizione di causa la correttezzae l'efficacia dell'operato dell'amministrazione, di esprimereun voto consapevole sulle questioni di competenza del Consiglioe di promuovere idonee iniziative.

Resta fermo l'obbligo del segreto nei soli casi espressamenteprevisti dalla legge, come, ad esempio, nel settore delle indaginipenali per ciò che riguarda la segretezza della corrispondenzae delle conversazioni, così come per i limiti contenutinelle leggi sugli atti anagrafici, lo stato civile e le listeelettorali. La legge sulla privacy stabilisce, inoltre, la necessitàche i dati acquisiti dagli amministratori locali siano utilizzatiper le sole finalità realmente pertinenti al mandato.

Il Garante ha colto l'occasione per segnalare alGoverno la necessità che, nelle norme delegate che si dovrannovarare in materia di dati sensibili nella pubblica amministrazione,si tenga conto in particolare del fatto che il consigliere può,nei limiti previsti, accedere anche ad alcuni dati di caratteresensibile.

I dati relativi ad istanze, propostee petizioni sono pubblici
In un Comune, un gruppo di cittadiniha presentato una petizione e, dinanzi alla richiesta degli interessatidi conoscere i nomi dei sottoscrittori, il Sindaco glieli ha comunicati.C'è stata violazione della privacy?

L'Autorità ha osservato che l'esistenza diuna legge sulla tutela dei dati personali non può essereinvocata per negare agli interessati l'accesso ai documenti ela partecipazione al procedimento amministrativo e, tanto meno,per atti di iniziativa politica.

Il Garante ha, infatti, sottolineato che le istanze,le proposte e le petizioni dirette a promuovere o sollecitareinterventi per migliorare la vita della comunità locale,devono essere ritenute pubbliche (unitamente ai dati relativiai promotori e ai sottoscrittori), sia perché riguardanol'attività dell'amministrazione locale sia perchédanno impulso ad un procedimento amministrativo e devono esserepertanto conosciute dalla generalità dei cittadini chene sono coinvolti.

La legge 675 dovrà semmai essere tenuta inconsiderazione, per eventuali precisazioni normative, sia nellalegge che negli statuti e regolamenti comunali, volte a perfezionarela disciplina sull'accesso alla documentazione amministrativae a renderla omogenea.

9.6.1998