Garante per la protezione
    dei dati personali

Comunicato Stampa

Come già annunciato, e rispondendo ad un interrogativo posto dal Comitato di redazione del quotidiano "La Repubblica",l'Autorità Garante per la privacy, composta da StefanoRodotà, Giuseppe Santaniello, Ugo De Siervo e Claudio Manganelli,ha chiarito che non sono i singoli giornalisti a dover effettuarela notificazione di archivi, essendo sufficiente che l'editore,nell'ambito della sua notificazione, individui anche le modalitàgenerali di svolgimento dell'attività redazionale.

Il Garante ha ribadito, comunque, che la legge 675/1996, nel suo complesso, non si applica alle agende automatizzatee cartacee, alle rubriche, agli indirizzari, agli appunti e almateriale informativo (articoli, ritagli di giornale, CD-ROM,libri, documenti, ottenuti anche per via telematica) che chiunque,giornalisti e pubblicisti compresi, è solito conservarenella propria sfera privata. Tali documenti, benché contenganoinformazioni personali, non sono pertanto soggetti all'obbligodella notificazione, anche quando siano eventualmente organizzatiin maniera sistematica o siano finalizzati alla comunicazione.

Il Garante ha, inoltre, colto l'occasione per ribadireche la legge 675/1996 reca una esplicita clausola di salvaguardiadelle norme sul segreto professionale del giornalista, il qualepuò far valere la tutela della confidenzialità dellafonte delle notizie in ogni circostanza e sede, non solo rispettoal cittadino che intenda tutelare i propri diritti, ma anche neiconfronti della stessa Autorità.

Per quanto riguarda la posizione dell'editore; ilGarante è giunto alla conclusione che sia sufficiente lasua notificazione esaminando, da una parte, la figura del "titolare",cioè del soggetto cui spettano le scelte di fondo sullefinalità e sulle modalità del trattamento; e, dall'altra,le modalità di svolgimento dell'attività giornalistica.Il Garante ha tenuto conto, in particolare, di specifiche disposizionidel contratto nazionale di lavoro concluso tra la FILO e la FNSI.

Peraltro, l'editore può notificare con ununico atto e una tantum l'insieme delle banche dati automatizzatee cartacee di cui è titolare e che sono utilizzate a scopigiornalistici, anche quando, come accade di regola, le informazionisono frammentate in più archivi, computer o. fascicoli,posti in uno o più luoghi a disposizione dei singoli giornalisti.

La stessa soluzione semplifica anche l'attivitàdi giornalisti, pubblicisti e praticanti che operano senza vincolodi subordinazione o che collaborano contemporaneamente a piùquotidiani, periodici, ecc., in quanto la notificazione potràessere effettuata pur sempre dalle imprese editoriali che si avvalgonodella loro collaborazione.

Non può escludersi, tuttavia, il caso deltutto residuale del giornalista che non si limiti a detenere leagende, le rubriche, gli indirizzari; gli appunti e l'altro materialeinformativo al quale si è accennato, e che operi in unacondizione di completa autonomia dall'editore, al di fuori diquelle particolari modalità di lavoro previste dal contrattodi lavoro collettivo con riferimento alla struttura editoriale.

In tal caso, il giornalista che crea una distintabase di dati destinati alla diffusione assume la veste di "titolaredel trattamento" e deve effettuare, per questa parte di attività,una notificazione una tantum al Garante.

Per quanti collaborano occasionalmente con quotidiani,collane e periodici, pubblicati anche per via telematica, o chesono autori di libri ed opere audiovisive, è stato ribaditol'esonero dalla notificazione già stabilito con il decretolegislativo n. 255 del luglio 1997.

24.3.1998