Garante per la protezione
    dei dati personali

Comunicato Stampa

DECRETO LEGGE SUL TRATTAMENTO "DI BELLA"

Il Garante per la protezione dei dati personali ha inviato alla Presidenza della Commissione igiene e sanità del Senato le seguenti osservazioni relative al decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23.

Va anzitutto osservato che il decreto-legge rappresenta il primo, importante, intervento normativo in materia sanitaria che segue l'approvazione della legge n. 675/1996 sul trattamento dei dati personali e la direttiva europea cui essa fa riferimento.

Il nuovo quadro normativo in tema di riservatezza rende necessario disciplinare in maniera diversa dal passato varie tematiche come quelle della compilazione e della conservazione delle ricette mediche.

Il Garante ritiene in primo luogo necessario che i pazienti interessati alle terapie oggetto del decreto-legge siano tutelati in misura maggiore per ciò che riguarda la conoscenza della malattia dalla quale sono affetti.

Innovando rispetto al passato e prendendo spunto da una prassi formatasi in tema di AIDS, andrebbe salvaguardato l'anonimato dei pazienti omettendo l'annotazione del loro nominativo sulle rcette e ogni altra indicazione che possa rendere conoscibile la patologia in questione (artt. 4, comma 3 e 5, comma 3, del decreto-legge).

Le esigenze amministrative di verifica della corretta applicazione del decreto-legge possono essere perseguite egualmente sulla base, ad esempio, del solo numero di iscrizione al Servizio sanitario nazionale apposto sulla ricetta, nonché da procedure riservate di registrazione e comunicazione da parte del medico.

In secondo luogo, il Garante ritiene che il "consenso informato" del paziente, previsto opportunamente da alcune previsioni del decreto-legge, debba comprendere anche il consenso al trattamento dei dati personali previsto dall'art. 23 della legge n. 675/1996 (sulla base, quindi, di una informativa più circostanziata rispetto a quella ora prevista dal decreto, e che deve comprendere anche una spiegazione circa l'uso che potrà essere fatto dei dati personali presso le aa.ss.ll. e il Ministero della sanità a fini di verifiche amministrative o anche per scopi epidemiologici o di ricerca).

Di conseguenza, il Garante ritiene necessario che si specifichi se i dati inviati alle aa.ss.ll. e al Ministero della sanità potranno essere utilizzati solo per finalità di controllo o anche a fini epidemiologici o di ricerca, fornendo anche alcune indicazioni circa le cautele da adottare per prevenire altri usi non consentiti.

24 febbraio 1998