Garante per la protezione
    dei dati personali

Comunicato Stampa

Per la varietà e la complessitàdelle questioni trattate, la legge sulla privacy si presta certamentead interpretazioni che esaltano gli aspetti "di colore".Il Garante è però allarmato dal persistere di leggendemetropolitane e da una certa diffusa disinformazione che rischiadi disorientare i cittadini. L'Ufficio del Garante, dovendo anchecurare per legge la corretta "conoscenza tra il pubblico"delle norme in materia, ritiene necessario ricordare che:

1) è del tutto falso che la legge prevedasanzioni penali per chi smarrisca un'agendina, come era statogià mille volte chiarito e come conferma un regolamentoin via di approvazione;

2) è del tutto falso che i familiari di unricoverato in ospedale non possano essere informati del ricovero;

3) è del tutto falso che gli investigatoriprivati debbano richiedere il consenso della persona da sottoporread indagine, ad esempio il coniuge infedele, o comunque avvertirloper svolgere le indagini necessarie, ad esempio, per una separazioneo un divorzio, come ha confermato una autorizzazione generalerilasciata dal Garante ed hanno pubblicamente riconosciuto moltiautorevoli esponenti delle organizzazioni del settore;

4) sono del tutto fantasiosi i costi stimati peril funzionamento della legge, che sono i più bassi d'Europae che sono stati calcolati anche con riferimento agli addebitidi alcune banche ai loro clienti delle spese per le informazionirese necessarie dalla legge 675/1996, addebiti che il Garanteritiene illegittimi,

5) è vero, invece, che la legge ha attribuitouna serie di poteri d'intervento diretto che i cittadini stannogià utilizzando per conoscere, tra l'altro, dati raccoltisul loro conto da amministrazioni pubbliche e organizzazioni private,per essere cancellati da liste d'indirizzi, per ottenere la tuteladi dati sensibili, come dimostra il flusso quotidiano e costantedi richieste e ricorsi che perviene all'Ufficio del Garante, cheè intervenuto in molte occasioni per assicurare l'effettivorispetto della riservatezza e la libertà di determinazionedei cittadini

23.2.1998