Garante per la protezione
    dei dati personali

Comunicato Stampa

E' corretta l'esposizione di importi relativi a classi stipendiali,retribuzioni, indennità e altri emolumenti che, pur riferitia determinate persone fisiche, soddisfano l'interesse pubblicoalla conoscenza della prassi in atto presso soggetti che operano,di regola, secondo logiche privatistiche ed in base a logichedi mercato, ma svolgono attività aventi una particolareconnotazione pubblicistica.

Resta ferma, tuttavia, la necessità che tali dati sianoesatti, completi e acquisiti correttamente. Dovranno essere, invece,mantenuti riservati quei dati più specifici che derivanodalla considerazione di vicende diversificate dalla retribuzione-tipoe relative a circostanze personali o familiari e tali da poteravere natura di dati sensibili (ad esempio: esistenza di determinateritenute previdenziali ed assistenziali; cessioni di stipendio;deleghe per iscrizioni ad associazioni sindacali).


Questa la decisione del Garante, scaturita da alcuni interrogativi,posti anche attraverso dichiarazioni alla stampa, volti a chiarirese ed in quale misura le informazioni riguardanti le retribuzionie le altre indennità corrisposte dai concessionari di pubbliciservizi siano conoscibili e possano essere oggetto di diffusioneattraverso i mezzi di comunicazione.

La decisione si fonda su due motivazioni essenziali:
- la legge n. 675/1996 considera le informazioni relative alle retribuzionie alle altre indennità come dati personali, qualoraesse siano collegate a persone fisiche identificate o identificabili.Tuttavia l'applicabilità di tale legge non comporta necessariamenteun regime di assoluta riservatezza dei dati, dovendosi verificarecaso per caso se esistono altri diritti o meritevoli di pari osuperiore tutela;
- in secondo luogo la legge 675/1996 ha abrogato le disposizioniincompatibili con la nuova normativa o con i relativi principifondamentali, ma tra quelle non abrogate rientrano quelle concernentila pubblicità degli atti parlamentari, dei contratti collettividi lavoro e dei documenti amministrativi, o che riguardano ilcontrollo della Corte conti e il legittimo esercizio del dirittodi cronaca.

In un quadro così definito, i dati personali concernentile classi stipendiali, le retribuzioni, le indennità egli altri emolumenti corrisposti ad amministratori, dirigentie lavoratori dipendenti ed autonomi da concessionari di pubbliciservizi (quali, ad esempio, le Ferrovie dello Stato S.p.a. e laRai S.p.a.) sono da ritenersi conoscibili da parte delle competentiautorità pubbliche e da chiunque vi abbia interesse, attraversola lettura degli atti parlamentari, l'esame dei contratti collettivi,l'accesso ai documenti amministrativi che la legge rende accessibilie in sede del corretto diritto di cronaca.

Si deve aggiungere, infine, che la legge 241 del 1990 garantiscel'accesso ai documenti amministrativi e la correlativa trasparenzaanche nei confronti dei concessionari di pubblici servizi, i qualipossono essere anche soggetti privati. In relazione a ciascunadelle forme di pubblicità sopra evidenziate, non puòpertanto ritenersi prevalente l'eventuale interesse alla riservatezzasulle somme percepite a titolo di retribuzione o di corrispettivo.

17.9.1997