Garante per la protezione
    dei dati personali


vedi anche:
comunicato stampa del 14 novembre 2014

 

Dott. Stefano Zingoni


Presidente
FIMMG

Federazione Italiana Medici diMedicina Generale


Piazza Guglielmo Marconi, 25

00144 ROMA

 

Consiglio Nazionale deiPresidenti degli

Ordini dei Medici Chirurghi edegli Odontoiatri


Piazza Cola di Rienzo, 80/a


00192 ROMA

 

Prescrizionimediche presso gli studi medici o le farmacie - Lettera di Antonello Soro alPresidente FIMMG

 

Sono apparse, in questi giorni, alcune notizie distampa circa le restrizioni che la disciplina sulla privacy imporrebbe aimedici di medicina generale, in ordine al rilasciodelle prescrizioni presso gli studi o le farmacie. La FIMMG ha, inoltre,diramato ai Suoi associati alcune indicazioni in ordine aun presunto incremento dei controlli ispettivi di questa Autorità presso glistudi medici, nonché al divieto di consegnare le prescrizioni a soggettidiversi dal paziente.

Al riguardo, va anzitutto chiarito che le indicazionidel Garante in ambito sanitario hanno sempre cercato di individuare soluzioniidonee ad assicurare, da un lato, il rispetto della dignità e dellariservatezza del paziente e, dall'altro, un'agevole modalitàdi fruizione dei servizi sanitari.

La tutela dei dati personali in tale ambito assume unrilievo ancor più significativo, in quanto riguardainformazioni idonee a rivelare lo stato di salute del paziente e, come tale,impone il rispetto di regole e misure di sicurezza più rigorose. I medici dimedicina generale, in qualità di titolari del trattamento,devono adottare idonei accorgimenti per garantire - anche nell'organizzazionedelle prestazioni e dei servizi - il rispetto del diritto alla riservatezza delpaziente, nell'osservanza delle misure che il Codice in materia di protezionedei dati personali (d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196) prescrive in ambitosanitario.

Al fine di evitare ogni possibile fraintendimento ostrumentalizzazione, appare pertanto opportuno fornire alcune indicazioni circale modalità con le quali i medici possono consegnare prescrizionie certificati all'interessato o ad altri soggetti dallo stesso delegati.Questo, perché si possa coniugare la doverosa tutela dei dati sanitari deipazienti - in particolare, impedendone la conoscibilità da parte di terzi nonautorizzati - con l'esigenza di agevolare le modalitàdi consegna di tali documenti.

Pertanto, va ricordato che prescrizioni e certificatimedici ben possono essere ritirati anche da persone diverse dai direttiinteressati, purché in base a una delega scritta daparte del paziente e mediante la consegna degli stessi in busta chiusa.

Qualora, pertanto, il paziente lo richieda, il medicopotrà consegnare la ricetta al farmacista o ad altro soggetto appositamente delegato, purché in busta chiusa.

, infine, opportuno fugare ogni dubbio in ordine a un eventuale "accanimento" deicontrolli ispettivi dell'Autorità, nei confronti dei medici di medicinagenerale. Al contrario - come può evincersi anche dalle Relazioni al Parlamentodegli scorsi anni - le verifiche ispettive in questione sono riconducibili auna più ampia attività svolta dal Garante in ambito sanitario, funzionale allatutela della riservatezza dei pazienti. Tale obiettivo vainfatti perseguito tanto rispetto a rischi connessi alle grandi banchedati sanitarie e alla sanità elettronica – si pensi al fascicolosanitario elettronico, alla telemedicina e ai registri di patologia - quantorispetto ai trattamenti di dati sanitari di singoli pazienti, svolti da ciascunmedico.

Confermando la piena disponibilità dell'Autorità rispettoa ogni eventuale richiesta di chiarimento, si porgono cordiali saluti.

Roma 12 novembre 2014

Antonello Soro