Garante per la protezione
    dei dati personali


Pubblicazioneintegrale sul web delle sentenze pronunciate dalla Corte di Cassazione eprotezione dei dati personali

 

Letteradi Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali,a Giorgio Santacroce, Primo Presidente della Corte suprema di Cassazione

 

                                                                                                                   Roma6 ottobre 2014

 

                                                                                                                   Illustre
  Dott. Giorgio Santacroce

                                                                                                                                     PrimoPresidente

                                                                                                                                     Cortesuprema di cassazione


                                                                                                                                     ViaUlpiano, 8
00193 Roma

 

comeprospettato nella Relazione di apertura dell'attuale anno giudiziario, il sitoweb istituzionale della Corte di cassazione ha reso accessibili al pubblico lesentenze pronunciate dalla Corte, negli ultimi cinque anni, in materia civile.

Sitratta di un'iniziativa di indubbio rilievo e che va sicuramente apprezzatanella finalità – cui è preordinata – di rendere accessibile aciascun cittadino un patrimonio giuridico così prezioso quale, appunto, quellocostituito dalle pronunce di legittimità.

Etuttavia, la circostanza della pubblicazione integrale delle pronunce –con anche i nominativi, per esteso, delle parti e dei terzi coinvolti aqualunque titolo – non può non suscitare più di una preoccupazione inordine alla garanzia del diritto alla protezione dei dati personali (spessoanche sensibili e giudiziari) degli interessati. Questa preoccupazione sifonda, in particolare, sui rischi di indicizzazione, decontestualizzazione,finanche alterazione dei dati stessi, inevitabilmente connessi alla loroindiscriminata accessibilità via web; rischi ben evidenziati dalla sentenzadella Corte di giustizia dell'Unione europea del 13 maggio scorso (Google-Spain).

Inproposito, va infatti considerato se le stesse apprezzabili finalità dipromozione della conoscenza, da parte dei cittadini, degli orientamentigiurisprudenziali espressi dalla Corte di cassazione non siano egualmenterealizzabili con modalità maggiormente idonee a tutelare il diritto allariservatezza degli interessati. In tal senso, potrebbe essere utile rifletteresull'opportunità di espungere dai provvedimenti i dati identificativi, che purnulla togliendo alla comprensione del contenuto giuridico della pronuncia,consentirebbe tuttavia di minimizzare l'impatto, in termini di riservatezza,della più ampia accessibilità dell'atto in rete.

Infavore di questa soluzione depone, peraltro, un'interpretazione dell'articolo52 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (ove lo si ritenesseapplicabile al caso di specie) conforme al diritto dell'Unione europea, comeinterpretato dalla Corte di giustizia.

Alfine di individuare le soluzioni maggiormente idonee a coniugare la più ampiaconoscenza delle pronunce giurisdizionali e il diritto alla protezione dei datipersonali, questa Autorità si dichiara sin da ora disponibile ad ogni utileconfronto.

 

IlPresidente del Garante per la protezione dei dati personali

AntonelloSoro