Garante per la protezione
    dei dati personali


Procedimento relativo ai ricorsi - Sanzioni penali per il titolare che fornisce false indicazioni al Garante

Provvedimento del 8 novembre 2002

Il titolare del trattamento risponde sul piano penale delle dichiarazioni rese nel procedimento dinanzi al Garante con le quali fornisce all'interessato indicazioni in merito al trattamento dei dati che lo riguardano.

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Nella riunione odierna, in presenza del prof. Stefano Rodotˆ, presidente, del prof. Giuseppe Santaniello, vice presidente, del prof. Gaetano Rasi e del dott. Mauro Paissan, componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

Esaminato il ricorso presentato da XY

nei confronti di

Marco Fan“ Covelli, rappresentato e difeso dallĠavv. Marcello Fan“ Covelli;

Visti gli articoli 13 e 29 della legge 31 dicembre 1996, n. 675 e gli articoli 18, 19 e 20 del d.P.R. 31 marzo 1998, n. 501;

Viste le osservazioni dellĠUfficio formulate dal segretario generale ai sensi dellĠart. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

Relatore il prof. Giuseppe Santaniello;

PREMESSO:

Il ricorrente espone di non aver ricevuto alcun riscontro ad unĠistanza formulata ai sensi dell'art. 13 della legge n. 675/1996 con la quale, nel contestare lĠinvio di un messaggio di posta elettronica recante lĠinvito ad inserirsi in un meccanismo per lĠinvio sistematico di e-mail al fine di conseguire benefici economici ("super sistema Mlm"), aveva chiesto di conoscere gli estremi identificativi del "responsabile legale del trattamento", lĠorigine dei dati che lo riguardano, la logica e le finalitˆ del trattamento, nonchŽ di ottenere la cancellazione dei dati medesimi e lĠattestazione dellĠavvenuta comunicazione a terzi della cancellazione medesima.

Nel ricorso proposto ai sensi dellĠart. 29 della legge n. 675/1996, lĠinteressato ha ribadito le proprie richieste chiedendo la refusione delle spese sostenute per il procedimento.

A seguito dellĠinvito ad aderire formulato da questa Autoritˆ in data 15 ottobre 2002, ai sensi dellĠart. 20 del d.P.R. n. 501/1998, il resistente, con nota del 22 ottobre 2002, ha sostenuto:

      di essere iscritto ai portali di "Libero" e di "Virgilio" e di partecipare al sistema Mlm americano ("Mlm American System");

       

      che "per poter partecipare al predetto Sistema Mlm ha acquisito (É) indirizzi e-mail da vari siti pubblicati su Internet o da gruppi di discussione, cosiddetti "Newsgroup" ove (É) vi era pubblicato lĠindirizzo e-mail del Sig. (É), probabilmente con il consenso questĠultimo al trattamento dei propri dati (É)";

       

      di non ricordare "con precisione su quale sito (É) vi era pubblicato lĠindirizzo e-mail (É)" del ricorrente;

       

      che "lĠinvio delle e-mail non aveva altro scopo che quello dellĠinvio stesso di inviti promozionali secondo le regole (É)" del suddetto Sistema Mlm;

       

      di aver "provveduto (É) ad eliminare tutti gli indirizzi e-mail acquisiti da detti siti o Newsgroup, compreso lĠindirizzo (É)" del ricorrente;

       

      di non aver comunicato a terzi lĠindirizzo di posta elettronica dellĠinteressato.

CIñ PREMESSO IL GARANTE OSSERVA:

Il ricorso verte sul trattamento dei dati personali effettuato attraverso lĠinvio di corrispondenza ad un indirizzo di posta elettronica senza che risulti acquisito il previo consenso dellĠinteressato od operante uno dei presupposti del trattamento di cui allĠart. 12 della legge n. 675/1996 e allĠart. 10 del d.lg. 13 maggio 1998, n. 171.

LĠutilizzo dellĠindirizzo di posta elettronica del ricorrente ha dato luogo, nel caso di specie, ad un trattamento di dati personali secondo quanto precisato dallĠart. 1, comma 2, lett. b) e c) della legge n. 675/1996, trattamento per il quale non trova applicazione lĠart. 3, comma 1, della medesima legge che esclude dallĠambito di applicazione della stessa "il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali".

Il meccanismo collegato alla e-mail in questione e al predetto sistema sviluppa una procedura di marketing multilivello che attiva, per sua natura, una comunicazione sistematica di dati personali a scopo di possibile lucro e che, pur partecipandovi anche persone fisiche, anzichŽ imprese, non pu˜ essere perci˜ qualificato nel caso concreto alla stregua di un trattamento a fini "esclusivamente personali" ai sensi dellĠart. 3 della citata legge.

Le richieste dellĠinteressato, formulate ai sensi dellĠart. 13 della citata legge n. 675/1996, sono pertanto legittime.

La disponibilitˆ in Internet degli indirizzi di posta elettronica resi conoscibili dagli interessati attraverso siti web o newsgroup va rapportata alle finalitˆ per cui essi vi sono stati pubblicati. I dati personali resi in tal modo conoscibili in relazione a finalitˆ ed eventi delimitati non sono infatti liberamente utilizzabili per lĠinvio generalizzato di e-mail aventi finalitˆ differenti (cfr. Provv. del Garante 11 gennaio 2001, pubblicato in Bollettino n. 16, pag. 39).

Il resistente, dopo la presentazione del ricorso al Garante, ha fornito idoneo riscontro alle richieste dellĠinteressato (peraltro non tutte formulate con preciso riferimento ai diritti tutelati dallĠart. 13, comma 1, della legge n. 675/1996), specificando lĠorigine dei dati che lo riguardano, le finalitˆ e le modalitˆ del trattamento svolto e comunicando lĠavvenuta cancellazione dei dati medesimi.

In relazione a tali dichiarazioni, della cui veridicitˆ la parte resistente risponde ai sensi dellĠart. 37-bis della legge n. 675/1996 ("Falsitˆ nelle dichiarazioni e nelle notificazioni al Garante"), va dichiarato non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dellĠart. 20, comma 2, del d.P.R. n. 501/1998.

Con separato provvedimento dellĠUfficio  stato giˆ avviato un autonomo procedimento ai sensi dellĠart. 31, comma 1, lett. b), della legge n. 675/1996 rispetto al trattamento dei dati mediante utilizzo del predetto sistema reperibile sul sito Internet http://multilevell.supereva.it.

Per quanto concerne le spese, va posto a carico del titolare del trattamento un quinto dellĠammontare delle spese sostenute dal ricorrente, determinato nella misura forfettaria di euro 250 (di cui euro 25,82 per diritti di segreteria), tenuto conto degli adempimenti connessi alla redazione e presentazione del ricorso, stante la ritenuta necessitˆ di disporre una parziale compensazione delle spese per giusti motivi legati al contenuto del riscontro inviato, sia pure tardivamente, dopo la presentazione del ricorso al Garante.

PER QUESTI MOTIVI IL GARANTE:

a) dichiara non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dellĠart. 20, comma 2, del d.P.R. n. 501/1998 nei termini di cui in motivazione;

b) determina, ai sensi dellĠart. 20, commi 2 e 9, del d.P.R. n. 501/1998, nella misura forfettaria di euro 250, di cui 25,82 per diritti di segreteria, lĠammontare delle spese e dei diritti del presente procedimento, posto in misura pari ad un quinto, previa parziale compensazione delle spese per giusti motivi, a carico di Marco Fan“ Covelli, il quale dovrˆ liquidarli direttamente a favore del ricorrente.

Roma, 8 novembre 2002

IL PRESIDENTE
Rodotà

IL RELATORE
Santaniello

IL SEGRETARIO GENERALE
Buttarelli