Garante per la protezione
    dei dati personali


Diritto di accesso - Completezza e correttezza delle segnalazioni alle "centrali rischi" private

Provvedimento del 8 novembre 2002

L'istituto di credito che effettua una segnalazione ad una "centrale rischi" privata deve comunicare i dati dell'interessato in maniera corretta e completa (nella specie, il Garante ha ordinato ad una banca di integrare la segnalazione relativa allo stato di insolvenza dell'interessato con la precisazione che il credito era contestato e oggetto di accertamento giudiziario).

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Nella riunione odierna, in presenza del prof. Stefano Rodotˆ, presidente, del prof. Giuseppe Santaniello vice presidente, del prof. Gaetano Rasi e del dott. Mauro Paissan, componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

esaminato il ricorso presentato da XY, rappresentato e difeso dallĠavv. Massimo Antonio Sapia presso il cui studio ha eletto domicilio

nei confronti di

Banca Popolare di Sondrio S.c. a r.l. (BPS) rappresentata e difesa dallĠavv. Giuseppe L. Motti Barsini presso il cui studio ha eletto domicilio;

Visti gli articoli 13 e 29 della legge 31 dicembre 1996, n. 675 e gli articoli 18, 19 e 20 del d.P.R. 31 marzo 1998, n. 501;

Viste le osservazioni dellĠUfficio formulate dal segretario generale ai sensi dellĠart. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

Relatore il prof. Stefano Rodotˆ;

PREMESSO:

Il ricorrente sostiene di non aver ricevuto un completo riscontro ad unĠarticolata serie di istanze, avanzate ai sensi dellĠart. 13 della legge n. 675/1996, proposte nei confronti di Banca Popolare di Sondrio S.c. a r.l. (BPS), con le quali aveva chiesto di accedere ai dati che lo riguardano detenuti dalla banca (ivi compresa la documentazione relativa al rilascio del consenso al trattamento dei dati personali), di conoscerne lĠorigine, nonchŽ la logica e le finalitˆ del trattamento. Era stata inoltre sollecitata la rettifica della "segnalazione di blocco" della carta di credito trasmessa dalla banca a Servizi Interbancari S.p.A. per motivazioni ("cattivo uso" e "morositˆ") ritenute difformi dal vero, chiedendo che la rettifica medesima fosse portata a conoscenza dei terzi cui la societˆ aveva comunicato dati "in ordine ad una pretesa situazione di morositˆ e/o inaffidabilitˆ" dellĠinteressato.

Nel ricorso presentato a questa Autoritˆ ai sensi dellĠart. 29 della legge n. 675/1996 lĠinteressato ha ribadito le proprie richieste, chiedendo che il titolare completi lĠinvio della documentazione richiesta, con specifico riferimento alle manifestazioni di consenso rilasciate a BPS, alle comunicazioni inviate dalla stessa a Crif S.p.A., Crif Servizi S.p.A., Servizi Interbancari S.p.A., nonchŽ alla Centrale rischi della Banca dĠItalia. LĠinteressato ha chiesto inoltre di porre a carico del titolare del trattamento le spese del procedimento, invitando il Garante a verificare complessivamente, a titolo di "reclamo", il trattamento dei dati effettuato dalla banca adottando ogni "pi opportuno e migliore provvedimento" in merito.

AllĠinvito ad aderire formulato da questa Autoritˆ in data 25 settembre 2002, BPS ha risposto con nota datata 2 ottobre 2002 con la quale:

      ha trasmesso copia "dei due moduliÉa suo tempo sottoscritti" dallĠinteressato;

      ha precisato di non aver inviato comunicazioni a Crif S.p.a. e Crif Servizi S.p.a.;

      in riferimento alle comunicazioni alla Centrale dei rischi della Banca dĠItalia ha confermato che il rapporto "non  mai stato allocato fra quelli in sofferenza";

      ha evidenziato di non poter accedere alla richiesta di rettifica dei dati riferiti al blocco della carta di credito dellĠinteressato, in quanto tali annotazioni "presuppongono una diversa valutazione e correlato giudizio di situazioni di fatto le cui conseguenze sono attualmente oggetto di contenzioso" in sede giudiziaria.

Con nota in data 4 ottobre 2002 BPS ha precisato che "la carta di credito in questione risulta essere stata consegnata dal dottor XY allaÉsede di Milano nella giornata del 4 maggio 2001".

Con memoria in data 4 ottobre 2002 il ricorrente ha evidenziato che la "segnalazione di blocco F" inviata da BPS a Servizi Interbancari S.p.a. contiene indicazioni non corrispondenti al vero che giustificano, a suo giudizio, le richieste formulate in sede di ricorso. Ci˜ con riferimento allĠasserita situazione di "insolvenza" del ricorrente (che contesta la debenza delle somme in questione) ed al rifiuto di consegna della carta di credito (in realtˆ giˆ riconsegnata il 4 maggio 2001).

Nel corso della prima audizione svoltasi il 9 ottobre 2002, BPS ha sollevato unĠ "eccezione di improcedibilitˆ e/o inammissibilitˆ del ricorso" in ordine "ai procedimenti giudiziari attualmente pendenti ed a quelli giˆ definiti fra le parti".

In relazione a tale profilo procedurale, su sollecitazione dellĠUfficio,  stata disposta lĠacquisizione di una serie di atti e documenti relativi ai predetti procedimenti.

Nel corso della citata audizione le parti, ai sensi dellĠart. 20, comma 8, del d.P.R. n. 501/1998 hanno concordato sulla proroga di 20 giorni del termine per la decisione del ricorso. Ulteriori documenti sono stati forniti dal titolare del trattamento a seguito di richiesta formulata dallĠUfficio in data 24 ottobre 2002.

Le posizioni espresse dalle parti sono state analiticamente ribadite in numerose note successive (precisamente, nelle memorie del titolare del trattamento in data 25, 28 e 30 ottobre e in quelle del ricorrente del 24 e 31 ottobre 2002), nonchŽ nel corso della seconda audizione tenutasi il 4 novembre 2002.

CIñ PREMESSO IL GARANTE OSSERVA:

Il ricorso verte sul trattamento dei dati personali del cliente di un istituto di credito.

In via preliminare deve essere respinta lĠeccezione di inammissibilitˆ del ricorso proposta dal titolare del trattamento in riferimento allĠart. 29, comma 1, secondo periodo, della legge n. 675/1996, in base al quale "il ricorso al Garante non pu˜ essere proposto qualora, per il medesimo oggetto e tra le stesse parti, sia stata giˆ adita lĠautoritˆ giudiziaria".

Dalla documentazione acquisita  emerso che tra le parti  in atto un ampio contenzioso in relazione a complessi rapporti intercorsi fra lĠodierno ricorrente e BPS.

Non risulta che in tali procedimenti (giudizio ordinario presso il Tribunale di Roma incardinato dal XY; giudizio cautelare dĠurgenza promosso dallo stesso; procedimento monitorio incardinato dalla Banca Popolare di Sondrio) siano stati esercitati gli specifici diritti previsti dallĠart. 13 della legge n. 675, con particolare riferimento alle istanze volte ad accedere ai dati personali e ad ottenere la rettifica di alcune informazioni inoltrate a Servizi Interbancari S.p.a. che costituiscono lĠoggetto specifico del ricorso presentato a questa Autoritˆ.

Il giudizio ordinario attiene in effetti ad una domanda di risarcimento dei danni formulata dal ricorrente. Il procedimento monitorio concerne un ricorso per decreto ingiuntivo di BPS, mentre il giudizio cautelare dĠurgenza  essenzialmente basato sulla richiesta di inibizione e revoca di asserite segnalazioni di BPS dalle cd. centrali rischi private e dalla Centrale dei rischi della Banca dĠItalia.

Quanto al merito, in ordine alla richiesta del ricorrente di accedere ai dati personali che lo riguardano trattati da BPS, di conoscerne lĠorigine, nonchŽ la logica e le finalitˆ del trattamento, va dichiarato non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dellĠart. 20 del d.P.R. n. 501/1998.

Il titolare del trattamento ha fornito al riguardo adeguati elementi di risposta mettendo in particolare a disposizione dellĠinteressato, anche in originale, la documentazione relativa allĠacquisizione del consenso informato espresso in ordine ai diversi rapporti contrattuali intrattenuti con il medesimo titolare del trattamento.

Deve essere invece accolta la richiesta volta ad ottenere la rettifica dei dati personali del ricorrente contenuti nella segnalazione di blocco della carta di credito inviata da BPS a Servizi Interbancari S.p.A. in data 30 agosto 2001. Nella predetta segnalazione compare unĠinformazione errata ("il cliente si  rifiutato di consegnare la tessera") e unĠinformazione ("insolvenza" quale motivo del ritiro della tessera stessa) non pienamente corrispondente alla posizione dellĠinteressato.

Per quanto concerne la restituzione della tessera, nel corso del procedimento (per espresso riconoscimento del medesimo titolare del trattamento),  emerso che la stessa era stata giˆ riconsegnata dallĠinteressato il 4 maggio 2001 presso la sede di Milano di BPS. Tale informazione, correttamente rettificata, dovrˆ essere pertanto inserita negli archivi del titolare del trattamento, comunicata a Servizi Interbancari S.p.A. e portata a conoscenza di tutti gli altri soggetti eventualmente giˆ destinatari della comunicazione del dato inesatto entro un termine che appare congruo fissare al 28 febbraio 2003.

Il riferimento allĠasserita situazione di insolvenza dellĠinteressato (che non  imprenditore commerciale, ma giornalista professionista)  parimenti inesatto e non dˆ piena contezza dellĠeffettiva situazione nella quale il medesimo ricorrente si trova, anche in riferimento alla complessa controversia che lo riguarda anche in sede giudiziaria. LĠespressione utilizzata, nella sua genericitˆ, proietta unĠimmagine errata dellĠinteressato alterando il suo profilo personale nei confronti di terzi.

La delicatezza dellĠinformazione comunicata (revoca di una carta di credito) impone invece che le motivazioni poste a base della stessa siano illustrate con precisione, dando atto di vicende contenziose eventualmente in essere ed evidenziando che le richieste creditorie della banca non risultano ancora definitivamente acclarate. La banca dovrˆ pertanto provvedere a rettificare anche le informazioni relative alla motivazione di revoca della carta di credito, nel modo suddetto, sempre entro il 28 febbraio 2003.

Dalla documentazione in atti non appaiono infine elementi che giustifichino lĠapertura di un autonomo procedimento di segnalazione ai sensi dellĠart. 31 della legge n. 675/1996.

Per quanto concerne le spese va posta a carico del titolare del trattamento la metˆ dellĠammontare delle spese sostenute dal ricorrente, determinato nella misura forfettaria di euro 250 (di cui euro 25,82 per diritti di segreteria), tenuto conto degli adempimenti connessi alla redazione e presentazione del ricorso, in ragione della novitˆ e specificitˆ della vicenda esaminata.

PER QUESTI MOTIVI IL GARANTE:

a) dichiara non luogo a provvedere sul ricorso ai sensi dellĠart. 20, comma 2, del d.P.R. n. 501/1998 in ordine alla richiesta del ricorrente di accedere ai dati personali che lo riguardano, di conoscerne lĠorigine, nonchŽ le modalitˆ e le finalitˆ del trattamento;

b) accoglie il ricorso limitatamente alle richieste di rettifica dei dati personali del ricorrente comunicati a Servizi Interbancari S.p.A. e ordina a Banca Popolare di Sondrio S.c. a r.l. di provvedere alle rettifiche indicate nei termini di cui in motivazione, entro il 28 febbraio 2003 dando conferma allĠinteressato ed a questa Autoritˆ entro la stessa data dellĠavvenuto adempimento;

c) determina, ai sensi dellĠart. 20, commi 2 e 9, del d.P.R. n. 501/1998, nella misura forfettaria di euro 250, di cui 25,82 per diritti di segreteria, lĠammontare delle spese e dei diritti del presente procedimento, posto in misura pari alla metˆ, previa parziale compensazione delle spese per giusti motivi, a carico di Banca Popolare di Sondrio S.c. a r.l., che dovrˆ liquidarli direttamente a favore del ricorrente.

Roma, 8 novembre 2002

IL PRESIDENTE
Rodotà

IL RELATORE
Rodotà

IL SEGRETARIO GENERALE
Buttarelli