Garante per la protezione
    dei dati personali


Il mero rilascio di un generico mandato di assistenza e rappresentanza in favore di uno studio assicurativo, non recante la sottoscrizione autenticata dell'interessato, non consente una valida presentazione dell'istanza di cui all'art. 13 della legge n. 675/1996.

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

In data odierna, con la partecipazione del prof. Stefano Rodotà, presidente, del prof. Giuseppe Santaniello, vice presidente, del prof. Gaetano Rasi e del dott. Mauro Paissan, componenti e del dott. Giovanni Buttarelli, segretario generale;

Esaminato il ricorso presentato dalla sig.ra XY

nei confronti di

Meie Assicurazioni S.p.A.

Vista la documentazione in atti;

Visti gli articoli 13 e 29 della legge 31 dicembre 1996, n. 675 e gli articoli 18, 19 e 20 del d.P.R. 31 marzo 1998, n. 501;

Viste le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

Relatore il prof. Stefano Rodotà;

PREMESSO:

La ricorrente, rimasta vittima di un sinistro stradale, lamenta di non avere ricevuto riscontro da parte di MEIE Assicurazioni S.p.A. alla richiesta di accedere a dati personali contenuti nella perizia medico-legale redatta dal medico di fiducia della società.

CIÒ PREMESSO, IL GARANTE OSSERVA:

Il d.P.R. 31 marzo 1998 n. 501 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 25 del 1° febbraio 1999), contenente il regolamento di organizzazione e funzionamento dell'Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali, ha introdotto negli artt. 18, 19 e 20 la disciplina relativa alla forma, alle modalità di presentazione ed al procedimento per l'esame dei ricorsi al Garante previsti dall'art. 29 della legge n. 675/1996.

Tale normativa disciplina, altresì, le ipotesi di inammissibilità dei ricorsi (art. 19, d.P.R. n. 501/1998) e prevede che gli stessi siano dichiarati inammissibili o manifestamente infondati anche prima che il ricorso sia comunicato al titolare e al responsabile del trattamento con il connesso invito ad aderire (art. 20, comma 1, d.P.R. n. 501/1998).

Il ricorso è inammissibile.

Il ricorso in questione risulta privo della necessaria prova del previo, valido esercizio dei diritti di cui all'art. 13 della legge n. 675/1996.

Sia l'atto datato 30 maggio 2002, sia la nota in data 24 giugno 2002, inviata a seguito della richiesta di regolarizzazione fatta pervenire da questa Autorità, risultano sottoscritti da persona non identificata a nome di un non meglio qualificato "Studio Di Scanno". Sono altresì privi dei requisiti di cui all'art. 17 del d.P.R. n. 501/1998, il quale prescrive che la persona che agisce su incarico dell'interessato per l'esercizio dei diritti di cui al citato art. 13, comma 1 deve "esibire o allegare copia della procura o della delega recante sottoscrizione autenticata nelle forme di legge".

Alla citata nota del 24 giugno è invero allegato un generico mandato di "assistenza e rappresentanza", ma lo stesso non riporta una sottoscrizione autenticata ed è privo di richiami all'esercizio dei diritti di cui al citato art. 13.

PER QUESTI MOTIVI IL GARANTE:

dichiara inammissibile il ricorso.

Roma, 25 luglio 2002

IL PRESIDENTE
Rodotà

IL RELATORE
Rodotà

IL SEGRETARIO GENERALE
Buttarelli