Garante per la protezione
    dei dati personali


Il Garante ha precisato che l'applicabilità della legge n. 675 non comporta necessariamente un regime di assoluta riservatezza dei dati, dovendosi verificare di volta in volta se sussistono altri diritti o interessi meritevoli di pari o superiore tutela.

Roma, 27 ottobre 1999        

Consiglio di Stato        
Palazzo Spada Roma        

OGGETTO: legge n. 675. Trattamento di dati personali da parte di uffici giudiziari.

Con riferimento alla richiesta di parere in ordine alla legittimità dell'acquisizione da parte del Corpo della Guardia di Finanza di dati su ricorsi giurisdizionali che la riguardano quale parte interessata, si rappresenta che al caso di specie no sono applicabili in questo caso le disposizioni della legge n. 675/1996 richiamate da codesto Consiglio, attinenti al consenso dell'interessato (artt. 11 e 12) o al trattamento dei dati da parte di soggetti pubblici (art. 27).

Infatti il Garante ha precisato, in diverse occasioni, che l'applicabilità della predetta legge n. 675 non comporta necessariamente un regime di assoluta riservatezza dei dati, dovendosi verificare di volta in volta se sussistono altri interessi meritevoli di tutela disciplinati da disposizioni di legge o di regolamento.

In tal senso, fra le disposizioni non abrogate dalla legge n. 675, devono considerarsi ricomprese anche le norme che riguardano la conoscibilità del calendario dei processi, della pubblicità delle udienze e degli esiti dei giudizi, nonché quelle concernenti l'accesso ai registri giudiziari e l'estrazione di copia di atti processuali, in quanto si tratta di una materia che resta prevalentemente regolata dal codice di procedura penale e dalle altre norme processuali vigenti.

Nel caso in esame, peraltro, si tratta di dati in parte "già in possesso dello stesso Comando", come precisato dall'autorità giudiziaria cui è stata rivolta la richiesta.

A conferma di questa conclusione, va ricordato che il rilascio di copie di atti o la consultazione dei registri relativi ai procedimenti giudiziari rientrano fra le attività svolte "per ragioni di giustizia" che al momento sono soggette solo ad alcune disposizioni della legge n. 675/1996, (art. 4, comma 1, lett. d), e comma 2, fatta salva la possibilità che il Parlamento approvi il d.d.l. pendente al Senato della Repubblica per il rinnovo della delega legislativa già prevista dall'art. 1, lett. i) della legge n. 676/1996 (e dalla legge n. 344 del 1998), che prevede norme interpretative in materia.

Anche sotto questo aspetto, pertanto, l'acquisizione dei dati da parte del Corpoo della Guardia di finanza appare legittima in quanto agli uffici giudiziari, nella comunicazione di dati personali ad altri soggetti pubblici, non si applicano le particolari cautele previste dal comma 2 del citato articolo 27.

Resta, comunque, ferma l'applicabilità anche ai trattamenti svolti dagli uffici giudiziari del principio di "pertinenza" dei dati previsti dall'art. 9, lett. b e d, della legge n. 675/1996, in base al quale, nel caso in esame, è consentita la comunicazione dei soli dati non eccedenti la finalità istituzionale perseguita.

IL PRESIDENTE