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In relazione al trattamento di dati svolto dal Comitato per i minori stranieri, ai sensi dell'art. 22, comma 3-bis, della legge n. 675/1996, come modificato dall'art.5, comma 3, del citato d.lg. n. 135, rimangono da identificare, i tipi di dati e le operazioni strettamente necessarie. Tale ricognizione potrebbe essere effettuata nello schema in oggetto o in altro provvedimento regolamentare, il cui iter di approvazione dovrebbe comunque essere avviato da codesto Ministero entro il 31 dicembre di quest'anno.

Roma, li 25 giugno 1999        

Presidenza del Consiglio dei ministri        
Gabinetto del sig. Ministro per la solidarietà sociale        
Via V Veneto, 56        
00187- ROMA        

OGGETTO: schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante: "Regolamento concernente i compiti del Comitato per i minori stranieri, a norma dell'art. 33, commi 2 e 2-bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286". Richiesta di parere ai sensi dell'art. 31, comma 2, della legge n. 675/1996.

Lo schema di decreto in oggetto disciplina le attività del Comitato per i minori stranieri nell'ambito delle disposizioni previste dal testo unico sull'immigrazione e sulla condizione dello straniero (art. 33 del d.lg. n. 286/1998, come modificato dall'art. 5 del d.lg. n. 113/1999) e definisce le regole e le modalità per il loro ingresso, accoglienza e soggiorno in Italia.

I compiti attribuiti al Comitato prevedono la raccolta ed il trattamento di diversi dati personali relativi ai minori ed alle loro famiglie di origine e, in particolare, la tenuta dell'elenco dei minori stranieri accolti nell'ambito di iniziative relative a programmi di accoglienza temporanea promossi da enti, associazioni o famiglie italiane e all'affidamento temporaneo e al rimpatrio dei minori stessi (art. 2, comma 2, lettere c) e d), dello schema), nonché il censimento dei minori stranieri già presenti nel territorio italiano e "non accompagnati", ossia privi di assistenza o di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti legalmente responsabili (art. 2, comma 2, lett. h)).

Sotto quest'ultimo profilo, si stabilisce l'obbligo per "i pubblici ufficiali, gli incaricati di pubblico servizio e gli enti, in particolare, che svolgono attività sanitaria e di assistenza, che siano comunque a conoscenza dell'ingresso o della presenza" di minori non accompagnati "di darne immediata notizia, con qualsiasi mezzo, al Comitato" (con indicazioni di generalità, nazionalità, condizioni fisiche, ecc. del minore: v. art. 5, comma 1).

Inoltre, viene prevista l'autorizzazione "nel rispetto delle leggi sulla tutela della riservatezza" all'istituzione e alla gestione "di una banca dati, contenente gli elementi necessari per l'attuazione e la garanzia dei diritti inerenti alla popolazione di minori stranieri ed ogni altra notizia o informazione utili per il raggiungimento degli scopi istituzionali del Comitato" (art. 4, comma 3).

In relazione alle attività del Comitato che comportano eventualmente l'acquisizione e l'uso di dati sensibili, va evidenziato che il trattamento di tali dati risulta espressamente autorizzato in quanto il d.lg. n. 135/1999 ha riconosciuto la rilevanza a livello di interesse pubblico delle attività dirette all'applicazione della disciplina in materia di cittadinanza, immigrazione e condizione dello straniero (v. art. 7). Ai sensi dell'art. 22, comma 3-bis, della legge n. 675/1996, come modificato dall'art. 5, comma 3, del citato d.lg. n. 135, rimangono pertanto da identificare, secondo i principi stabiliti agli artt. 2, 3 e 4 dello stesso decreto, i tipi di dati e le operazioni strettamente necessari e pertinenti in relazione alle specifiche attività svolte dal Comitato. Tale ricognizione potrebbe essere effettuata nello schema in oggetto o in altro provvedimento regolamentare, il cui iter di approvazione dovrebbe comunque essere avviato da codesto Ministero entro il 31 dicembre di quest'anno (l'Ufficio del Garante resta a piena disposizione per fornire ogni chiarimento o collaborazione utile in proposito).

Per quanto concerne la creazione della banca dati relativa alla popolazione dei minori stranieri, si osserva che la relativa previsione regolamentare è generica e, in sostanza, si limita ad indicare le sole finalità generali per le quali viene istituita, lasciando al Comitato un'ampia discrezionalità sulle informazioni da inserirvi. In questo senso, appare necessario andare oltre un semplice richiamo al rispetto della normativa sulla tutela della riservatezza, precisando l'ambito e le principali caratteristiche del suo funzionamento della banca dati e definendo:

le categorie di dati personali in essa contenute, con particolare riferimento ad informazioni aventi natura sensibile;

le relative modalità di funzionamento e di gestione in relazione, soprattutto, all'accesso ai dati, sia interno (uffici responsabili ed impiegati incaricati di consultare o elaborare i dati), sia esterno (nei riguardi di altre amministrazioni pubbliche o di soggetti privati);

almeno in linea generale, apposite misure da adottare per la custodia, la conservazione e la sicurezza dei dati.

Infine, per quanto concerne l'art. 5, comma 1, dello schema, inerente al censimento dei minori stranieri non accompagnati già presenti in Italia, si suggerisce di inserire dopo le parole: "con qualsiasi mezzo" le seguenti: "idoneo a garantire che la segnalazione sia conoscibile dai soli soggetti incaricati".

IL PRESIDENTE