Garante per la protezione
    dei dati personali

La Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica - ha chiesto un parere su come debba essere gestita, alla luce della legge sulla protezione dei dati personali, l'anagrafe delle prestazioni dei dipendenti pubblici.

Roma, lì 23 ottobre 1997                

Alla Presidenza del Consiglio dei ministri                
Dipartimento funzione pubblica                
Roma                

OGGETTO: Anagrafe delle prestazioni di dipendenti pubblici. Art. 24 L. n. 412/1991.

Con riferimento al quesito formulato con la nota trasmessa il 22 u.s., si osserva che l'anagrafe indicata in oggetto può essere considerata come un archivio "pubblico" di dati personali, detenuto da un soggetto pubblico.

Le notizie attinenti agli incarichi e ai compensi attribuiti a vario titolo al personale delle amministrazioni pubbliche sono considerate dalla legge n.675/1996 come "dati personali".

L'art. 24, comma 1, della legge n.412/1991 definisce l'archivio quale "anagrafe" e, nel descriverne le finalità, richiama l'attenzione sulla garanzia della trasparenza dell'azione amministrativa.

Tuttavia, la medesima norma non disciplina il profilo relativo alla conoscibilità dei dati contenuti nell'anagrafe, e induce a dubitare che essa sia accessibile a chiunque.

Nell'applicare la norma, il Dipartimento della funzione pubblica deve tener conto del nuovo quadro normativo introdotto dalla legge n.675 del 1996.

L'articolo 27, comma 1, della medesima legge permette ai soggetti pubblici di raccogliere e di utilizzare dati personali ai fini dello svolgimento delle rispettive funzioni istituzionali, nel rispetto dei limiti eventualmente stabiliti dalla normativa primaria e secondaria di riferimento.

La stessa disposizione, nei successivi commi, disciplina in modo specifico e più rigoroso la comunicazione e la diffusione di dati personali ad altri soggetti pubblici e a soggetti privati (art. 27, rispettivamente commi 2 e 3).

I soggetti pubblici possono comunicare o diffondere a privati i dati in loro possesso, qualora tali operazioni siano previste da precise norme di legge o di regolamento. La divulgazione di dati ad altre amministrazioni pubbliche, invece, richiede anch'essa l'esistenza di una puntuale norma primaria o secondaria ma, in via residuale, è comunque possibile, benché non prevista da una norma, quando sia necessaria per lo svolgimento di funzioni istituzionali.

Alla luce di quanto poc'anzi esposto, si ritiene che i dati contenuti nell'anagrafe possano certamente formare oggetto di accesso ai documenti amministrativi in base alla legge n.241/1990, ed essere comunicati ad altre amministrazioni pubbliche per lo svolgimento di funzioni istituzionali.

Qualora codesto Dipartimento intenda rafforzare la finalità di trasparenza sottesa all'anagrafe delle prestazioni, e assicurare l'accesso ai dati da parte del pubblico, dovrà promuovere una modifica dell'art. 24 della legge n. 412/1991, prevedendo espressamente la divulgabilità dei dati.

IL SEGRETARIO GENERALE