Garante per la protezione
    dei dati personali


Il Garante, rispondendo all'Agenzia Spaziale Italiana,ha chiarito i rapporti esistenti tra i principi affermati dallalegge n. 675/1996 e il diritto di accesso ai documenti amministratividisciplinato dalla legge n. 241/1990.

Roma, 22 ottobre 1997               

Agenzia Spaziale Italiana               
Via di Villa Patrizi, 13               
00161 Roma                

e, p.c.               

Presidenza del Consiglio dei Ministri               
Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi               
Via Minghetti, 10               
00186 Roma                

OGGETTO: Quesiti concernenti l'applicazione dellalegge 31 dicembre 1996.

Con nota n. 97/378 del 23 luglio 1997, l'AgenziaSpaziale Italiana (ASI) ha formulato alcuni quesiti in materiadi accesso ai documenti amministrativi.

Si chiede, in particolare, se sia possibile consegnarela documentazione relativa allo svolgimento di un concorso adun soggetto che non ha superato la selezione effettuata dall'Agenziaai fini dell'assunzione di personale altamente specializzato.Il quesito riguarda, in particolare, l'accesso ai dati relativialla composizione della Commissione (con l'indicazione dell'amministrazionedi appartenenza e dell'eventuale funzione ricoperta in ASI daisingoli membri, nonché dei rispettivi curricula vitae),ai verbali della Commissione, al provvedimento del Consiglio diAmministrazione dell'ASI di approvazione degli atti della procedura,alle generalità del responsabile del procedimento e, infine,alle domande e ai curricula presentati dai partecipanti alla selezione.

L'accesso ai documenti amministrativi, riconosciutoa chiunque vi abbia un interesse personale e concreto in relazionealla tutela di situazioni giuridicamente rilevanti (art. 22 legge7 agosto 1990, n.241; art. 2 d.P.R. 27 giugno 1992, n.352), nonè pregiudicato dall'entrata in vigore della legge n.675/1996,la quale ha fatto salve, in quanto compatibili, le norme vigentiin materia di accesso ai documenti amministrativi (art. 43, comma5, legge n. 675/1996). Tale accesso può essere, quindi, esercitatonei casi e nei limiti previsti dalla legge n.241/1990 e da normespeciali quali quelle relative alle amministrazioni locali.

Nel caso in esame deve ritenersi, pertanto che icandidati abbiano la facoltà di esercitare il diritto diaccesso agli atti delle procedure di concorso ai sensi degli artt.1 e 2 del d.P.R. n.352/1992 (art. 12, comma 3, d.P.R. 9 maggio1994, n.487).

Per quanto riguarda i curricula vitae dei partecipantialla selezione, va osservato che la stessa normativa sull'accessoprevede che spetta alle singole amministrazioni individuare idocumenti amministrativi che possono essere sottratti all'accessoin relazione all'esigenza di salvaguardare la riservatezza diterzi. Più precisamente, possono essere esclusi quei documentio parti di documenti che riguardano la vita privata o la riservatezzadi persone fisiche, con particolare riferimento agli interessisanitari, professionali, ecc., di cui esse siano in concreto titolari.Deve essere garantita agli interessati, comunque, la possibilitàdi visionare gli atti relativi ai procedimenti amministrativi,ivi compresi i curricula, qualora la conoscenza dei singoli documentisia effettivamente necessaria per curare o per difendere i lorointeressi giuridici (art. 24, comma 2, lett. d), legge n.241/1990;art. 8, comma 5, lett. d), d.P.R. n.352/1992).

Questo bilanciamento è stato oggetto, di recente,di una pronuncia del Consiglio di Stato (Ad. Plen. 4 febbraio1997, n.5), il quale ha ribadito il principio secondo cui il dirittoalla riservatezza può essere sacrificato quando l'accessoal documento amministrativo sia necessario, appunto, «percurare o difendere» gli interessi giuridici del richiedente.Resta ferma l'esigenza che i dati acquisiti in sede di accessoai procedimenti amministrativi siano utilizzati esclusivamenteper le finalità di tutela delle situazioni giuridicamenterilevanti che hanno motivato l'accesso.

IL PRESIDENTE