Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 9 OTTOBRE 2014

Registrodei provvedimenti
 n. 458 del 9 ottobre 2014

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano,componente e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTE leistanze ex art. 7 d.lgs. 30 giugno 2003, 196, Codice in materia di protezionedei dati personali (di seguito "Codice"), datate 13 gennaio 2014 e 23aprile 2014 inviate a Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti S.p.A. conle quali Paolo Melideo, ex dipendente di tale banca e parte in numerosi giudiziin corso dinanzi all'autorità giudiziaria nei confronti della stessa, hachiesto (in modo poco comprensibile dati i continui rinvii a documenti che nerichiamano degli altri, peraltro attinenti a tematiche disparate) di accedereai dati personali che lo riguardano che figurano: a) nelle delibere delComitato esecutivo dell'11 e del 14 giugno 2004; b) "nelle relazioni exartt. 57 e 59 Regolamento Consob n. 11522/1998 relative alla mia istanza dirimborso del 1 marzo 2000"; c) "nella direttiva indicata nelladelega impartita al legale della Carichieti S.p.A. di cui all'allegato";d) "nella relazione di Giovanni Lupiani del 22 marzo 2000 attinente allamia richiesta di rimborso del 1 marzo 2000"; e) nella delibera che vienecitata nell'atto di delega rilasciato dal Presidente Di Marzio all'interessatodel 23 giugno 1992;

VISTO ilricorso presentato al Garante il 20 maggio 2014 da Paolo Melideo nei confrontidi Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti S.p.A. con il qualel'interessato ha ribadito le proprie richieste chiedendo anche di porre acarico dell'istituto di credito resistente le spese del procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'Ufficio e, in particolare, la nota del 28 maggio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del Codice, hainvitato la resistente a fornire riscontro alle richieste dell'interessato,nonché la nota del 14 luglio 2014 con cui è stata disposta, ai sensidell'art.149 comma 7 del Codice la proroga del termine per la decisione sulricorso;

VISTA lanota pervenuta per e-mail il 9 giugno 2014 con la quale l'istituto di creditoresistente, rappresentato e difeso dall'avv. Vittorio Supino, nell'evidenziarecome le richieste del ricorrente "sistematicamente reiterate all'infinito,non possono che essere evase, per quanto possibile, nei limiti di quel cherisulta reperibile", ha comunicato di avere già inviato al ricorrente ladocumentazione rinvenuta con la "nota di riscontro del 12 febbraio2014" comprensiva di allegati (tanto che lo stesso "lamenta il fattoche vi siano degli omissis nella relazione Consob") e che la medesima documentazioneviene allo stesso nuovamente trasmessa;

VISTE lenote pervenute per fax l'11 giugno 2014 e il 18 luglio 2014, con le qualil'interessato, dopo aver esposto alcune considerazioni relativamente a presuntefalse dichiarazioni della controparte, ha affermato che il riscontro fornitodalla resistente in data 12 febbraio u.s. e inviatogli nuovamente il 9 giugnou.s., non è affatto esaustivo lamentando la mancanza di diversi documenti, tracui in particolare quelli richiesti nell'atto di ricorso;

VISTA lanota pervenuta per e-mail il 1 ottobre 2014 con la quale l'istituto di creditoresistente, nel ribadire di avere inviato al ricorrente parte delladocumentazione richiesta negli interpelli preventivi del 13 gennaio 2014 e 23aprile 2014 già prima della presentazione del ricorso "nei limiti diquanto è stato possibile reperire", ha ulteriormente specificato che: a)con riferimento alla delibera del Comitato esecutivo dell'11 giugno 2004, lastessa non esiste in quanto il medesimo Comitato non ha mai deliberato in taledata (copia della delibera del 14 giugno 2004 è invece stata trasmessaall'interessato); b) non sono "allo stato rinvenibili né la delibera del23 giugno 1992 del "Di Marzio", né la direttiva indicata nella delegarichiesta dal ricorrente nell'interpello del 13.1.2014";

RILEVATOche la richiesta di accedere ai dati personali ai sensi degli artt. 7 e 8 delCodice, come già evidenziato più volte dal Garante con precedenti provvedimentiadottati nei confronti delle medesime parti, consente di ottenere, ai sensidell'art. 10 del Codice, la comunicazione in forma intelligibile dei soli datipersonali effettivamente e attualmente detenuti dal titolare del trattamento,estrapolati dai documenti che li contengono, e che tale richiesta, da un lato,non consente all'interessato di chiedere copia integrale di tali documenti,dall'altro, non comporta l'obbligo per il titolare del trattamento diadoperarsi presso terzi per rinvenire dati personali un tempo detenuti ma allostato non più dallo stesso trattati;

RILEVATOche, come risulta dalla documentazione prodotta in atti, il titolare deltrattamento aveva riscontrato le richieste formulate dall'interessatonell'interpello del 13 gennaio 2014 già prima della presentazione del ricorso(con la nota del 12 febbraio 2014) inviando allo stesso i documenti richiesti"nei limiti di quel che risultava reperibile"; ritenuto pertanto cheper questa parte il ricorso deve essere dichiarato infondato;

RILEVATOaltresì che con riferimento alle restanti richieste di accesso, allo statodella documentazione in atti e tenuto anche conto della situazione contenziosaparticolarmente complessa tra le parti di cui anche ai numerosi procedimentiinstaurati tra le stesse dinanzi a questa Autorità, la resistente ha fornito unsufficiente riscontro avendo la stessa affermato (con dichiarazione della cuiveridicità l'autore risponde ai sensi dell'art. 168 del Codice: "Falsitànelle dichiarazioni e notificazioni al Garante") nel corso delprocedimento che "il Comitato esecutivo non ha deliberato in data 11giugno 2004" e che "allo stato non sono rinvenibili né la deliberadel 23 giugno 1992 del "Di Marzio", né la direttiva indicata nelladelega richiesta dal ricorrente nell'interpello del 13.1.2014"; ritenutoquindi che per questa parte deve essere dichiarato non luogo a provvedere sulricorso ai sensi dell'art. 149 comma 2 del Codice;

VISTA ladeterminazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; ritenuto congruo,su questa base, determinare l'ammontare delle spese e dei diritti inerentiall'odierno ricorso nella misura di euro 500 e ritenuto di porli a carico delricorrente, nella misura di euro 150, previa compensazione della residua parte,in ragione della peculiarità della vicenda e della parziale infondatezza delricorso;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTE leosservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 delregolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE

1)     dichiara infondate lerichieste di accesso di cui alle lett. a), b) e d);

2)     dichiara non luogo aprovvedere in ordine alle restanti richieste;

3)     determina nella misuraforfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese del procedimento, che vengonoposti, nella misura di 150 euro, a carico del ricorrente, il quale dovràliquidarli direttamente a favore della resistente; compensa tra le parti la residuaporzione delle spese.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziaria, conricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenza iltitolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla datadi comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se ilricorrente risiede all'estero.

Roma, 9 ottobre 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia