Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 2 OTTOBRE 2014

Registrodei provvedimenti
 n. 456 del 2 ottobre 2014

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTO ilricorso, regolarizzato in data 27 giugno 2014 nei confronti di Vodafone OmnitelB.V. e di TeleTu S.p.A., con cui XY, rappresentato e difeso dagli avv.tiStefano Orlandi e Mariangela Leone, lamentando l'avvenuta ricezione, sul numerodi utenza fissa intestato al medesimo, di comunicazioni telefoniche nondesiderate di carattere promozionale, alcune con numerazioni in chiaro ed altrecon numero oscurato, ha ribadito alcune delle istanze già avanzate ai sensidell'art. 7 d.lgs. n. 196 del 30 giugno 2003, Codice in materia di protezionedei dati personali (di seguito "Codice") ed ha chiesto di ottenere lacomunicazione in forma intellegibile dei dati personali che lo riguardano, diconoscerne l'origine, nonché i soggetti, o le categorie di soggetti, ai qualitali dati sono stati o possano essere comunicati; il ricorrente ha inoltrechiesto la liquidazione in proprio favore delle spese sostenute per ilprocedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 2 luglio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato leparti  resistenti a fornire riscontro alle richieste dell'interessato;

VISTA lanota, pervenuta per posta elettronica certificata il 14 luglio 2014, con cuiVodafone Omnitel B.V., in qualità di titolare del trattamento ancherelativamente ai servizi offerti da TeleTu S.p.A., ha rappresentato di avereseguito le dovute verifiche in ordine all'avvenuta ricezione delle chiamate dinatura commerciale lamentate dal ricorrente, dichiarando che "con riguardoalle chiamate effettuate da numerazioni non identificate, la società non è statain grado di attribuire il contatto ad uno dei propri call center o dei propripartner commerciali", tenuto conto che "l'intera rete commercialeVodafone () effettua contatti telefonici utilizzando utenze con numerazioni inchiaro, in modo da consentire l'identificazione della linea chiamante" cosìcome "i partner commerciali, in virtù degli accordi contrattuali inessere"; il titolare del trattamento ha inoltre precisato, con riguardoalle chiamate generate da numerazioni in chiaro, che "al fine di gestire ()i reclami provenienti dall'utenza per chiamate promozionali indesiderate, direcente Vodafone () ha effettuato una campagna di richiamo che ha coinvoltotutti i partner commerciali di cui la società si avvale per la promozione deipropri servizi", al fine di avere esatta conoscenza "dellenumerazioni che i propri partner utilizzano nell'attività promozionale perconto di Vodafone", rappresentando che all'esito delle verificheeffettuate su quanto indicato dal ricorrente "nessuna numerazione è risultatain uso a call center, agenzie o partner commerciali di Vodafone"; VodafoneOmnitel B.V. ha infine dichiarato, con riguardo alle istanze di accessoformulate dall'interessato, che "sia sui sistemi Vodafone che sui sistemiTeleTu – di cui pure Vodafone è titolare – non è presente alcundato" al medesimo riferibile, rilevando di non aver fornito riscontroanteriormente alla presentazione del ricorso "a causa di un mero disguidointerno";

VISTA lanota datata 18 luglio 2014 con cui il ricorrente, pur prendendo atto delriscontro fornito dal titolare del trattamento, ne ha comunque eccepitol'inadeguatezza rilevando come sia fenomeno diffuso tra molti utenti quellodella ricezione di telefonate promozionali non desiderate da parte di operatoricommerciali, tra cui Vodafone, nonostante la chiara volontà espressa in sensocontrario dai destinatari, tenuto conto del fatto che sia "praticainvalsa, nel mondo commerciale, ricorrere a Fornitori che a loro volta siaffidano a sub-fornitori e addirittura a sub-sub-fornitori e che, in certeoccasioni, seguire lo svilupparsi di tale catena può non essere agevole";l'interessato ha infine ribadito la richiesta di liquidazione in proprio favoredelle spese sostenute per il procedimento;

RITENUTO,alla luce di quanto sopra esposto, e per quanto attiene esclusivamente aidiritti che possono essere legittimamente esercitati con lo strumento delricorso, di dover dichiarare, ai sensi dell'art. 149 comma 2 del Codice, nonluogo a provvedere sul ricorso, avendo il titolare del trattamento fornito unriscontro sufficiente, sia pure solo dopo la presentazione del ricorso, inmerito alle richieste specificamente avanzate dal ricorrente con lo stesso,dichiarando (con dichiarazione della cui veridicità l'autore risponde ai sensidell'art. 168 del Codice "Falsità nelle dichiarazioni e notificazioni alGarante") che sia sui sistemi Vodafone che sui sistemi TeleTu non èpresente alcun dato riferibile al ricorrente;

RILEVATOche, alla luce degli elementi emersi nel corso dell'istruttoria e delladocumentazione acquisita, risulta controversa la riconducibilità allaresistente delle comunicazioni telefoniche indesiderate di caratterepromozionale ricevute dal ricorrente; rilevato, pertanto, che l'Autoritàprovvederà con autonomo procedimento a verificare la liceità del trattamento;

VISTA ladeterminazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese da liquidare per i ricorsi; ritenuto congruo, suquesta base, determinare l'ammontare delle spese inerenti l'odierno ricorsonella misura di euro 500 considerati gli adempimenti connessi, in particolare,alla presentazione del medesimo e ritenuto di porli a carico di VodafoneOmnitel B.V., nella misura di euro 350, previa compensazione della residuaparte per giusti motivi;

VISTA ladocumentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTE leosservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

1)     dichiara non luogo aprovvedere sul ricorso;

2)     determina nella misuraforfettaria di euro 500 l'ammontare delle spese e dei diritti del procedimentoche vengono posti, nella misura di 350 euro, a carico di Vodafone Omnitel B.V.la quale dovrà liquidarli direttamente a favore del ricorrente; compensa tra leparti la residua porzione delle spese.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziaria ,conricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenza iltitolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla datadi comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se ilricorrente risiede all'estero.

Roma, 2 ottobre  2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia