Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 2 OTTOBRE 2014

Registrodei provvedimenti 
n. 440 del 2 ottobre 2014

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTAl'istanza ex art. 7 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia diprotezione dei dati personali (di seguito "Codice"), datata 18 aprile2014 inviata a Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti S.p.A. con la qualePaolo Melideo, ex dipendente di tale banca e parte in numerosi giudizi in corsodinanzi all'autorità giudiziaria nei confronti della stessa, ha chiesto (inmodo poco comprensibile dato il richiamo ad una serie di documenti attinenti atematiche più disparate, di cui alcuni molto risalenti nel tempo ed altri prividi riferimento temporale) di accedere ai dati personali che lo riguardanocontenuti in numerosi documenti contraddistinti dai numeri da 1) a 12); inparticolare trattasi di: a) memorie predisposte dal ricorrente negli anni 1994-1995relative ad attività dell'ufficio cui lo stesso era impiegato e altradocumentazione, priva di riferimento temporale, relativa al conferimento diincarichi a soggetti terzi per la rappresentazione e/o la difesa in giudizio;b) note relative agli anni 1995 e 1997 intercorse tra Carichieti S.p.A. e ilMinistero delle Finanze; c) "registro di prima nota della Direzionegenerale del 21 giugno 1996 n. 9.03"; d) "paper" del 25 giugno1999; e) delibera del 29 aprile 2002 "in cui narrasi di meŠ"nonché iverbali delle "ultime due ispezioni effettuate da Bankitalia";

VISTO ilricorso presentato al Garante il 13 maggio 2014 da Paolo Melideo nei confrontidi Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti S.p.A. con il qualel'interessato ha ribadito le proprie richieste chiedendo anche di porre acarico dell'istituto di credito resistente le spese del procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'Ufficio e, in particolare, la nota del 21 maggio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 del Codice, ha invitato laresistente a fornire riscontro alle richieste dell'interessato, nonché la notadell'11 luglio 2014 con cui è stata disposta la proroga del termine per ladecisione sul ricorso;

VISTA lanota pervenuta per fax il 26 maggio 2014 con la quale il ricorrente hacomunicato che, con riferimento all'istanza di accedere ai dati contenuti nei"verbali delle ultime due ispezioni effettuate da Bankitalia" (punto6 dell'interpello  preventivo), intendeva riferirsi "alla ispezioneBankitalia di cui al documento n. 4 allegato e a quella ad essaprecedente" (il documento prodotto in allegato è un provvedimentosanzionatorio della Banca d'Italia del 12.6.2013);

VISTA lanota del 30 maggio 2014 con la quale l'istituto di credito resistente,rappresentato e difeso dall'avv. Vittorio Supino, nel sottolineare che ilricorrente reitera continuamente le medesime richieste "non solo quelleevase ma anche quelle che hanno avuto un riscontro negativo con il rischio e lapaludata intenzione di creare confusione (Š)", ha rappresentato come nelcaso di specie, "dal confronto testuale delle istanze pervenute" (il18.11.2013 e il 18.4.2014) "si evidenzia che i documenti elencati nellanota del 18 aprile u.s. che vanno dal n. 1 al n. 10 coincidono con gli stessidocumenti elencati nella nota del 18.11.2013 alla quale è stato dato puntualeriscontro (con nota del 20 marzo 2014 che si allega) e che quanto richiesto alpunto 12) coincide con quanto già richiesto ( sempre nella nota del 18.11.2013) al punto 15"; l'unico documento che non compare nell'interpello del18.11.2013 è quello indicato al punto 11" (delibera del 29 aprile 2002);la parte resistente ha quindi affermato che "ogni precisazione in merito (Š)alle istanze del ricorrente viene effettuata per relationem rispetto alla comunicazionedel 20.3.2014" (e dei relativi allegati), peraltro già acquisita agli attidall'Autorità nel corso del procedimento definito con decisione del 27 marzo2014 (fasc. 90829); nella medesima nota la resistente ha quindi precisato cheparte dei documenti non è più esistente (e in tal senso ha allegato "copiadella dichiarazione di macero al 25.5.2007") ed ha altresì comunicato diavere nuovamente inviato all'interessato tutta la documentazione già consegnatanel corso del procedimento di cui al fascicolo 90829 nonché copia del cdcontenente "tutti gli atti ancora in essere presso la resistente fino al2009";

VISTE lenote pervenute per fax il 6 giugno, il 9 luglio, il 18 luglio e il 22 settembre2014 con le quali l'interessato, nel ribadire integralmente le proprierichieste, ha esposto diverse considerazioni relativamente a presunte falsedichiarazioni della controparte nonché in ordine all'avvenuta"macerazione" di documenti in assenza di un preciso "ordine diservizio" in tal senso;

RILEVATOche la richiesta di accedere ai dati personali ai sensi degli artt. 7 e 8 delCodice, come già evidenziato più volte dal Garante con precedenti provvedimentiadottati nei confronti delle medesime parti, consente di ottenere, ai sensidell'art. 10 del Codice, la comunicazione in forma intelligibile dei soli datipersonali effettivamente e attualmente detenuti dal titolare del trattamento,estrapolati dai documenti che li contengono, e che tale richiesta, da un lato,non consente all'interessato di chiedere copia integrale di tali documenti,dall'altro, non comporta l'obbligo per il titolare del trattamento diadoperarsi presso terzi per rinvenire dati personali un tempo detenuti ma allostato non più dallo stesso trattati;

RILEVATOche, allo stato della documentazione in atti, tenuto anche conto dellasituazione contenziosa particolarmente complessa tra le parti di cui anche ainumerosi procedimenti instaurati tra le stesse dinanzi a questa Autorità nonchédella reiterata riproposizione di istanze di accesso formulate ormai in modoevidentemente strumentale anche con riferimento a profili non riconducibiliall'ambito della protezione dei dati personali, la resistente ha fornito unriscontro idoneo avendo la stessa, con riferimento ai dati personali oggettodell'interpello preventivo (già oggetto di altro interpello e di altroprocedimento dinanzi a questa Autorità definito con decisione del 27 marzo2014): 1) comunicato i dati relativi al ricorrente attualmente detenuti(mediante consegna di un supporto informatico contenente dati fino al 2009),molti dei quali peraltro già comunicati in occasione di precedenti istanze diaccesso e ricorsi; 2) specificato di non detenerne altri (anche alla lucedell'inesistenza di alcuni documenti di cui all'interpello preventivo o dellamancata conservazione degli stessi nei propri archivi); 3) affermato che, peralcuni di essi, in considerazione della difficile intellegibilità dellerichieste dell'interessato (alcune delle quali formulate senza alcunriferimento temporale) non è possibile pervenire alla loro individuazione;

RITENUTO,alla luce di ciò, che deve essere dichiarato non luogo a provvedere sulricorso, ai sensi dell'art. 149 comma 2 del Codice;

RITENUTOche sussistono giusti motivi per compensare fra le parti le spese del procedimento;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTE leosservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 delregolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE

1) dichiara non luogo a provvedere sul ricorso;

2) dichiara compensate fra le parti le spese delprocedimento.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziariaordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha laresidenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trentagiorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessantagiorni se il ricorrente risiede all'estero.

Roma, 2 ottobre 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia