Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 2 OTTOBRE 2014

Registrodei provvedimenti
 n. 449 del 2 ottobre 2014

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTO ilricorso al Garante presentato in data 27 giugno 2014 nei confronti di DeutscheBank S.p.A. con cui XY, nel ribadire le istanze già avanzate ai sensi degliartt. 7 e 8 d.lgs. n. 196 del 30 giugno 2003, Codice in materia di protezionedei dati personali (di seguito "Codice"), ha chiesto la cancellazionedell'iscrizione delle proprie generalità presso l'Archivio informatizzato degliassegni bancari e postali e delle carte di pagamento (Centrale d'allarmeinterbancaria–C.A.I.), istituito presso la Banca d'Italia, avvenuta inrelazione all'emissione, in data 04 marzo 2014, di un assegno bancario "di¤ 800,00 sul c/c n. (Š) intestato ad XX s.r.l. e firmato" dalla ricorrente"in qualità di legale rappresentante della suddetta società";l'interessata ha infatti rilevato che nonostante il pagamento dell'assegno,comprensivo dell'importo facciale, degli interessi, della penale e delle speseaccessorie, sia stato effettuato in data 24.03.2014, e quindi correttamente neltermine di 60 gg posto dalla resistente, "la presentazione delladichiarazione con firma autenticata veniva ritardata a causa dell'impossibilitàper motivi lavorativi del legittimo prenditore di farla pervenire neitempi" e veniva pertanto rifiutata dall'istituto di credito checontestualmente "provvedeva all'iscrizione del nominativo della scriventenell'archivio della C.A.I.";

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 3 luglio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del Codice, hainvitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richiestedell'interessata;

VISTA lanota del 12 agosto 2014 con cui il titolare del trattamento ha comunicato diaver già provveduto, anteriormente alla proposizione del ricorso, a fornireriscontro alla ricorrente in ordine alla richiesta di cancellazione dellasegnalazione presente in C.A.I. ribadendone la legittimità, tenuto conto delfatto che, anche in base all'orientamento giurisprudenziale formatosi inmerito, devono ritenersi "invalide quelle quietanze di pagamento delportatore formate successivamente alla scadenza dei sessanta giorni dalla datadi scadenza del termine di presentazione dell'assegno"; vista l'ulteriore nota del 28 agosto 2014 con cui l'istituto di credito resistente ha precisato,a tale riguardo, che l'assegno in contestazione "era stato tratto il7.3.2014 e, quindi, il tardivo pagamento poteva avvenire nel termine del19.05.2014, come comunicato alla cliente con nota del 18.3.2014",rappresentando altresì che "in effetti il 19 maggio 2014 la sig.ra XYpresentava la quietanza apparentemente sottoscritta il 24 marzo 2014 dalla (Š)beneficiaria del titolo; tuttavia tale documento, oltre a suscitare perplessitàsulla sottoscrizione ivi apposta (Š) risultava carente della pur richiestafirma autenticata" che risulta essere stata invece apposta pressol'Ufficio Anagrafe Attestazioni e Certificazioni del Comune di Milano in data21 maggio 2014, dunque oltre il termine concesso dalla legge; la resistente hapertanto evidenziato che, alla luce di quanto sopra esposto, la dichiarazionetardivamente ricevuta dalla ricorrente non può costituire valida provadell'avvenuto tempestivo pagamento dell'importo dovuto, per valutare il quale"si deve far riferimento alla data dell'autentica (che completa la quietanza)e non a quanto attestato dal beneficiario nella relativa dichiarazione";

RILEVATOche il contestato inserimento dei dati della ricorrente nell'Archivioinformatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento dicui all'art. 10-bis l. 15 dicembre 1990 n. 386 ("Nuova disciplinasanzionatoria degli assegni bancari") è avvenuto con modalità che nonrisultano, sulla base della documentazione in atti, aver violato ledisposizioni concernenti la specifica disciplina sanzionatoria degli assegnibancari, anche in relazione alle istruzioni e circolari applicative della Bancad'Italia; rilevato, infatti, che l'art. 8 comma 3 della citata legge prevedeche la prova dell'avvenuto pagamento deve essere fornita dal traenteall'istituto di credito trattario mediante consegna della quietanza delportatore con firma autenticata nelle forme di legge e che, ai sensi dell'art.9-bis comma 1, della medesima, la predetta prova deve essere fornita neltermine di sessanta giorni dalla data di scadenza del termine di presentazionedel titolo; rilevato che, nel caso di specie, la ricorrente non hatempestivamente fornito alla banca resistente la prova del pagamento tardivodel titolo entro i termini previsti dalla normativa di riferimento (ovveroentro il 19 maggio 2014), come si desume dalla data di autenticazione dellafirma del beneficiario del titolo, avvenuta in data 21 maggio 2014, appostasulla quietanza liberatoria di cui la medesima ricorrente ha allegato copia;

RITENUTO,pertanto, che la segnalazione disposta dalla banca resistente nell'archivioC.A.I. non risulta illecita e che il ricorso deve essere quindi dichiaratoinfondato;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice ;

VISTE leosservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

dichiara il ricorso infondato.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziaria, conricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenza iltitolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla datadi comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se ilricorrente risiede all'estero.

Roma, 2 ottobre 2014

ILPRESIDENTE
Soro

ILRELATORE
Bianchi Clerici

ILSEGRETARIO GENERALE
Busia

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia