Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 18 SETTEMBRE 2014

Registrodei provvedimenti
 n. 423 del 18 settembre 2014

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTO ilricorso al Garante presentato in via d'urgenza il 26 giugno 2014 nei confrontidi Unicredit S.p.A., Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e di Bancad'Italia, con il quale XY, rappresentato e difeso dall'avv. Fabio Seppioloni,ha chiesto la cancellazione dell'iscrizione del proprio nominativo pressol'archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte dipagamento (Centrale d'allarme interbancaria–CAI), istituito presso laBanca d'Italia, avvenuta a seguito del mancato pagamento di un assegno di euro3.000,00 emesso in data 8 aprile 2014 e tratto su un conto corrente accesopresso Unicredit S.p.A.; in particolare, il ricorrente ha sostenuto la illiceitàdi tale iscrizione rappresentando che, dopo aver appreso dall'Unicredit S.p.Ail giorno successivo all'emissione, vale a dire il 9 aprile 2014, che il conto correntein questione era stato oggetto di un provvedimento di sequestro preventivo aisensi dell'art. 322 c.p.p. (provvedimento ritualmente notificatogli solo indata 16 aprile 2014), aveva provveduto, "per evitare problematiche disorta", a pagare in contanti l'importo dell'assegno al beneficiario il quale gli rilasciava regolare quietanza di pagamento e provvedeva arichiamare il titolo che aveva presentato all'incasso lo stesso giornodell'emissione presso un'agenzia della Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.;tuttavia, tale banca, "non dava seguito alla richiesta di"richiamo" e provvedeva a dare corso alla compensazione deltitolo" con conseguente mancato pagamento dell'assegno "perindisponibilità delle somme in quanto sottoposte a sequestro preventivo"(provvedimento che veniva peraltro revocato in data 18 aprile 2014); in data 19giugno 2014, Unicredit S.p.A. provvedeva ad inserire le generalità delricorrente nell'archivio  C.A.I. omettendo di inviargli, a detta delricorrente, il c.d. "preavviso di revoca previsto dall'art. 9 bis dellalegge n. 386 del 1990; rilevato che il ricorrente ha lamentato il danno graveed irreparabile subito in relazione alla propria attività di imprenditore pereffetto della revoca della convenzione d'assegno non potendo provvedere adesempio al pagamento dei fornitori, delle maestranze e dei dipendenti, senzaconsiderare il concreto pericolo di revoca degli affidamenti bancariattualmente in essere;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 1 luglio 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del d.lgs. 30 giugno2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguito"Codice"), ha invitato i titolari del trattamento a fornire riscontroalle richieste dell'interessato, nonché la nota del 20 agosto 2014 con la qualequesta Autorità ha disposto, ai sensi dell'art. 149 comma 7 del Codice, laproroga del termine per la decisione sul ricorso;

VISTA lamemoria depositata in data 10 luglio 2014 con cui la Banca d'Italia ha eccepitol'inammissibilità del ricorso proposto nei propri confronti rilevando che ladisciplina dell'archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e dellecarte di pagamento irregolari (Centrale di allarme interbancaria – C.A.I)"pone a carico degli enti segnalanti la responsabilità dell'esattezza deidati trasmessi e l'onere di provvedere alla rettifica o alla cancellazione diquelli presenti in archivio, nel caso in cui la segnalazione originaria fossestata operata in difetto dei presupposti di legge" anche qualora vi sia unaccertamento in tal senso ad opera dell'autorità giudiziaria o del garante,escludendo con ciò in capo a sé, nonché alla società concessionariaresponsabile del trattamento, la titolarità del potere di verificare lasussistenza dei requisiti di legittimità delle iscrizioni effettuate erichiamando, a tale riguardo, le modifiche intervenute nella disciplina disettore (in particolare il disposto di cui all'art. 5 comma 4 del regolamentodel Governatore della Banca d'Italia del 29 gennaio 2002 come modificato dalsuccessivo regolamento del 16 marzo 2005); rilevato che la Banca d'Italia hacomunque allegato un report contenente le informazioni registrate nell'archivioC.A.I. in relazione al ricorrente alla data del 4 luglio 2014 "da cui sievince che, in pari data 4 luglio, la Unicredit Spa ha provveduto allacancellazione della iscrizione del nominativo del sig. XY";

VISTA lanota, datata 10 luglio 2014, con la quale Unicredit S.p.A., ha preliminarmentesostenuto la liceità della propria condotta avendo provveduto alla prescrittasegnalazione del ricorrente all'archivio C.A.I. come imposto dalla normativa inmateria di Centrale Allarme Interbancaria (d.lgs. n. 507 del 1999 e successivenorme di attuazione); in particolare, in esecuzione del citato provvedimento disequestro, in data 31 marzo 2014 sul conto corrente intestato al ricorrenteveniva apposto il blocco dalla competente struttura Unicredit S.p.A., cosicché,a seguito della negoziazione dell'assegno in questione da parte di Banca Montedei Paschi di Siena avvenuta in data 9 aprile 2014, Unicredit S.p.A. avvisavatempestivamente il ricorrente, in data 10 aprile 2014, dell'impossibilità dipagare l'assegno a causa del suddetto provvedimento di sequestro del conto e,"in assenza di richiamo e/o di prova dell'avvenuto pagamento dellaprovvista con altri mezzi", in data 11 aprile 2014 respingeva l'assegno ()con causale "Difetto di provvista – vincoli giudiziari sulc/c"; rilevato che successivamente Unicredit S.p.A. inviava in automaticoal ricorrente lettera raccomandata di preavviso di segnalazione CAI datata 14aprile 2014 che veniva restituita alla banca per compiuta giacenza ilsuccessivo 27 maggio 2014; rilevato che, a seguito di successivi contatti conil cliente, Unicredit S.p.A. ha provveduto in data 2 luglio 2014 allasospensione temporanea della segnalazione stessa, in attesa di ricevere ladocumentazione comprovante l'avvenuto pagamento tardivo del titolo e deglioneri accessori ed ha quindi, provveduto, a ricezione di tale documentazione,il successivo 4 luglio 2014, alla cancellazione definitiva dell'iscrizioneoggetto di ricorso;

RITENUTOche risultano sufficientemente motivate dal ricorrente le ragioni di urgenza dicui all'art. 146 del Codice che legittimano l'interessato a proporre ricorso inassenza della previa formulazione dell'interpello di cui all'art. 8 delmedesimo Codice nei confronti dei titolari del trattamento;

RITENUTOche il ricorso è ammissibile anche nei confronti della Banca d'Italia in quantola stessa, ai sensi dell'art. 10-bis della legge n. 386 del 1990, riveste laqualità di titolare del trattamento dei dati in questione; rilevato chel'interessato ha il diritto non solo di accedere alle informazioni che loriguardano contenute nell'archivio CAI., ma anche di esercitare gli altridiritti previsti dall'art. 7 del Codice, come ribadito nell'art. 11 del d.m. n.458 del 2001 recante il regolamento sul funzionamento dell'archivio;

RILEVATOcomunque che Unicredit S.p.A., in qualità di ente segnalante, ha provveduto arichiedere, a seguito della proposizione del ricorso, la cancellazionedell'iscrizione negativa a carico dell'interessato presente nella Centrale diAllarme Interbancaria;

RITENUTOpertanto, alla luce di quanto sopra esposto, di dover dichiarare, ai sensidell'art. 149  comma 2 del Codice, non luogo a provvedere nei confronti ditutti i titolari del trattamento;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTE leosservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

dichiaranon luogo a provvedere sul ricorso.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziaria, conricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenza iltitolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla datadi comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se ilricorrente risiede all'estero.

Roma, 18 settembre 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia