Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 24 LUGLIO 2014

Registrodei provvedimenti
 n. 384 del 24 luglio 2014

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTO ilricorso al Garante, presentato in data 16 aprile 2014 nei confronti di VodafoneOmnitel B.V., con il quale XY, lamentando l'avvenuta ricezione al proprionumero di utenza fissa di comunicazioni di carattere promozionale nondesiderate, ha ribadito le istanze avanzate ai sensi degli artt. 7 e 8 d.lgs.30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali ( diseguito "Codice"), ed ha chiesto di ottenere la confermadell'esistenza di dati personali che lo riguardano, la comunicazione deglistessi in forma intelligibile, di conoscerne l'origine, le finalità, le modalitàe la logica applicata al trattamento,  nonché gli estremi identificatividel titolare e del responsabile del trattamento, opponendosi  altresìall'ulteriore utilizzo dei propri dati personali con finalità di caratterepubblicitario e chiedendo, infine, che tale volontà sia comunicata ai soggetticui i predetti dati sono stati eventualmente trasmessi; l'interessato hainoltre chiesto la liquidazione in proprio favore delle spese sostenute per ilprocedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 29 aprile 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del Codice, hainvitato il titolare del trattamento a fornire riscontro alle richiestedell'interessato, nonché la nota del 12 giugno 2014 con cui è stata disposta,ai sensi dell'art. 149 comma 7 del Codice, la proroga del termine per ladecisione sul ricorso;

VISTA lanota del 15 maggio 2014 con cui il titolare del trattamento, nel dichiarare diaver fornito riscontro all'istanza di opposizione avanzata dal ricorrente conuna precedente comunicazione indirizzata al medesimo, ha comunque fornitoassicurazione "circa l'inserimento dell'utenza () nella black list diutenze non contattabili" che già era stata effettuata "in occasionedi un Suo precedente ricorso al Garante per la protezione dei dati personalidel dicembre 2013"; la società resistente, nel comunicare al ricorrente leulteriori informazioni richieste in sede di interpello preventivo, ha precisatoche "con riferimento agli ulteriori contatti telefonici ricevuti () perconto di Vodafone, nonostante le iniziative assunte dalla () società",quest'ultima "non è in grado di effettuare alcuna verifica né di assumereadeguate misure data l'assenza della indicazione del numero chiamante";

VISTA lanota del 23 giugno 2014 con cui il ricorrente, nell'eccepire di non aver mairicevuto la nota di riscontro indicata dal titolare del trattamento, ha presoatto della conferma di avvenuto inserimento del proprio nominativo nella listadi utenze non contattabili detenuta da Vodafone Omnitel B.V., pur rilevando dinon aver ricevuto indicazioni specifiche in ordine alle eventuali iniziativeintraprese dalla resistente "al fine di impedire che terzi continuasseroad effettuare chiamate di natura pubblicitaria citando il nome della Società";

VISTA lanota datata 15 luglio 2014 con cui il titolare del trattamento, nel fornireriscontro alle eccezioni sollevate dal ricorrente, ha dichiarato che "icall center Vodafone effettuano chiamate promozionali utilizzandoesclusivamente utenze con numerazioni in chiaro in modo da consentirel'identificazione della linea chiamante" così come previsto anche per i"partner commerciali della () società", precisando che "laddovedovesse emergere il mancato rispetto di tale obbligo" da parte di questiultimi, "Vodafone adotterà le misure necessarie ad impedire laprosecuzione di tale condotta, ma in assenza di tale evidenza () non è ingrado di assumere alcun tipo di iniziativa"; la società resistente hainfine ribadito di "aver posto in essere tutte le iniziative che sono insuo potere per evitare contatti indesiderati", tra cui, in particolare, ilperiodico aggiornamento della lista delle numerazioni non contattabili e laloro comunicazione "all'intera rete commerciale Vodafone";

RITENUTO,alla luce di quanto sopra esposto, di dover dichiarare, ai sensi dell'art. 149comma 2 del Codice, non luogo a provvedere sul ricorso avendo la resistentefornito un riscontro sufficiente, seppure solo nel corso del procedimento; ciòtenuto peraltro conto del fatto che, in ordine alla ricezione di chiamateindesiderate denunciate dall'interessato, il titolare del trattamento hadichiarato (con dichiarazione della cui veridicità l'autore risponde ai sensidell'art. 168 del Codice "Falsità nelle dichiarazioni e notificazioni alGarante") di non poter effettuare verifiche in ordine alla loroprovenienza data l'assenza della numerazione chiamante;

VISTA ladeterminazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettariadell'ammontare delle spese da liquidare per i ricorsi; ritenuto congruo, suquesta base, determinare l'ammontare delle spese inerenti l'odierno ricorsonella misura di euro 500, considerati gli adempimenti connessi allapresentazione del medesimo e ritenuto di porli a carico di Vodafone OmnitelS.p.A. nella misura di euro 200, previa compensazione della residua parte pergiusti motivi;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTE leosservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Augusta Iannini;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

a) dichiara non luogo a provvedere sul ricorso;

b) determina nella misura forfettaria di euro 500 l'ammontaredelle spese e dei diritti del procedimento che vengono posti, nella misura di200 euro, a carico di Vodafone Omnitel S.p.A. che dovrà liquidarli direttamentea favore del ricorrente; compensa tra le parti la residua porzione delle spese.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziaria, conricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenza iltitolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla datadi comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se ilricorrente risiede all'estero.

Roma, 24 luglio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Iannini

Il segretario generale
Busia