Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 24 LUGLIO 2014

Registrodei provvedimenti
 n. 386 del 24 luglio 2014

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTO ilricorso al Garante proposto in via d'urgenza e regolarizzato in data 17 aprile2014 nei confronti di Carichieti S.p.A. con cui XY, rappresentata e difesadall'avv. Denis Marini, ha chiesto la cancellazione dell'iscrizione delleproprie generalità presso l'Archivio informatizzato degli assegni bancari epostali e delle carte di pagamento (Centrale d'allarme interbancaria–C.A.I.),istituito presso la Banca d'Italia, in relazione al mancato pagamento perdifetto di provvista di un assegno bancario emesso in data 31 dicembre 2013; laricorrente ne ha lamentato l'illegittimità tenuto conto che l'assegno, pagabile"fuori piazza", poteva essere presentato per l'incasso entro 15giorni dall'emissione ed infatti era stato pagato al beneficiario del titolo indata 13 gennaio 2014, nel rispetto quindi di tale termine, come risulta daltimbro "valuta per l'incasso" apposto dalla banca negoziatricecontestualmente al pagamento; rilevato che il beneficiario del titolo haricevuto integralmente il pagamento dell'importo dell'assegno, comprensivo dispese, interessi e commissioni, come risulta dalla dichiarazione del prenditoredel titolo allegata al ricorso; rilevato che la ricorrente ha sostenuto che"a causa di disguidi ed errori posti in essere dalla Banca trattaria",l'assegno in questione è stato invece considerato impagato e la ricorrente èstata conseguentemente segnalata alla C.A.I.;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 29 aprile 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149, comma 1, d.lgs. 30 giugno2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali (di seguito"Codice" ), ha invitato il titolare del trattamento a fornireriscontro alle richieste dell'interessata, nonché la successiva nota del 12giugno 2014 con cui è stata  disposta la proroga del termine per ladecisione sul ricorso ai sensi dell'art. 149 comma 7 del Codice;

VISTA lanota del 13 maggio 2014 con la quale l'istituto di credito resistente hasostenuto che l'assegno in questione, risultato impagato all'atto dellapresentazione avvenuta in data 8 gennaio 2014, è stato successivamenterichiamato, circostanza che ha consentito alla ricorrente di evitare la levatadel protesto ma non anche di evitare la procedura di inserimento nell'ArchivioC.A.I.; infatti, in data 16 gennaio 2014 la banca ha trasmesso (conraccomandata a.r.) alla ricorrente il preavviso di revoca ad emettere assegnidi cui all'art. 9 bis della legge n. 386 del 1990 (allegato alla nota), con ilquale informava quest'ultima che nel caso di specie l'ultimo giorno utile pereffettuare il pagamento tardivo del titolo e fornirne prova alla banca era il17 marzo 2014; rilevato che la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietàcon sottoscrizione del prenditore del titolo, allegata al ricorso, reca la datadel 18 marzo 2014, "quindi il giorno dopo lo spirare del termine utile peril pagamento tardivo" e che, in ogni caso, "se anche la data delladichiarazione fosse stata antecedente a detto termine ma la dichiarazionestessa fosse stata presentata successivamente a detto termine, la banca avrebbedovuto considerare il titolo come impagato"; rilevato che la banca,affermando la correttezza del proprio operato, ha chiesto di rigettare ilricorso;

VISTA lamemoria trasmessa in data 23 giugno 2014 con la quale la ricorrente ha ribaditodi aver effettuato il pagamento tempestivo dell'assegno ritenendo che iltermine per la presentazione dello stesso, nel caso di specie 15 giornitrattandosi di assegno pagabile "fuori piazza", debba intendersianche quale termine per il pagamento; rilevato pertanto che, la ricorrente avendo a proprio avviso effettuato il pagamento del titolo "in tempoutile", la banca trattaria avrebbe erroneamente considerato impagatol'assegno in questione con il contestuale avvio della procedura sanzionatoriaamministrativa;

RILEVATO,che il contestato inserimento dei dati della ricorrente nell'Archivioinformatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento dicui all'art. 10-bis della legge n. 386 del 1990 è avvenuto con modalità che nonrisultano, sulla base della documentazione in atti, aver violato ledisposizioni concernenti la specifica disciplina sanzionatoria degli assegnibancari, anche in relazione alle istruzioni e circolari applicative della Bancad'Italia; rilevato, inoltre, che  se all'atto della presentazione, daeffettuarsi entro la scadenza del termine previsto dalla normativa di settore,l'assegno non viene pagato in tutto o in parte per difetto di provvista, labanca trattaria ha l'obbligo di avviare la procedura volta all'inserimentodelle generalità del traente nell'Archivio C.A.I., a nulla rilevando chel'assegno sia stato successivamente richiamato, circostanza , questa, checonsente al traente esclusivamente di evitare il protesto del titolo; rilevatoche la ricorrente non ha tempestivamente fornito alla banca resistente la provadel pagamento tardivo del titolo entro i termini previsti dall'art. 9-bis dellalegge n. 386 del 1990 (17 marzo 2014), come si desume dalla data di autenticazionedel beneficiario del titolo riportata sulla quietanza liberatoria, 18 marzo2014 (di cui è stata allegata copia dalla ricorrente medesima);

RITENUTO,pertanto, che la segnalazione disposta dalla banca resistente nell'archivioC.A.I. non risulta illecita e che il ricorso deve essere quindi dichiaratoinfondato;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice ;

VISTE leosservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

dichiarail ricorso infondato.

Ai sensidegli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso il presenteprovvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziaria, conricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenza iltitolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla datadi comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se ilricorrente risiede all'estero.

Roma, 24 luglio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Bianchi Clerici

Il segretario generale
Busia