Garante per la protezione
    dei dati personali


PROVVEDIMENTO DEL 24 LUGLIO 2014

Registrodei provvedimenti
 n. 387 del 24 luglio 2014

 

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLAriunione odierna, alla presenza del dott. Antonello Soro, presidente, delladott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della prof.ssa Licia Califano e delladott.ssa Giovanna Bianchi Clerici, componenti e del dott. Giuseppe Busia,segretario generale;

VISTO ilricorso presentato al Garante, in data 17 aprile 2014 da XY, rappresentato edifeso dall'avv. Marco Seppi, nei confronti di Finegil S.p.A., in qualità dieditore di alcune testate giornalistiche regionali del Veneto ("La NuovaVenezia", "La Tribuna di Treviso", "Il Mattino diPadova" e "Il Corriere delle Alpi"), con il quale il ricorrente,in relazione alla pubblicazione negli archivi on-line dei predetti quotidiani -consultabili anche attraverso i motori di ricerca esterni ai siti delle citatetestate - di alcuni articoli risalenti agli anni 2003 e 2004 contenenti datipersonali che lo riguardano, reiterando le istanze già avanzate ai sensi degliartt. 7 e 8 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione deidati personali (di seguito "Codice"), ha sostanzialmente chiestol'adozione di ogni misura tecnicamente idonea ad evitare l'indicizzazione degliarticoli in questione tramite i comuni motori di ricerca; ciò lamentando, inparticolare, il pregiudizio causato alla propria immagine, dalla presenza inrete di notizie "non vere, come anche dimostrato dall'esito favorevoledelle inchieste giudiziarie, denigratorie e infamanti",  nonché ormairisalenti nel tempo; il ricorrente ha inoltre chiesto anche la liquidazione inproprio favore delle spese del procedimento;

VISTIgli ulteriori atti d'ufficio e, in particolare, la nota del 29 aprile 2014 conla quale questa Autorità, ai sensi dell'art. 149 comma 1 del Codice, hainvitato la società resistente a fornire riscontro alle richieste dell'interessato,nonché la nota del 16 giugno 2014 con cui è stata disposta, ai sensi dell'art.149 comma 7 del Codice, la proroga del termine per la decisione sul ricorso;

VISTA lanota pervenuta per e-mail il 19 maggio 2014, con cui la società editrice resistente,nel sostenere la liceità del trattamento posto in essere sia "ab origine,in quanto espressione del diritto di cronaca", che attualmente, in quantoeffettuato "a fini documentaristici nell'ambito di un archivio () che perassolvere alla sua funzione deve contenere tutti gli articoli pubblicati sututte le edizioni", ha comunque dichiarato di avere "provveduto adeffettuare la c.d. interdizione dell'indicizzazione degli articoli di interessedel ricorrente disabilitando l'accesso agli articoli medesimi, medianteinterrogazione dei comuni motori di ricerca attraverso la compilazione del file"robots txt" previsto dal "Robots Exclusion Protocol",associando a tale misura, al fine di potenziarne l'efficacia, l'utilizzo dei"Robots Meta Tag"; nella medesima nota la resistente ha peraltroevidenziato che "potrebbero trascorrere alcuni giorni  prima che imotori di ricerca prendano atto dell'interdizione e provvedano a darvi seguito,trattandosi di aggiornamento automatico con cadenza periodica diversa per ognisingolo motore di ricerca";

VISTA lanota pervenuta in data 21 maggio 2014 con la quale il ricorrente ha segnalatol'attuale permanenza sul web dell'articolo del 21 ottobre 2004 pubblicato su"Il Mattino di Padova" e su "La Nuova Venezia" nonché di alcuniarticoli pubblicati il 22 novembre 2003 su "La Tribuna di Treviso";

VISTA lanota del 14 luglio 2014 con cui la società resistente, nel dichiarare di avereprovveduto "a dare corso alle necessarie pratiche per l'interdizione dellaindicizzazione dei contenuti degli articoli segnalati dal ricorrente", haribadito che "potrebbero trascorrere alcuni giorni prima che i contenutinon siano più visualizzabili tra i risultati rinvenibili tramite i comunimotori di ricerca";

RITENUTO,sulla base della documentazione in atti, che deve essere dichiarato non luogo aprovvedere sul ricorso ai sensi dell'art. 149 comma 2 del Codice, avendo iltitolare del trattamento affermato (con dichiarazione della cui veridicitàl'autore risponde ai sensi dell'art. 168 del Codice "Falsità nelledichiarazioni e notificazioni al Garante"), di avere provveduto alleoperazioni di deindicizzazione degli articoli in questione, seppure solo nelcorso del procedimento;

RILEVATOche il ricorrente, ove interessato, potrà esercitare il diritto diaggiornamento/integrazione dei dati che lo riguardano contenuti negli articolioggetto di ricorso rivolgendo nei confronti dell'editore resistente appositaistanza ai sensi dell'art. 7 del Codice corredata della documentazionenecessaria a provare gli eventi e sviluppi successivi che hanno modificato lesituazioni oggetto di cronaca giornalistica (seppure a suo tempo corretta)incidendo significativamente sul profilo e l'immagine dell'interessato che datali rappresentazioni può emergere;

VISTA ladeterminazione generale del 19 ottobre 2005 sulla misura forfettaria dellespese e dei diritti da liquidare per i ricorsi; ritenuto congruo, su questabase, determinare l'ammontare delle spese e dei diritti inerenti all'odiernoricorso nella misura di euro 500, di cui euro 150 per i diritti di segreteria,considerati gli adempimenti connessi, in particolare, alla presentazione delricorso e ritenuto di porli a carico di Finegil S.p.A. nella misura di euro250, previa compensazione della residua parte per giusti motivi;

VISTA ladocumentazione in atti;

VISTIgli artt. 145 e ss. del Codice;

VISTE leosservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell'art.15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATOREla prof.ssa Licia Califano;

TUTTO CIO' PREMESSO IL GARANTE:

1)dichiara non luogo a provvedere sul ricorso;

2)determina nella misura forfettaria di euro 500, l'ammontare delle spese e deidiritti del procedimento, posti nella misura di 250 euro, previa compensazionedella residua parte per giusti motivi, a carico di Finegil S.p.A., la qualedovrà liquidarli direttamente a favore del ricorrente.

Aisensi degli artt. 152 del Codice e 10 d.lgs. n. 150 del 2011, avverso ilpresente provvedimento può essere proposta opposizione all'autorità giudiziaria,con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenza iltitolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla datadi comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se ilricorrente risiede all'estero.

Roma, 24 luglio 2014

Il presidente
Soro

Il relatore
Califano

Il segretario generale
Busia